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GINORI, RIFONDAZIONE: "NO AGLI IMPIANTI AUDIOVISIVI"
I consiglieri provinciali Calò e Verdi: "Altra trovata della proprietà"

"Un'altra trovata" del Cda della Richard Ginori. Il gruppo provinciale di Rifondazione comunista, con i consiglieri Andrea Calò e Lorenzo Verdi, rileva che "dopo aver violato le leggi sulla sicurezza e prevenzione ora è la volta della L.300/70. La proprietà in modo improvvido annuncia l’installazione di impianti audiovisivi violando questa volta la legge sulle libertà e dignità dei lavoratori che vieta l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori". Per Rifondazione Comunista "va ripristinata immediatamente la legalità e obbligata l’azienda e Confindustria a recuperare un profilo di maggiore responsabilità sociale e osservanza delle leggi e contratti di lavoro". Presentata una domanda di attualità. Di seguito il testo.

"Un'altra trovata del CdA della Richard Ginori: ignorando quanto prevede la L.300/70 “norme sulla tutela della libertà e dignità del lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nel luoghi di lavoro e norme sul collocamento” e nello specifico l’art. 4 in materia di impianti audiovisivi, la proprietà annuncia che saranno installati sistemi di sorveglianza.
I motivi che starebbero dietro questa improvvida decisione risiedono nel fatto che “ha detta” dell’azienda in alcune zone sarebbe sparito del materiale. Peccato che, come al solito, l’azienda ignora quanto la legge prescrive su un delicato argomento come il tema dei controlli, ed in barba ad ogni procedura né annuncia a mo di editto l’immediata installazione. Ma cosa dice la Legge 300/70 all’art.4? :
“ È vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti”.
Come leggiamo la legge non consente discrezionalità né tanto meno autoritarismi o deroghe o sospette semplificazioni procedurali, dunque è legittimo chiedersi se siamo di fronte alla solita provocazione dettata dall’ arroganza , o ad una decisione superficiale e irresponsabile tesa ad appesantire un clima, all’interno di uno stabilimento dove si percepisce da mesi precarietà e violazione dei diritti ( dai ritardi sulle retribuzioni, dalle dismissioni di contratti di lavoro a lavoratori precari, all’inosservanza delle norme sulla sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, dalle modalità di gestire gli appalti)

Immediata è stata la denuncia dei Cobas Ginori che in forza della L.300/70 ha richiamato l’azienda all’osservanza dello Statuto dei lavoratori.

Certo è giusto e legittimo pensare quale sia la strategia imprenditoriale che sta dietro al CdA di Richard Ginori, tornato recentemente alle cronache proprio per l’inaffidabilità gestionale e manageriale, per l’enorme situazione debitoria e di disavanzo e soprattutto per la turbolenza negli assetti societari che rischiano di compromettere il futuro dello stabilimento e gli interi assetti occupazionali.

Gli scriventi Consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista
a fronte dell’ennesima violazione normativa da parte del CdA della Richard Ginori ai danni dei lavoratori

e in forza di una protrazione di atteggiamenti illegittimi da parte della proprietà su decreti e leggi che riguardano il lavoro, il contratto, le materie di tutela della salute e sicurezza sul lavoro tutte già dettagliatamente denunciate dai Cobas Ginori

chiedono al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire su quest’ultima violazione della L.300/70 ai danni delle libertà e dignità dei lavoratori. Visto il protrarsi di palesi illegittimità da parte della proprietà su leggi e contratti ai danni dei lavoratori se la Provincia di Firenze unitamente alle altre amministrazioni del tavolo interistituzionale ( Regione Toscana, Comune di Sesto Fiorentino) è intenzionata ad intervenire c/o Richard Ginori e Confindustria per richiedere un profilo di maggiore responsabilità sociale e rispetto della legalità. Infine chiediamo di sapere cosa sta producendo il tavolo interistituzionale sulla vicenda della Ginori per ottenere un credibile Progetto industriale e di rilancio della Manifattura di Sesto Fiorentino a salvaguardia dello stabilimento e dei livelli occupazionali.

29/03/2012 11.24
Ufficio Stampa Provincia di Firenze