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LA CRISI DEL SETTORE VINO E OLIO E LE STRATEGIE PER RILANCIARE IL MERCATO AGRICOLO
L’assessore Roselli ha risposto ad una domanda d’attualità di Comucci, Lensi, Villa e Barillari (PDL)

L’assessore all’agricoltura Pietro Roselli ha risposto, in Consiglio provinciale, ad una domanda d’attualità di Comucci, Lensi, Villa e Barillari (PDL) sulla crisi nei settori vino e olio. “Purtroppo siamo in presenza di una profonda crisi nel settore agricolo, per tutti i prodotti, non solo vino e olio. La crisi investe anche il grano e il latte. Il grano costa 12 euro al quintale, il latte 35 centesimi al litro. Tutto viene venduto sottocosto. Non è semplice mettere in campo azioni che possano ridare un valore più vicino a quello che è giusto sia riconosciuto a questi prodotti. Anche sui prodotti d’eccellenza come il Chianti Classico o il Chianti Rufina, che esportava il 70% della produzione, appena è cominciata la crisi in America le cantine, sugli ordinativi, si sono bloccate. E la situazione non è cambiata. Ci troviamo con le cantine piene e le uve che vengono pagate poco: il prezzo è crollato del 50% rispetto all’anno scorso. Bisogna insistere e perseguire affinché si produca sempre più vino imbottigliato, certificato DOP o DOCG, e non vino sfuso. I vini imbottigliati ancora reggono il prezzo, quelli sfusi no. Sull’olio sappiamo bene che il nostro extravergine se venduto sotto i 6-7 euro al litro non è più remunerativo. Sulla piazza troviamo invece anche prodotti a tre euro al litro. Anche in questo caso bisogna insistere verso le nostre piccole aziende e verso le associazioni dei produttori per azioni tese a fare prodotti certificati. Bisogna rilanciare un marketing ben mirato che possa valorizzare la qualità delle nostre produzioni e rilanciare la filiera corta. Per rivalorizzare le produzioni tipiche stiamo mettendo in piedi due manifestazioni: un’edizione di Ruralia autunnale da fare al Parco delle Cascine di Firenze e l’apertura di un punto permanente, al Parterre, per la vendita giornaliera dei prodotti tipici della Provincia di Firenze. Non mancheranno eventi stagionali con promozione dei carciofi dell’empolese, della cipolla di Certaldo, dei marroni di Marradi e così via”. Per Comucci: “La realtà è differente. Siamo di fronte ad una situazione paradossale. Quest’anno ci troviamo con delle uve raccolte, che si presentano di ottima qualità rispetto a quelle degli anni precedenti, ma con il prezzo in caduta libera. Non solo sui vini sfusi ma anche sui vini di qualità, anche sui vini di DOCG. C’è stata una partita di Sangiovese, utilizzata per produrre il Brunello, venduta a 100 euro al quintale, ovvero il 45% in meno rispetto all’anno precedente. Ma la situazione non è così in tutta Italia. E’ il nostro vino di qualità che risente di questa caduta libera dei prezzi. Se andiamo a parlare di spumanti si registra un incremento di qualità delle uve di un 10%, mentre per le uve da prosecco siamo in linea con i prezzi dell’anno scorso. Rimanendo in Toscana le uve vernaccia aumentano di circa il 10%. Allora il problema è un altro, il problema è che probabilmente i vini di qualità toscani non hanno più quell’appeal che suscitavano fino a pochi anni fa sul pubblico d’oltremare. Concordo con l’assessore quando afferma che occorre sfruttare il marketing ma anche su questo ci troviamo in una frammentazione eccessiva di tutto il territorio e di piccole aziende che continuano ad avere dei costi di produzione altissimi. Proviamo a aprire dei tavoli dove si mettono di fronte tutte queste piccole aziende che hanno qualche piccolo ettaro e proviamo ad unirle sfruttando maggiormente il concetto di consorzio per ridurre le spese. Questa è una proposta che rilanciamo all’Assessore, accanto a quella del marketing, che sposiamo in pieno”.

13/10/2009 14.08
Provincia di Firenze