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NATALE PENSANDO AL SENEGAL, LA PROVINCIA: "SI' ALLA CITTADINANZA PER CHI NASCE QUI"
Il Presidente del Consiglio provinciale David Ermini dona una targa ad Hassan Kebe. Il Presidente della Giunta Andrea Barducci annuncia l'intitolazione di un'aula a Samb Modou e Diop Mor

La Provincia di Firenze alle porte del Natale pensando al Senegal. Una targa con la scritta '13/12/2011. Ai nostri amici del Senegal, per non dimenticare' e la promessa di intitolare una sala dell'ente a Samb Modou e Diop Mor, i due ambulanti senegalesi uccise la scorsa settimana dal killer di estrema destra Gianluca Casseri.
Queste le iniziative per non dimenticare la strage organizzate dalla Provincia di Firenze ed annunciate dal Presidente del Consiglio provinciale di Firenze David Ermini e dal Presidente della Provincia Andrea Barducci nel corso del Consiglio provinciale con ospite il rappresentante della Comunità senegalese Hassan Kebe. Primo tema della seduta, aperta dall'inno d'Italia e dall'inno del Senegal, e' stato proprio quello dell'assassinio dei due senegalesi.
"Ho molti amici senegalesi - ha detto Ermini - Sono persone che si sono integrate in modo tranquillo e sereno con molti sacrifici. Il gemellaggio della Provincia di Firenze con Thies dà conto di questi legami. Oggi è il momento di dare una svolta nelle politiche per l'immigrazione, a partire dai bambini: chi nasce qui deve essere riconosciuto come italiano". Quando si entra nelle classi, "incontriamo bambini di ogni provenienza e ogni colore che si sentono uguali e devono essere uguali. Su questo ci dobbiamo impegnare, anche nel ricordo di questi nostri fratelli che sono stati uccisi. I nostri figli devono avere futuro, il mondo è loro".
"Bisogna contrastare gli ambienti dove si promuove il fascismo, il razzismo, le discriminazioni - ha sottolineato il Presidente Andrea Barducci - e dobbiamo ricordare che la nostra Carta vieta la ricostituzione del partito fascista. Casa Pound decida da che parte stare. Dedicheremo a Mor Diop e Samb Modou un'aula di Villa Poggi".
Alla seduta ha preso parte anche il vicepresidente della comunità senegalese Hassan Kebe che, dopo aver ricevuto la targa commemorativa da Ermini, ha preso la parola. Non posso dire che la Toscana e Firenze siano posti dove c'e' razzismo - ha spiegato - Ma quello che e' successo il 13 dicembre non e' un caso isolato, e non bisogna mai abbassare la guardia, perche' Casseri non era un semplice folle: cercava senegalesi da uccidere, voleva proprio noi. Kebe ha ringraziato in particolare il giornalaio di piazza Dalmazia che, martedi' scorso, giorno della strage, "ha avuto il grande coraggio di tentare di fermare il killer".
Votati in Consiglio due risoluzioni. L'uno presentato dalla maggioranza Pd-Idv-Sel e da Rifondazione comunista e un altro di Pdl, Lega e Udc che è stato invece respinto. L'Udc si è astenuta sul primo documento.
Lungo e diversificato il dibattito in Consiglio. Per Giuseppe Carovani (Pd) "bisogna trovare l'impegno a non usare più una certa fraseologia che istiga al nemico". "Piangiamo Samb e Diop - ha detto Erica Franchi (Pdl) - vittime di una follia fondata sul razzismo".
La chiave giusta per fare crescere la comunità cittadina, secondo Riccardo Lazzerini (Sel), che ha proposto di intitolare Piazza Dalmazia ai due senegalesi uccisi, "è interazione, più che integrazione". Sull'uso delle parole, Alessandro Cresci (Idv) ha rigettato che l'atto compiuto a Firenze sia frutto di una mente malata: "Si è parlato di depressione all'origine del fatto, ma la depressione non giustidfica l'assassinio". Di "atto criminale" parla Marco Cordone, della Lega Nord: "Credo si debba far sentire tutta la solidarietà alla comunità colpita. Faccio parte di un partito che si onora di avere un sindaco senegalese". Cordone, il cui padre fu ucciso da un squilibrato uscito dall'Opd di Montelupo, ha invitato i senegalesi alla messa in memoria che si terrà il 26 dicembre nella chiesa di Santa Primerana.
Per Federico Tondi (Udc) "il no al rassizmo è senza se e senza ma. Non mi sento di andare avanti su analisi che portano su un piano squisitamente politico. Intanto dico sì all'espressione della preferenza degli immigrati nella scheda elettorale, alle amministrative".
"Mi spiace - ha commentato Andrea Calò (Rifondazione comunista) - La politica deve prendere posizione. Qui non siamo tutti uguali. C'è chi ha fomentato il disprezzo politicamente e il killer aveva un'estrazione politica precisa. Bisogna dire le cose senza l'ipocrisia di chi ha in questi anni accecato la politica intorno all'immigrazione". A questo riguardo Calò ha letto frasi pronunciate da esponenti leghisti lungo questi anni.
Stefano Prosperi (Pd) rivendica il fatto che ci sia una cultura più avanti rispetto a quella predicata da una parte del Centrodestra sui temi legati ai diritti civili e umani, che fanno vedere con occhi diversi agli immigrati.
Per Maurizio Cei (Pd) "è venuto il momento di riconoscere non solo la terra dei padri ma anche quella dei figli. Sì alla cittadinanza a chi nasce qui". Leonardo Brunetti (Pd), insiste su questo aspetto e spiega: "Non si può rispondere alle inquietudini dei bambini con le circolari".
Piergiuseppe Massai (Pdl) difende le posizioni che legano la cittadinanza a un percorso più lungo: "Il nemico da abbattere è il razzismo. Tuttavia non credo che la risposta della legalità dia adito all'odio o agli esagitati". Samuele Baldini (Pdl): "Noi non permetteremo che la rabbia e la legittima indignazione possano mettere in discussione regole democratiche".
Stefano Fusi (Pd) ha per parte sua rimarcato il ruolo decisivo della cooperazione che consente di riscrivere la storia comune su basi diverse di un passato di conquista dimenticato troppo spesso.
L'assessore alla Pubblica istruzione Giovanni Di Fede trova decisivo puntare a "coinvolgere i giovani. Non è scontata la trasmissione della cultura. Ci vuole un'azione quotidiana e continua. Le parole del ministro Andrea Riccardi in Palazzo Vecchio, la scorsa settimana, segnano una sintesi in cui si possono ritrovare tutte le culture politiche democratiche".

22/12/2011 13.01
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze