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Università di Firenze
LA VOCE DI GALILEO RISUONA NUOVAMENTE A VILLA IL GIOIELLO AD ARCETRI
In anteprima per la Toscana alcuni estratti della nuova edizione dell’opera di Federico Bonetti Amendola
Dalla locandina de "Il sogno di Galileo"
A conclusione delle celebrazioni dell’anno galileiano e dell’anniversario francescano, l’Università degli Studi di Firenze, il Teatro della Pergola e la Comunità Francescana di Santa Croce in Firenze hanno presentato a Villa il Gioiello, ad Arcetri, ultima dimora di Galileo, in anteprima per la Toscana, alcuni estratti della nuova edizione dell’opera di Federico Bonetti Amendola Il sogno di Galileo. Il cd prodotto da Aer Artis è di imminente pubblicazione per le edizioni musicali di Rai-Trade.

Ancora una volta grazie alla virtuosa collaborazione di prestigiose istituzioni è lo spettacolo a rendere omaggio e parlare con i linguaggi universali di musica e teatro di grandi personalità della storia. L’occasione è data dalla coincidenza della fine delle celebrazioni dell’anno Galileiano con l’anniversario degli 800 anni dalla fondazione dell’Ordine francescano. L’opera che ha avuto il merito di stringere intorno a sé il prestigio di Istituzioni come l’Università degli Studi di Firenze, Il Teatro della Pergola e La Comunità Francescana di Santa Croce in Firenze è Il sogno di Galileo di Federico Bonetti Amendola. La nuova edizione sarà replicata il 21 marzo 2010 al Teatro della Pergola di Firenze, mentre è imminente la pubblicazione del cd dell’opera prodotto da Aer Artis per le edizioni musicali di Rai-Trade.

Sede suggestiva della presentazione fiorentina dell’opera è stata Villa Il Gioiello dove Galileo morì nel 1642 e dove l’azione musicale Il sogno di Galileo è ambientata. Dello storico edificio l’Università di Firenze, con il contributo dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, ha curato i più recenti restauri, iniziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In occasione dell’anno galileiano l’Ateneo ha riaperto la villa: visite guidate e altre iniziative di alto valore culturale sono gestite dal Museo di Storia Naturale dell’Università.

Il progetto della rappresentazione a Firenze dell’azione musicale è stato illustrato stamattina da tutti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte e promotrici: P. Antonio Di Marcantonio, Guardiano della Comunità Francescana di Santa Croce e Rettore della Basilica, Anna Nozzoli Prorettore alla Didattica dell’Università di Firenze, Giovanni Pratesi, Presidente del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo fiorentino, Marco Giorgetti, Direttore Manager del Teatro della Pergola, insieme ad Adam Pollock, autore del libretto, al compositore Federico Bonetti Amendola e al baritono Giuseppe Naviglio che hanno eseguito dal vivo alcuni brani dell’opera.

Il sogno di Galileo, nell’odierna forma completa, conclude un lavoro del compositore Bonetti Amendola partito lontano nel tempo. Il percorso era iniziato con il Goethe di Apparso il mare... (EMI Classics, 1993) che scriveva il “Viaggio in Italia” ricostruendolo in tarda età a Weimar, dipanando il filo delle sue memorie; passando per l’ispirazione ‘spaziale’ dell’opera Concerto Planetario presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1990 e di Green Planet, sempre a Spoleto l’anno successivo.

Il Sogno di Galileo nasce come racconto in musica, rappresentato il 20 dicembre 2004 nella cornice di Palazzo Altemps a Roma. Una breve narrazione, Galileo cieco e solo, chiuso nella sua casa in Arcetri, che ripercorre le tappe della sua vita, fa da contenitore a una serie di sequenze musicali, affidate ad un trio barocco: clavicembalo, violino e violoncello. Il 26 ottobre 2007, su iniziativa del Rettore di Santa Croce, in occasione dei 270 anni dalla sepoltura di Galileo nella Basilica, Il Sogno di Galileo prende la forma di una cantata drammatica: il racconto originale è integrato da testi galileiani e da passi delle lettere della figlia Suor Maria Celeste. Il 29 settembre 2009 in prima assoluta, nella Basilica di San Nicola di Bari, per iniziativa del DISTI-Distretto di Informazione Scientifica e Tecnologica e dell’Università e Politecnico di Bari, viene presentata l’azione musicale Il Sogno di Galileo attuale approdo dell’itinerario creativo. Il racconto originario si è trasformato in un libretto scritto a quattro mani con Adam Pollock. Gli elementi delle precedenti edizioni, il racconto e le lettere della figlia di Galileo, sono stati integrati in una nuova drammaturgia che intreccia le storie parallele del personaggio G., uomo di oggi, e di Galileo, uomo di ieri.

