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IL RISPARMIO ENERGETICO TRA MITI E REALTÀ
Suggerimenti pratici per gli operatori degli Enti locali e per i professionisti. 11 maggio 2009, ore 9–12, Centro Congressi Santa Maria Novella, Waldorf Suite, piazza Stazione 10 (sopra il Bar Deanna), Firenze

Il risparmio energetico è una necessità. Siamo sicuri che le metodiche attualmente promosse dalle politiche pubbliche siano le più adeguate? Nel corso di un convegno, lunedì 11 maggio 2009 a Firenze, esperti di fama internazionale dimostreranno che le prassi in voga (rispecchiate in parte dall‘attuale legislazione) tendono a sottovalutare l’importanza di soluzioni progettuali a costo zero. Semplici accorgimenti progettuali possono produrre risparmi energetici certi a costo zero per l’erario e per l’utente. Come rendere questi accorgimenti vincolanti? Quale è il ruolo dei regolamenti edilizi dei comuni? Quale è il ruolo dei professionisti? Il confronto, nel Centro congressi Santa Maria Novella (Waldorf Suite, piazza Stazione 10, Firenze), è organizzato da Fondazione 'Ambiente è vita' con la sponsorizzazione della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Firenze e di Anci Toscana, con il supporto della Belvedere, della Casa Editrice Cel e della Crogef. Il convegno viene moderato da Saverio Fossati del 'Sole 24 Ore'. Al Convegno partecipa anche il Dott. Massimiliano Atelli, responsabile dell'Ufficio Legislativo del Ministero dell'Ambiente


Il risparmio energetico è un problema serio che può –e deve- essere affrontato da più punti di vista. Uno di questi è quello dell’orientamento delle costruzioni nei confronti del sole e della dislocazione geografica e della latitudine.
Nel Libro sesto del 'De Architectura' di Marco Vitruvio Pollione si trova uno scritto che tanti amministratori, politici e professionisti , dovrebbero leggere. Si consiglia a chiunque voglia costruire case salubri ed accoglienti di considerare nel progetto l’interazione fra il Corso del Sole e l’edificio onde sfruttarne al massimo la sua gratuita e perenne energia. Si gettano le basi di un procedimento costruttivo che tende a razionalizzare il rapporto del tessuto edilizio ed urbanistico con il Corso del Sole , utilizzando buon senso ed intelligenza (che non costano niente) al posto di costosissime tecnologie come pannelli fotovoltaici, termici, cappotti coibenti, tetti ventilati .ecc.
Si tratta quindi di non sprecare una fonte gratuita e perenne di energia pulita adoperando il solo cervello e progettando razionalmente edifici in grado di sfruttarla .Questo non vuol dire che non si debbano usare anche questi approcci tecnologici per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Si vuol solo dire che già il progetto in sé, sia di pianificazione urbanistica che dell’edificio, deve essere impostato tenendo in considerazione la localizzazione delle strutture in relazione alle energie dell’ambiente alle quali si devono adattare.
E’ evidente che per le problematiche di riscaldamento invernale ci serviremo del controllo della radiazione incidente sulle pareti e vani finestra, mentre per quelle di raffrescamento estivo controlleremo la loro protezione con semplici schermature , perfettamente progettabili se si è padroni della meccanica del movimento del Sole sull’orizzonte.
Si tratta di un approccio molto utilizzato sino agli inizi del 1900, quando l’improvvisa disponibilità di energia a costi contenuti, lo fece passare nel dimenticatoio. Negli anni 30, a seguito delle politiche autarchiche, l’arch. Vinaccia metteva a punto una serie di strumenti precalcolati che aiutano il progettista ad orientare il progetto in questo senso.
Si tratta ora di rivitalizzarlo, alla luce dei progressi scientifici che si sono fatti nel frattempo.

La normativa

È evidente che la normativa dovrebbe imporre come obbligo ai progettisti di prendere in considerazione questo aspetto. Di fatto, sin qui, le norme sul risparmio energetico emanate a partire dagli anni 70 si rendono conto della problematica, tanto che nel D.M. 27 luglio 2005 (norma concernente il regolamento d'attuazione della L. 9 gennaio 1991, n. 10 articolo 4, commi 1 e 2),il principio è enunciato ma manca una parametrizzazione tecnica sufficientemente precisa negli allegati tecnici delle varie norme.
Ora il problema è il seguente: questi parametri in quale norma vanno inseriti in considerazione del complesso sistema di gerarchia delle norme che esiste nel nostro paese. Tenendo inoltre presente che, oltre al complesso sistema di gerarchia delle norme, esiste di fatto l’intreccio tra norme urbanistiche e norme sull’ambiente e quelle legate alla sostenibilità in edilizia. Una prima risposta potrebbe essere: “queste norme parametriche vanno inserite in maniera corretta nei regolamenti edilizi dei comuni”. Il problema diventa: “come imporre ai comuni l’adozione di queste norme tenendo conte delle peculiarità locali?”.

Gli incentivi

Al fine di spingere gli operatori al risparmio energetico ed all’utilizzo delle energie rinnovabili si è venuti prevedendo una serie di incentivi quali, detrazioni fiscali, contributi a fondo perduto, autorizzazione all’incremento della volumetria nei permessi di costruire e diminuzione degli oneri (sia sulla base dileggi statali, che di leggi regionali e regolamenti comunali). Detti incentivi si basano solo sull’utilizzo di tecnologie ed in minima parte sull’utilizzo corretto della radiazione solare diretta. In questo modo si rischia di incentivare progettazioni non efficaci. Come si fa a rendere vincolante nella politica degli incentivi l’utilizzo delle energie dell’ambiente come prestabilito nel decreto sopra citato.


Le domande per le quali si cerca una risposta

Restano aperte, dunque, le seguenti questioni:

1. cosa fare per obbligare i comuni ad inserire nei rispettivi regolamenti edilizi queste norme
2. cosa fare per far emergere adeguatamente i vincoli bioclimatici dall’insieme delle normativi sulla sostenibilità,
3. cosa fare per far incidere le norme ambientali collegate alla bioclimatica sulla normativa urbanistica
4. cosa fare per garantire che i parametri corretti siano inseriti negli allegati alle normative ambientali
5. l’utilizzo di strumenti tecnologici (coibentazione, pannelli solari, fotovoltaico etc.) viene promosso tramite incentivi, visto che costa; la domanda che si pone è: «visto che la i sistemi progettuali bioclimatici sono totalmente a costo zero, devono essere incentivati o devono essere obbligatori?»
6. In considerazione di quanto esposto al punto precedente n°5, c’è da porsi anche la seguente domanda: « prima di passare all’incentivazione degli strumenti tecnologici, non varrebbe la pena di assicurarsi che la progettazione è stata realizzata con criteri di risparmio bioclimatico?»

Il confronto verte su questi temi

11/05/2009 13.40
Provincia di Firenze