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FIRENZE, PROVINCIA E CIRCONDARIO IN CASSA INTEGRAZIONE, "AGLI SGOCCIOLI"
Rifondazione comunista diffonde i dati su alcune delle crisi aziendali nel territorio fiorentino ed empolese. "Emerge un dramma sociale di vaste proporzioni: solo ora ci si rende conto che la crisi non è finita"

Molte aziende di Firenze, Mugello, Valdisieve, Circondario Empolese Valdelsa, a causa della fine dei periodi di cassa integrazione, fanno esplodere le liste di disoccupazione. "Prosegue l’avanzata della crisi economica - spiega il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio provinciale - che non attenua la sua gravità sul lavoro, occupazione e salari dei lavoratori. Chiedo con un'interrogazione alla Provincia quali sono le prospettive per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali". A sostegno di quanto dichiarato Calò, insieme all'altro consigliere provinciale di Rifondazione Lorenzo Verdi, ha raccolto e porta a conoscenza alcuni dati che emergono dalle crisi aziendali e dall'esito di alcune vertenze ancora aperte che stanno utilizzando la cassa integrazione in deroga ormai agli sgoccioli: Gruppo Berlincioni: 28 lavoratori della Berlincioni srl, 47 lavoratori Metal Tech, 14 lavoratori S.Spirito Firenze.
Agile Eutelia stabilimento Calenzano 17 lavoratori; Dismi 92 Allegri 55 lavoratori; Brunelleschi Industrie 40 lavoratori; BTP (Baldassini Tognozzi Pontello) 170 lavoratori;
Canale 10, 22 lavoratori; Cardini di Empoli 33 lavoratori. Casa di Cura Poggio Sereno 34 lavoratori. Fondic Mugello 19 lavoratori. Schankomat Nuti Campi Bisenzio 40 lavoratori
Supermercati Pam 17 lavoratori.
"Queste - spiega Calò - sono alcune delle aziende nelle quali gli ammortizzatori sociali sono alla fine e per i quali i lavoratori rischiano di precipitare nel baratro della disoccupazione. Ce ne sono altre che sono dentro i tavoli procedurali di crisi gestiti dalla Provincia di Firenze del cui esito non è dato sapere".
Già Irpet a dicembre 2010 nel suo report né tracciava un bilancio negativo. Oltre al permanere di "una crisi così seria del sistema impresa, in particolare nell'industria" persiste una elevata disoccupazione mentre nel contesto delle aziende medio/piccole a fronte di una fragilità della cosiddetta ripresa permane una fase non felice di riposizionamento caratterizzata da 'razionalizzazioni e riorganizzazioni' che in soldoni si traducano in tagli, perdite ingenti di posti di lavoro e soprattutto impoverimento del tessuto produttivo. Nella quasi totalità delle aziende fiorentine sono aperte vertenze e conflitti sindacali tesi a difendere occupazione, diritti e lavoro. Il dramma sociale dei licenziamenti o messa in mobilità per migliaia di lavoratori è stato drenato dall'utilizzo degli ammortizzatori sociali non solo CIG ordinaria ma soprattutto cassa integrazione straordinaria e in deroga. Il ricorso alla cassa integrazione straordinaria è quella più temuta poiché essa indica "un rischio più elevato di perdita definitiva del lavoro". Oggi si legge che "...se il 2010 è stato un anno buio per l’occupazione il 2011 sarà anche peggio e la ripresa economica da queste parti rimane ancora una chimera. Soprattutto per donne e giovani. I dati della Provincia di Firenze parlano chiaro...". Inoltre essendo la cassa integrazione agli sgoccioli, soprattutto la cassa integrazione in deroga, a tutt'oggi priva di un reale rifinanziamento, si avvicina una situazione fortemente compromessa.
A Firenze le richieste di cassa integrazione hanno raggiunto i 14 milioni di ore tra ordinaria, straordinaria e in deroga, la stessa CGIL dichiara che siamo di fronte a "...un aumento incredibile e anche se ci sono aziende che hanno retto e continuano a recuperare il trend è assolutamente preoccupante...".

03/02/2011 15.31
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze