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AEROPORTO, QUEI SORVOLI A BASSA QUOTA SUL CUPOLONE. “MONCO E PARZIALE”, BARDUCCI CRITICA LO STUDIO DELL’ENAC
“Nel volume sono elencati tutti i casi in cui la città di Firenze verrebbe ‘inevitabilmente’ sorvolata, ma è incomprensibilmente carente l’analisi sull’eventuale impatto acustico sul centro cittadino”

Simulazione dal cielo sopra Firenze

“Sono rimasto profondamente deluso dalla lettura del volume presentato da Enac alla Regione Toscana. Si tratta di uno studio monco, parziale e chiaramente orientato verso una soluzione, dove emergono delle contraddizioni evidenti”. Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze, commenta così la valutazione compiuta dall’Ente per l’Aviazione Civile circa l’orientamento di una eventuale nuova pista all’interno dell’aeroporto Vespucci.
I dubbi che emergono sono molti, secondo Barducci, in particolare quelli che riguardano la monodirezionalità della nuova pista. Ad esempio, a pagina 27 dello studio, a proposito della runway orientata 12/30 gradi (più nota come pista parallela convergente) si scrive: “La pista 12/30 come si evince dallo studio Enav consente di progettare procedure di volo standardizzate per entrambe le direzioni” e coerentemente con questa affermazione, sia il piano di rischio (tavola 12) sia il piano degli ostacoli (tavola 14) predisposti dallo studio Enac prendono in considerazione tutte le aree interessate, sia verso il centro della città di Firenze, sia quelle in direzione Prato. “Purtroppo l’analisi sull’impatto acustico – fa notare Barducci – è molto dettagliata per la parte che guarda verso Prato, ma è carente per la zona di Firenze. Tutto ciò perché si assume come presupposto dello studio Enac una ‘monodirezionalità’ della pista 12/30 che nei fatti non esiste e che nessuno può garantire in modo assoluto”.
Questa scarsa analisi circa l’impatto acustico su Firenze – aggiunge il Presidente della Provincia - appare ancora più incomprensibile alla luce del fatto che lo studio dell’Enav allegato al volume, a pagina 23 della nota tecnica, ritiene opportuno evidenziare “la vicinanza della nuova pista Rwy 12/30 alla città di Firenze che verrebbe inevitabilmente sorvolata dagli aeromobili nella fase di avvicinamento Rwy 30 qualora utilizzata” cioè il centro storico verrebbe sorvolato a bassa quota in caso di atterraggio con avvicinamento da Firenze. Lo stesso - è scritto nello studio - accadrebbe “in fase di mancato avvicinamento Rwy 12”: questo significa che anche nel caso in cui un aereo stia atterrando, come auspicabile, dalla direzione di Prato, in tutti casi in cui il pilota deciderà di “riattaccare” il volo, inevitabilmente finirà per sorvolare a bassa quota anche Firenze. E ancora: il medesimo problema per Firenze si avrà nel caso in cui si decida “il decollo Rwy 12”, cioè, per intenderci, partendo con i motori che scaricano in direzione di Prato e la carlinga orientata verso Firenze. Tra l’altro lo studio Adf allegato al volume, a pagina 13, fa coerentemente notare “la fattibilità di partenza da Rwy 12 che aumenterebbe significativamente la capacità aeroportuale”.
Tradotto in un linguaggio più chiaro, questo significa che il gestore dell’Aeroporto Vespucci, al di là delle promesse sulla monodirezionalità della pista, in realtà avrà poi tutto l’interesse a far decollare gli aerei in direzione di Firenze, per aumentare la capacità dello scalo fiorentino qualora fosse richiesto dall’aumentato numero dei passeggeri”.
“Perché – si chiede Barducci - non ci viene detto quale inquinamento ambientale e acustico subirebbero in tutti questi casi le zone di Rifredi, Romito e Piazza della Libertà? E a quali distanze verrebbe sorvolato il Cupolone, ipotizzando tutte le variabili possibili che riguardano l’utilizzo di un aeroporto cittadino?”.

03/07/2012 17.38
Provincia di Firenze