Provincia di Prato
MOLTO NEGATIVO IL SALDO TRA AVVIAMENTI E CESSAZIONI PER IL MERCATO DEL LAVORO PRATESE NEL 2012 (-3.386)
Soffrono tutti i settori, i lavoratori di ogni età e anche l'abbigliamento. Giorgi: “Non si assumono giovani nemmeno con apprendistato e tirocini. Per questi ultimi proporremo alla Regione una sospensione delle nuove regole, per rifletterci sopra e lasciare che la recessione si allenti”
Non sono rassicuranti i numeri del report annuale sull'andamento del mercato del lavoro pratese che analizzano tutto il 2012. Molto negativo il saldo tra avviamenti e cessazioni che scende fino a -3.386. Ma soprattutto un trend al ribasso in atto da 5 trimestri che non si può leggere se non con una incapacità del distretto e del sistema lavoro pratese in questo momento a creare e mantenere posti di lavoro. Soffrono tutti i settori e i lavoratori di ogni età, compresi quelli cinesi perché, per la prima volta in un report annuale, va male anche l'abbigliamento. Il dato che più preoccupa però, ed è questo il motivo del focus su “Il mercato del lavoro che cambia: gli strumenti per l'ingresso dei giovani al lavoro", è quello della fascia sotto i 30 anni, dove gli avviamenti sono pochi, i contratti precari e i saldi negativi.
“Abbiamo ritenuto necessario approfondire la situazione dei giovani che, secondo i dati del report, non vengono assunti nemmeno attraverso le forme di contratto a loro dedicate come l'apprendistato e i tirocini, va detto, sono stati anche penalizzati dalla nuova normativa – spiega la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi – Il risultato è che il mercato è paralizzato in particolare per chi nel mondo del lavoro ci sta entrando adesso. Per i tirocini in particolare la soluzione forse sta nel proporre alla Regione una sospensione delle nuove regole, per rifletterci sopra e lasciare che la recessione si allenti”.
Il report è stato illustrato e commentato nella sala Biagi di palazzo Buonamici da Simone Cappelli responsabile del servizio Lavoro della Provincia, Saverio Langianni ricercatore Asel, Michele del Campo direttore del Centro per l'Impiego e Alessandro Bensi presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro. Bensi in particolare ha posto l'attenzione proprio sulle enormi difficoltà che le piccole imprese trovano ad assumere con lo strumento dell'apprendistato o del tirocinio. “E' una corsa ad ostacoli per adempiere a normative complesse ed eccessivamente attente alla forma – ha detto – e che oltretutto cambiano con grande velocità”.
MERCATO DEL LAVORO 2012 – Partiamo da uno sguardo generale sull'andamento del mercato che presenta pesanti oscillazioni, nonostante nel 2012 le movimentazioni totali rispetto al 2011 siano rimaste le stesse, indicando quindi una stagnazione. Gli avviamenti sono 47.259 e di questi solo il 30% riguarda gli under 30. Come si diceva anche nell'abbigliamento, dove il 98% dei lavoratori è nato in Cina, la crescita si è azzerata, mentre nel 2011 era addirittura del 28%. Considerando il saldo avviamenti-cessazioni, quello del 2012 è il peggiore da quando esistono i bollettini della Provincia. Le tabelle che indagano l'andamento nei vari settori ci mostrano negativo il saldo del tessile con -574, ma anche delle costruzioni (-517), del commercio (-370), dei trasporti e di nuovo dell'abbigliamento (-498). Arretra ancora, proseguendo il trend degli ultimi anni, il CONTRATTO a tempo indeterminato a favore del tempo determinato e soprattutto dell'interinale che cresce molto nel 2012. Cala bruscamente il contratto a progetto, anche in questo caso in seguito alla nuova normativa, mentre il part-time aumenta del 5%.
LAVORO UNDER 30 – E vediamo ora l'analisi dei dati che riguardano i giovani. Nella fascia fino ai 25 anni gli avviamenti in generale sono diminuiti del 13% nel 2012 rispetto all'anno precedente e del 3% in quella dai 25 ai 29 anni. Se analizziamo i contratti possiamo vedere come quelli dell'APPRENDISTATO, una delle forme specifiche per i giovani, siano diminuiti in tutti i settori del 26%. Tutti i saldi di settore sono negativi ad eccezione dei servizi e del terziario che mantengono un segno leggermente positivo. Uno sguardo alla serie storica dal 2009 ad oggi chiarisce come la crescita dei contratti di questo tipo proprio nel 2012 abbia subito una battuta d'arresto in parte dovuta anche alla nuova normativa. Se si considerano i TIROCINI la musica non cambia. Ne sono stati avviati 1117 nel 2011 e 823 nel 2012, quindi un terzo in meno. La normativa regionale, cercando di limitare gli abusi, ha posto paletti che hanno messo in difficoltà le aziende (limite di tirocini rigido calcolato sul personale complessivo e sull'anno solare, obbligo di rimborso spese di 500 euro che l'impresa deve anticipare sono alcuni esempi). Inoltre questo strumento è previsto solo fino ai trent'anni, rimangono quindi fuori molti disoccupati, a Prato per esempio del tessile, che devono reinventarsi una professione. Numeri alla mano nel 2012 a resistere sono solo i tirocini che hanno come requisito di accesso un titolo di studio elevato (laurea o specializzazione). Si conferma che a sei mesi dalla conclusione del tirocinio circa la metà ha trovato un'occupazione.
02/05/2013 17.12
Provincia di Prato