Il primo, un attore, incaricato di scrivere un monologo su Galileo, ne scopre passo passo vita, dimensione umana e inedite prospettive. Dall’immaginazione di G. nasce un inaspettato Galileo, impersonato dal baritono Giuseppe Naviglio, che ne canta gioie, malinconie, rimpianti e speranze. La parte elettroacustica descrive, come in una scenografia sonora, il mondo interiore, le memorie, la voce della figlia nelle sue lettere, e anche il suono di una Pulsar, catturato da un radio-telescopio:

“La voce della Pulsar 0833-45, così captata dal radiotelescopio di Parkes in Australia, è come un tamburello, un motore…la voce di una stella che muore grida “vita…vita…” nel suo ritmo terribilmente complesso…denso… lo avrebbe immaginato Galileo che le stelle avevano una voce?”

Federico Bonetti Amendola
Nato a Roma nel 1950, ha compiuto parallelamente studi umanistici e musicali.
Ha composto 4 opere liriche: Apparso il mare…, opera in tre atti (Panatenee, Anacapri 14/9/92, CD EMI Classics), I giganti della montagna, opera in 2 parti su libretto di Franciosa da Pirandello (Batignano Festival, 15/7/95), L’Ombra, in due atti, libretto di Franciosa da Andersen (Batignano Festival, 10/8/97), Pergolèse. Apparizioni di un mito (Teatro Pergolesi, Jesi, 04/6/99, per il Bicentenario del Teatro Pergolesi). Tra le sue creazioni per la danza ricordiamo:
Otello (Firenze, 04/11/1994, CD EMI Classics), AAA cercasi cielo (Taranto, 20/5/00) e Natura Mundi (Assisi, Torino, novembre 2000).
Tra le sue opere strumentali, elettroacustiche e songcycles da segnalare Pulsar 083345 per il IV Marcel Grossmann Meeting di Astrofisica (Roma Università La Sapienza, 21/6/85), Concerto Planetario (Festival dei Due Mondi, Spoleto, 14/07/90), Green Planet (Festival dei Due Mondi, Spoleto, 13/7/91), Missa Innocentium per i 50 anni della fondazione di ONUUNICEF (Basilica Superiore di Assisi, 14/4/96 CD MM San Paolo), Mirrors of Love, per Brighton Festival 98 (Brighton, Royal Pavilion 5/5/98), Icone (Milano, Accademia di Brera, 7/04/00), Il Volo del Falcone (Festival di Anagni, 7/7/02) L’uomo e l’allodola (Assisi Festival Internazionale per la Pace 7/9/02), Chordis Actis (Teatro Colòn di Buenos Aires, 6/4/04).Elia. Pietra su pietra. Racconto in musica, (Teatro Signorelli, Cortona 7/11/04) Il Sogno di Galileo, (Roma, Palazzo Altemps 30/12/04), I Fioretti di San Francesco oratorio in tre serate (Progetto Vultus Artis,Cenacolo di Santa Croce, Firenze 20-22/10/05) Era mia…song-cycle (Festival Spazio Memoria,Viterbo 10/07/06) Amor Sacro. Amor profano/Natura Mundi et Animae Opera in due parti (Firenze, Roma, Vienna, 08/12/06).
Ha composto numerose musiche per il teatro e la televisione tra cui: Edipo, regia di Glauco Mauri, (1982/ 84), Così è (se vi pare), regia di Franco Zeffirelli (Rai, 1985), I Giganti della Montagna, regia di Mauro Bolognini (Rai, 1989), Lucrezia Borgia (Rai, 1994), Francesco a testa in giù, con Marco Baliani (Rai, 1999).

