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L'INTERVENTO DI ZYGMUNT BAUMAN AL GENIO FIORENTINO
“Dalla civiltà del Rinascimento alla società dell’incertezza”. Firenze, Palazzo Medici Riccardi - 18 maggio 2005

Zygmunt Bauman

“Mi scuso con il Comune di Firenze, il Presidente della Provincia e la Fondazione Balducci per non essere stato in grado di essere con voi a Firenze e di trovarmi a casa. Ammiro molto il lavoro fatto dalla Fondazione Balducci, penso che quello che voi fate oggi si trovi proprio sulla “linea di fuoco” dei problemi contemporanei.

Ho parlato spesso di “Modernità Liquida”, liquida nel senso che non può assumere a lungo una forma. Utilizzo la metafora della liquidità perché il liquido è decisamente quel tipo di sostanza che cambia ogni momento, anche se ad agire sono forze molto limitate. Città come Firenze e molte altre in Europa, sono diventate discariche, cumuli di rifiuti a causa di queste forze, ma c’è un limite a quello che è possibile fare localmente. Le forze non sono locali, sono globali e le risorse, le autorità, le prerogative che è possibile avere localmente, semplicemente non sono sufficienti per attaccarle.
Vale per qualunque problema: l’inquinamento è prodotto globalmente, ma l’amministrazione di Firenze, probabilmente, deve purificare l’acqua e pulire l’aria, che non è stata inquinata dai cittadini di Firenze, ma spesso in luoghi molto lontani; ci sono immigrati a Firenze – come ci sono in Inghilterra – e la maggior parte di loro cerca cibo, acqua potabile di cui sono privati nelle loro terre d’origine, cercano di lavorare e di mantenersi come nel loro paese non possono più fare, semplicemente perché multinazionali, introducendo nuove moderne forme di produzione, hanno distrutto le loro piccole fattorie, le loro piccole aziende.

Penso che nel Rinascimento Firenze si trovasse in una posizione migliore per proteggere la sua comunità rispetto a quello che è in grado di fare oggi, semplicemente perché esisteva una sorta di equilibrio tra il volume dei problemi e le risorse a disposizione per affrontarli. La modernità - non solo questa ultima modernità liquida, ma fin dal suo inizio - ha distrutto le comunità tradizionali. Del resto, una volta che si è consapevoli di essere una comunità, una volta che si inizia a considerare la comunità un dovere, allora non esiste più una comunità, si tratta di qualcos’altro. La società moderna ha cercato di sostituire l’appartenenza a una comunità e il senso di sicurezza che da questa deriva, con la solidarietà. La modernità liquida è il terzo livello, dopo la comunità e dopo la solidarietà.

Il paradosso di fronte al quale ci pone la società moderna è spiegabile da Manuel Castells attraverso due concetti. Il primo è che abbiamo sopravvalutato l’individuo e i mezzi che ha a disposizione per risolvere i problemi collettivi: citando Ulrich Beck, cerchiamo di trovare soluzioni biografiche a problemi globali. In secondo luogo, non possediamo effettivamente le risorse che sarebbero necessarie per risolvere i problemi attuali. Secondo me, la spiegazione del paradosso che vive la società moderna è la contraddizione tra essere individuo “de iure” e individuo “de facto”. Tutti siamo individui di diritto, perché è stato stabilito per legge che siamo responsabili delle nostre azioni, ma ciò è diverso da essere di fatto in grado di determinarci e avere i mezzi per vivere nella società (liquida) moderna. Esiste una frattura tra essere individuo di diritto ed esserlo di fatto ed è anche da questo (si pensi ai cosiddetti under – class) che la vita nelle città è resa difficile.

Un altro concetto importante è la contraddizione tra la Mixofobia e la Mixofilia.
La prima si riferisce alla paura di mescolarsi, di fare esperienza di qualcosa di nuovo e sconosciuto. La mixofilia è invece l’atteggiamento di chi è interessato a conoscere situazioni nuove, a scoprire nuovi modi di vivere e agire. Gli amministratori degli enti locali possono cercare di favorire e accrescere la Mixofilia. Per quanto la parola “globalizzazione” non abbia soltanto un significato negativo e indichi semplicemente una compressione dello spazio e del tempo, non è possibile trovare soluzioni locali a problemi di portata globale.”

19/05/2005 08.51
Provincia di Firenze