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MAGGIO MUSICALE, I CONSIGLIERI PROVINCIALI AGLI ALTRI ENTI: "MANCA UNA SINTESI POLITICA"
Il dibattito nell'Assemblea di Palazzo Medici Riccardi dopo gli interventi del Commissario Bianchi e dei rappresentanti sindacali e di categoria

Maggio Musicale. Seduta straordinaria del Consiglio provinciale di Firenze. I commenti delle forze politiche in Palazzo Medici Riccardi. Andrea Calò, capogruppo di Rifondazione comunista, rileva come quella di stamani sia stata "la prima volta che una persona autorevole del Maggio Musicale, il commissario straordinario Francesco Bianchi, intervenga nel Consiglio provinciale di Firenze. Ci voleva il commissario perché in Provincia arrivassero i bilanci che avevamo chiesto. Noi chiediamo ai diversi attori in campo di spingere affinché prevalga non la liquidazione, ma un tavolo di sistema. Chiedo al Commissario Bianchi di crederci".
Per Marco Cordone (Lega Nord) è "impensabile di sentire parlare di liquidazione del Maggio Musicale a Firenze, istituzione che vuol dire creatività, arte vera, tradizione culturale, De Chirico. So cos'è la storia e non confondo la Gavinana di Pistoia con quella di Firenze. Si poteva iniziare una transazione politica sul Maggio, ma non c'è stato e non c'è rapporto di intelligenza con le banche. Negli anni passati sono state fatte scelte più politiche che culturali, senza guardare in prospettiva".
Guido Sensi (Fratelli d'Italia, nel Gruppo Misto): "Il passato è stato un disastro, all'insegna di 'Paga Pantalone'. Non c'è più copertura da parte dello Stato. Si tratta ora di riuscire a trovare i finanziamenti. Sono preoccupato. Vedo che nella prospettiva del Governo il Comunale di Firenze è un vaso di coccio tra vasi di Firenze; fragile la situazione degli Enti locali. Il rischio è che la liquidazione apra le porta al fallimento del Maggio".
Leonardo Comucci (Pdl) invita a "una sintesi molto più decisa tra Regione, Provincia e Comune: ciascuna parla con un registro diverso, così come anche il ministro in rapporto al Commissario. L'unico ente locale che può ancora investire qualcosa nel Maggio è la Regione".
Riccardo Lazzerini (Sel): "Ho invitato Bianchi a visitare i laboratori scenografici. In questi anni nessuno è venuto a visitare i luoghi di lavoro e preparazione dei dipendenti del Maggio. Mi pare che anche nel Consiglio provinciale non sia emerso un ripensamento del commissario sulla sua posizione. Registro anzi una forte rigidità nonostante il ministro abbia messo in discussione che quella della liquidazione coatta sia la strada giusta. Dunque chi deve prendere un'altra strada non ne è convinto. Esprimo su questo una valutazione negativa sia come consigliere che come dipendente del Maggio Musicale".
Per Caterina Conti (Pd) "si deve cogliere la dimensione nazionale del problema, come elemento assolutamente importante di quello che faremo come Paese. Sono necessarie politiche di sostegno al turismo, alla cultura e all'industria da tenere in una visione d'insieme. Uscire dalla crisi con o senza Maggio fa la differenza. Siamo contrari alla liquidazione coatta perché mette fine a un'esperienza senza dirci nulla per il dopo".
Massimo Lensi, radicale, nel Gruppo Misto, nota come il punto sia configurare il futuro del Maggio: "Si discute tanto, ma non riusciamo a mettere in campo un progetto chiaro, semplice, unito, coeso. Dovremmo domandarci cosa sarebbe accaduto se il sindaco di Firenze fosse stato un altro".
Piergiuseppe Massai, per il Pdl, insiste sul fatto che "negli anni si sarebbe potuti intervenire, ma vi erano resistenze politiche mascherate da una sorta di 'Ghe pensi mi' declinato in fiorentino. La conflittualità interna del Pd ci fa pagare lo scotto di tanti fallimenti".
Se qualcuno ha delle responsabilità, dice Alessandro Cresci (Progetto Toscana), "non è certo la Provincia di Firenze. Nelle sedi opportune ha cercato di alzare la voce. L'assessore Carla Fracci prese una posizione netta di contrarietà all'operato del Soprintendente Colombo, da cui non siamo stati neanche ricevuti".

08/07/2013 16.24
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze