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MENARINI, "CAMBIO DI ROTTA DA DECIFRARE". PER RIFONDAZIONE "MOMENTO DELICATO"
Calò e Verdi: "Le novità dei contratti di solidarietà da verificare in ogni dettaglio"

Cambio di rotta sulla vicenda della Menarini che, in alternativa ai 730 esuberi annunciati (ridotti rispetto ai mille iniziali), propone al Ministero dello Sviluppo economico 730 contratti di solidarietà per la rete italiana degli informatori scientifici e inoltre conferma il proprio impegno produttivo in Italia. Si tratta di un passaggio delicato e importante, poiché la praticabilità della proposta passa al vaglio della trattativa sindacale (“… adesso, la parola passa alla contrattazione sindacati-azienda e al ministero del Lavoro…”).
Oggi di fronte alla novità emersa al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, secondo i consiglieri provinciali di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi, "occorre capire nel dettaglio oltre l’attuabilità anche la prospettiva che la multinazionale propone proprio sul versante del lavoro e occupazione".
Rifondazione comunista chiede alla Provincia di Firenze di conoscere nel dettaglio la proposta di Menarini in materia di lavoro e occupazione, sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e la loro attuazione, sugli istituti contrattuali, il piano di ristrutturazione aziendale, le prospettive produttive, gli investimenti previsti e più in generale sul piano industriale.
Le Istituzioni devono "pretendere dalla multinazionale italiana un profilo di alta responsabilità sociale affinchè non vengano utilizzati l’occupazione e il lavoro nel conflitto in essere tra le aziende farmaceutiche e il Governo".
Presentata in Provincia di Firenze una domanda d'attualità. Di seguito il testo.

"Cambio di rotta sulla vicenda della Menarini - l'azienda fiorentina, leader in Italia nel settore farmaceutico, 3 miliardi di ricavi e 12mila dipendenti – che in alternativa ai 730 esuberi annunciati (ridotti rispetto ai mille iniziali) propone 730 contratti di solidarietà per la rete italiana degli informatori scientifici e inoltre conferma il proprio impegno produttivo in Italia.

La proposta dell’azienda Menarini è stato formalizzato a Roma, in un incontro con i sindacati al Ministero dello Sviluppo economico. Nel mirino del gruppo farmaceutico fiorentino ci sono ancora le norme, approvate l'estate scorsa, che impongono ai medici di scrivere nella ricetta il nome del principio attivo anziché il nome commerciale del farmaco. La guerra di Menarini (e delle altre case farmaceutiche italiane) contro i provvedimenti presi dal governo di Mario Monti, va avanti dallo scorso ottobre, quando l'azienda fiorentina annunciò mille esuberi, poi sospesi dopo una straordinaria mobilitazione di lavoratori e sindacati e a fronte dell'impegno preso dagli enti locali di farsi promotrici delle richieste al Governo.

Si tratta di un passaggio delicato e importante, poiché la praticabilità della proposta passa al vaglio della trattativa sindacale “… adesso, la parola passa alla contrattazione sindacati-azienda e al ministero del Lavoro. Il Governo - ha assicurato De Vincenti - manterrà contatti stretti con le Regioni Toscana ed Abruzzo e con l'azienda per monitorare l'evoluzione della vertenza….”.

Lo strumento del contratto di solidarietà riguarda quattro società: Guidotti, Malesci e Lusofarmaco, oltre alla capogruppo Menarini. L'utilizzo dell'ammortizzatore sociale, con l'80% dello stipendio percepito , consentirebbe “…secondo Menarini, una necessaria ristrutturazione degli organici senza alimentare l'emergenza occupazionale e l'aumento dei tassi di disoccupazione….”.

I sindacati ovviamente si riservano di approfondire la proposta e di esaminare il piano industriale, anche se per ora in questa guerra tra Governo e case farmaceutiche il prezzo più grosso rischiano di pagarlo i lavoratori, utilizzati anche come “scudi” in questo conflitto di business.

Chiaro è il DG di Menarini “…se il Governo vuole che il gruppo continui a scommettere sull'Italia e a investire sulle sue aziende, deve impegnarsi per rimuovere gli ostacoli che penalizzano le industrie farmaceutiche, rispettando anche i vincoli di spesa pubblica.Sono due i nodi da sciogliere: l'accesso troppo lento sul mercato dei nuovi prodotti, con due anni e mezzo d'attesa per la rimborsabilità, e il doppio tetto sulla spesa farmaceutica che penalizza le aziende che fanno innovazione. Abbiamo già il plafond dell'11,3% sulla spesa sanitaria non ha senso fissare limiti anche su singoli prodotti. Appiattisce la concorrenza verso il basso. Unita alle norme sulle prescrizioni dei principi attivi, favorisce solo l'industria dei farmaci generi..”

Rifondazione Comunista – Gruppo Provinciale e Federazione di Firenze – hanno più volte espresso solidarietà ai lavoratori e forte contrarietà alla posizione antisociale assunta dal gruppo farmaceutico Menarini, dichiarando fin da subito il pieno appoggio politico e istituzionale alla vertenza aperta dal coordinamento RSU Menarini e dalle organizzazioni sindacali di categoria, invitando allora tutte le istituzioni a sostenere le richieste sindacali verso il Governo e a condannare ricatti e intimidazioni della proprietà verso i lavoratori.

Così come il Gruppo provinciale ha presentato il 10 ottobre, il 29 ottobre e il 6 dicembre 2012 ben tre domande di attualità sulla vertenza della Menarini e sull’apertura di un tavolo negoziale al Ministero per contrastare allora i mille esuberi e più in generale il massacro sociale a suo tempo annunciato. Oggi di fronte alla novità emersa al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico concluso con la proposta della Multinazionale di trasformare i circa mille esuberi dichiarati ad ottobre, in contratti di solidarietà per 730 dipendenti, in prevalenza informatori farmaceutici occorre capire nel dettaglio oltre la praticabilità anche la prospettiva che la multinazionale propone proprio sul versante del lavoro e occupazione.
Gli scriventi Consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista nell’esprimere solidarietà ai lavoratori della Menarini e nel ribadire il pieno sostegno politico e istituzionale alla vertenza dei lavoratori e sindacati, a fronte delle novità emerse al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico - 730 contratti di solidarietà per la rete italiana degli informatori scientifici - chiedono al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire nel dettaglio la proposta del DG di Menarini in materia di lavoro e occupazione, sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e la loro attuazione, sugli istituti contrattuali, il piano di ristrutturazione aziendale, le prospettive produttive, gli investimenti previsti e più in generale sul piano industriale.
Altresì chiediamo di sapere quali iniziative intende adottare la Provincia di Firenze, unitamente alla Regione Toscana, ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli, per sostenere la vertenza e monitorare il quadro delle relazioni industrialii e il tavolo negoziale ministeriale, intervenendo presso la Multinazionali e l’associazione di rappresentanza datoriale affinchè sia tenute un profilo di alta responsabilità sociale e non venga utilizzato l’occupazione e il lavoro nel conflitto in essere tra le aziende farmaceutiche e il Governo.
Infine chiediamo di essere continuamente informati sull’andamento della trattativa azienda sindacati che prenderà avvio a partire dalla prima meta di giugno 2013".

03/06/2013 09.30
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze