Redazione di Met
PATRONI GRIFFI, STOP INCARICHI A DIRIGENTI PUBBLICI CONDANNATI
Decreti pronti, sì a trasparenza su risorse e stipendi. "Il fallimento della riforma delle Province è stata una 'grossa delusione'"
Il cantiere della riforma della giustizia non è chiuso anche se la legislatura volge al termine. Lo conferma il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi che in un'intervista al Mattino spiega che "sono già pronti il regolamento sul codice etico dei dipendenti pubblici e due decreti delegati": il primo è "sulla incompatibilità di incarichi dei dirigenti pubblici in caso di condanne penali per reati contro la pubblica amministrazione, anche se non passate in giudicato; e in caso di conflitti di interesse. Il secondo contiene invece il Testo unico sulla trasparenza". Quest'ultimo, precisa, offre "un cambio di prospettiva radicale: la trasparenza non servirà più al singolo cittadino per conoscere un documento che lo interessi ma garantirà il controllo sociale della collettività sull'uso corretto delle risorse pubbliche". "Con le nuove norme - prosegue - si potrà accedere agli atti relativi alla gestione delle risorse, agli stipendi dei dirigenti pubblici, ai loro curricula, ai tempi di pagamento, al rilascio delle autorizzazioni e così via. Conto di presentarli in uno dei prossimi Consigli dei ministri e spero che su di essi si trovi la necessaria unanimità. Se così non fosse, sarebbero comunque ben più che una traccia di lavoro per il nuovo governo". Patroni Griffi va fiero della legge anti-corruzione e del suo lavoro con la Guardasigilli Paola Severino, mentre il fallimento della riforma delle Province è stata una "grossa delusione". Per il Mezzogiorno il lavoro del governo è stato "notevole", ora tocca ai meridionali "cambiare mentalità" e valorizzare "le parti di territorio che sono già competitive, e settori, come quello dei trasporti, che hanno bisogno di uno scatto in avanti, non di grandi opere". Patroni Griffi non seguirà il premier nella nuova avventura politica; condivide "gran parte" dell'agenda Monti ma non nega che "ci sono proposte riformiste anche in altri programmi politici". (ANSA).
06/01/2013 17.13
Redazione di Met