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Pergola, Niccolini, Mila Pieralli, Era
Pergola. La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton
Da mercoledì 12 a domenica 16 dicembre
Al Teatro della Pergola, da mercoledì 12 a domenica 16 dicembre, il maestro della regia Declan Donnellan dirige per la prima volta un cast tutto italiano ne La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton, nella versione di Stefano Massini. Un inesorabile testo del Seicento su violenza, sopruso e corruzione, che pare una fotografia contemporanea. Un capolavoro “pulp” che gronda orrore e crudeltà, generoso di assassinii, incesti, intrighi ed efferatezze.

“È materia viva di vendetta – ha affermato Declan Donnellan – ha forti componenti di derivazione medievale nel senso della morte e della corruttibilità della carne, l’affascinato orrore per il peccato, e l’uso di personaggi chiaramente simbolici”.

La minaccia è incombente, cresce come un tumore invisibile fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia. Il governo è corrotto, invischiato in loschi affari, e il popolo si compra al prezzo dei beni di consumo.

In scena con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione.

Una produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione.



Una giovane donna assassinata da un Duca lussurioso. Un ragazzo che vive solo per vendicarla. Nessuno si salverà dal suo pugnale. Ad addentrarsi nei meandri de La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton è un maestro delle regie shakespeariane, l’inglese Declan Donnellan, che dirige per la prima volta uno spettacolo con un cast tutto italiano (versione di Stefano Massini) al Teatro della Pergola da mercoledì 12 a domenica 16 dicembre. Una produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Scritta nel 1606, nei primi anni del regno di Giacomo I, tra il dilagare della corruzione e del malcostume, questa brutale revenge play riflette una visione del mondo cupa e disperata. Fu diretta in Italia la prima e unica volta nel 1970 da Luca Ronconi, quando ancora veniva erroneamente attribuita a Cyril Tourneur.

“Benché il testo di Middleton sia un esplicito ritratto della corruzione della corte d’Inghilterra – ha detto Declan Donnellan – il testo è ambientato nella malvagia Italia cattolica. All’epoca l’Italia era un luogo proibito che ben pochi inglesi avrebbero visitato. L’Europa cattolica rappresentava, per gli inglesi protestanti, un altrove simile a quel che la Russia sovietica incarnava quando eravamo ragazzi: era il potenziale invasore, latore di un’ideologia perniciosa.”

Thomas Middleton fu contemporaneo di William Shakespeare (era di sedici anni più giovane del Bardo). Entrambi si affermarono in una Londra teatro di cambiamenti dirompenti. Era un tempo di boom economico e bancarotta; regnava un enorme malcontento, colpevolmente ignorato, che fu sul punto di distruggere il mondo dei due autori.

“Ne La tragedia del vendicatore – ha spiegato Donnellan – Middleton contrappone la moralità del clan puritano e calvinista del vendicatore alla corte italiana, cattolica, lussuriosa e dissoluta. Attribuisce ai personaggi della sua pièce nomi ‘parlanti’, così da connotarne fin da subito il ruolo e il comportamento: Vindice, che vendica l’amante uccisa usando il teschio di lei come arma contro il Duca, l’avvelenatore; ci sono Spurio, Supervacuo, Lussurioso, Ambizioso, Castiza. Il dramma riflette la visione dell’autore: isolamento ascetico e rinuncia sono l’unico antidoto all’azione inquinante del potere.”

Acclamato per i suoi allestimenti shakespeariani (Cimbelino nel 2007, Macbeth nel 2010, Racconto d’inverno nel 2016), più volte insignito del Premio Laurence Olivier e Leone d’oro alla Biennale Teatro, Donnellan, che di recente ha ricevuto il prestigioso Premio Stanislavski, mette in luce una società spaventosamente contemporanea: ossessionata dall’ipocrisia, dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di autorappresentarsi per convincere gli altri, ma soprattutto se stessi, di essere buoni e belli.

“Il pubblico troverà delle somiglianze con il nostro mondo? – è intervenuto Declan Donnellan – presumo di sì, perché quando un testo parla di identità, corruzione, consumismo, bancarotta spirituale, non possiamo non sentirlo contemporaneo. Ma non era questa la mia intenzione, e non dovremmo mai dimenticare che un’opera d’arte non trasmette altro che se stessa.”

In scena ci sono Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra (interprete di Vindice), Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione. Le scene e i costumi sono di Nick Ormerod (compagno di Donnellan, con lui fondatore nel 1981 della compagnia Cheek by Jowl), le luci di Judith Greenwood, Claudio De Pace, le musiche di Gianluca Misiti.

Sulla sua prima regia con attori italiani, Donnellan ha così concluso: “Il vero problema non è la lingua i cui dirigo, ma il linguaggio in generale. Ci sono cose che le parole non dicono. Ma grazie al teatro possiamo usare l’immaginazione.”

Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione
LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE
di Thomas Middleton
versione italiana Stefano Massini

con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano
Speziani, Beatrice Vecchione
scene e costumi Nick Ormerod
luci Judith Greenwood, Claudio De Pace
musiche Gianluca Misiti
drammaturgia e regia Declan Donnellan
Durata: 1h e 50’, atto unico.

07/12/2018 13.46
Pergola, Niccolini, Mila Pieralli, Era


 
 

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