Adam Pollock
Nato a Londra nel 1936, Adam Pollock è uno scenografo e costumista inglese di fama internazionale. Negli anni ’60 cerca una residenza toscana dove poter riposare e lavorare in solitudine e, dopo una lunga ricerca, sceglie il convento secentesco di Santa Croce, vicino al paese medievale di Batignano (Grosseto), nella Maremma Toscana. Nel 1974 vi mette in scena, come una festa fra amici, la prima opera: Dido and Aeneas di Purcell, con Silvia Baleani. Da quell'esperienza nasce l'idea di creare un festival estivo d'opera, Musica nel chiostro, dedicato alla produzione di opere barocche raramente rappresentate e di opere nuove appositamente scritte per il Festival che, dopo il debutto a Batignano, venivano rappresentate a Parigi e Londra. Il convento si trasforma ben presto in un «castello dei destini incrociati» dedicato a giovani talenti. Nessun collaboratore è pagato, ma ciascuno viene invitato a lavorare e studiare con tutti gli altri, risiedendo nel convento per l'intero periodo del programma, con il rimborso delle sole spese di viaggio, vitto e alloggio. Ogni opera è allestita con attenzione maniacale alla correttezza filologica, con strumenti d'epoca e cura assoluta dello studio del libretto italiano. Chi va a Batignano lo fa per puro amore della musica, del progetto, del luogo. Negli anni, Musica nel chiostro ha prodotto oltre 60 opere, portando sulle scene giovani artisti di successo internazionale: tra gli altri, cantanti come Diana Montague, Alison Hagley, Lesley Garrett; registi come Graham Vick, Richard Jones, Tim Albery; direttori d'orchestra come Graeme Jenkins, Ivor Bolton e Jane Glover.

Giuseppe Naviglio
Nato a Bari nel 1962 ha studiato canto con Rina Filippini Del Monaco e, successivamente con Paride Venturi, laureandosi in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari. Ha interpretato le seguenti opere del repertorio melodrammatico: Il Barbiere di Siviglia, di G. Rossini (Dottor Bartolo) Festival dei Due Mari in Altomonte 1991; Taranto 1991. La cambiale di Matrimonio, di G. Rossini (Tobia Mill), Bari, 1992. Tosca, di G. Puccini (Scarpia, Sacrestano), Taviano (Lecce), Matera, 1992. Componente dell’ensemble del Teatro dell’Opera di Bonn dal 1992 al 1996, ha collaborato con registi quali Gian Carlo Del Monaco, Werner Herzog, Ken Russel, Werner Schröter. Ha collaborato alla produzione del Teatro San Carlo di Napoli de La Bohème di G. Puccini, nel ruolo di Marcello, per la stagione 1995/96, con la regia di Franco Zeffirelli. Nel giugno 1996 ha inaugurato la stagione operistica BARILIRICA interpretando il ruolo del Calabrese ne La Stellidaura vendicante di Francesco Provenzale, in prima esecuzione moderna, con l’ensemble Cappella della Pietà dei Turchini diretto da Antonio Florio. Nell’ottobre successivo ha interpretato l’oratorio Passione di Francesco Provenzale ed Arie e Duetti del Settecento Napoletano nell’ambito della stagione concertistica del Teatro San Carlo di Napoli, con il medesimo ensemble della Pietà dei Turchini. Ha registrato per la casa discografica OPUS 111 i CD: Musica per la settimana santa nella Napoli vicereale, (1996); L’age d’or de l’Opera Buffa Napoletana, (1997); La Colomba Ferita, (1997); Vespro di San Filippo Neri, (1998). Ha tenuto concerti a Milano (Basilica di San Marco), Napoli (stagione concertistica dell’Associazione Alessandro Scarlatti), Bologna, Francia (Epinal- Festival de Musique et d’Art Baroque en Tarentaise), Spagna (Barcellona- X Festival di Musica Antica), Olanda (Utrecht), Austria (Vienna-Konzerthouse). Ha interpretato i ruoli di Don Calascione ne La Finta Cameriera, di G. Latilla, in prima esecuzione moderna, Bari 1997; di Linco ne Il Trionfo di Camilla di G. Bononcini, Utrecht 1997; del Calabrese ne La Colomba ferita di F. Provenzale, Napoli 1997, Vienna (Konzerthouse) 1998, Barcellona 1998. Ha debuttato nel ruolo di Dulcamara dall’opera L’elisir d’amore di G. Donizetti nel maggio 1998 a San Paolo in Brasile. Ha effettuato registrazioni per la radio olandese e austriaca e per la rete televisiva franco-tedesca ARTE.

14/01/2010 16.26
Università di Firenze


 
 

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