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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE MASSIMO MATTEI RICORDA I CADUTI DI NASSIRYA
Osservato un minuto di silenzio in apertura del Consiglio provinciale

In apertura di Consiglio provinciale il Presidente Massimo Mattei ha voluto ricordare, anche con un minuto di raccoglimento l’anniversario di Nassirya e le vicende legate al tifoso laziale tragicamente morto ieri in un autogrill mentre si recava ad assistere alla partita Inter – Lazio. “Quattro anni fa la strage di Nassirya. Uno dei momenti più tragici della vita del nostro paese. Un bilancio gravissimo. L’attentato provocò 28 morti: 19 italiani e 9 iracheni. Questo ricordo, oggi, in Consiglio provinciale, va oltre la ritualità e rappresenta, anzi, l’opportunità per mantenere viva la memoria del martirio dei nostri soldati e carabinieri a Nassirya. Io non ho, personalmente, condiviso la guerra in Iraq ma il Parlamento, con voto libero, decise per la missione e, proprio mentre giovani italiani erano impegnati nel loro lavoro per ripristinare la legalità e la pace in questa terra martoriata, è avvenuta questa strage che non dimenticheremo.
Questi ragazzi, che lavoravano sotto la nostra bandiera, sono stati portatori di grandi valori ed autori di pagine di eroismo che rappresentano linfa vitale del nostro impegno per la pace, per la libertà, per la democrazia. Sono convinto che il cordoglio e la vicinanza per le famiglie, e vorrei ricordare, in particolare, le mogli, le madri, le compagne di questi caduti, sia un atto dovuto ma non formale e che questo Consiglio provinciale si possa stringere, unito, attorno alla memoria di giovani vite che sono morte per il nostro paese.
Vi chiedo un minuto di silenzio – ha aggiunto il Presidente Mattei – ma vorrei, davvero, che questo tipo di ricordo non diventasse il solito retorico rituale e che diventasse invece un segnale forte di solidarietà alle forze dell’ordine e ai familiari dei defunti, con l’obiettivo di rinnovare l’impegno per la pacificazione internazionale che in molte parti del mondo vede in prima fila il nostro tricolore, simbolo di valori che ci devono accomunare e far sentire parte di una stessa famiglia.
Il nostro ricordo e la gratitudine è, e sarà, il modo migliore per continuare ad onorare la memoria di chi ha perso la vita per favorire il ritorno delle condizioni minime di democrazia in quella terra martoriata.
La Patria è un valore che non per tutte le sensibilità politiche è stata riconosciuta. Il concetto di Patria è stato, spesso, un concetto che ha nascosto le peggiori spinte reazionarie. Ma il concetto di Patria, cioè di terra dei padri, è un concetto che tutti noi dobbiamo recuperare e far diventare patrimonio comune; ed affiancarlo magari alla parola Matria, cioè terra delle madri, che sono sempre le prime a piangere un figlio morto. Per la Patria un soldato morto è un eroe, ed è giusto che sia così, ma per loro è soltanto un dolore indicibile che nessun ricordo potrà mai alleviare.
La solidarietà ed il rispetto per le forze dell’ordine è, oggi, ancora, più attuale, dopo la tragedia avvenuta ieri alla Stazione di Servizio di Badia al Pino in Provincia di Arezzo. Nessun errore umano, anche drammatico come quello capitato ieri, può giustificare episodi di vandalismo e di attacchi vergognosi verso organi dello Stato. Ricordiamoci sempre che, sia i caduti di Nassirya, sia i tanti ragazzi che la domenica sono impegnati sugli Stadi, perdono e rischiano la vita per compensi ridicoli. Alla solidarietà, ed alla vicinanza ai familiari del ragazzo scomparso, voglio ribadire, oggi, e credo che ne abbia ancora più significato, la solidarietà, la vicinanza e la gratitudine per il lavoro che quotidianamente le nostre forze dell’ordine svolgono.

12/11/2007 17.32
Provincia di Firenze