Regione Toscana
SCARPERIA-SAN PIERO: SÌ A REFERENDUM SU COMUNE UNICO
Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla proposta di legge che prevede la fusione dei due Comuni
I cittadini di Scarperia e di San Piero a Sieve, nel Mugello, saranno chiamati ad esprimersi sul Comune unico, denominato Scarperia e San Piero, che potrebbe sorgere già nel corso del 2014. Il Consiglio regionale ha infatti approvato a maggioranza l’ordine del giorno e la proposta di delibera collegata che prevedono l’indizione del referendum cui i cittadini dei due attuali Comuni saranno chiamati a rispondere per la nascita, mediante fusione, di Scarperia e San Piero. Sulla votazione non ha espresso voto favorevole il gruppo FdS-Verdi.
Nel corso del dibattito il presidente della commissione Affari istituzionali Marco Manneschi (Idv) ha evidenziato il coinvolgimento dei sindaci e delle popolazioni, in un “percorso fortunatamente partecipato” e come “da molte parti, ormai, si avverta l’esigenza di promuovere la nascita di Comuni unici attraverso la fusione di piccole realtà”. Monica Sgherri, capogruppo Fds-Verdi, ha affermato invece che “il percorso svolto a San Piero e Scarperia sembra non essere stato così partecipato” e che restano “questioni non risolte”. Oltre alla “questione di fondo”, che sarebbe stato più utile lavorare “alla fusione del Comune unico del Mugello”, la capogruppo ha fatto riferimento, in particolare, ad un problema che “ci viene segnalato anche da consiglieri comunali dei comuni interessati”, sul quale “i cittadini dovranno avere assoluta chiarezza”, ovvero “risulterebbe a carico del Comune di San Piero, una condanna a pagare circa 13 milioni di euro. Viene il dubbio che questa accelerazione alla fusione sia propensa ad utilizzare le risorse conseguenti alla fusione anche per pagare questi risarcimenti”.
Anche Alessandro Antichi, Pdl, ha evidenziato l’importanza delle fusioni e in particolare della nascita di “Comuni di una certa dimensione”, come “un fatto unico che sta avvenendo in Toscana rispetto al resto d’Italia. Un movimento dal basso promosso soprattutto da sindaci con ampie e prospettive di sviluppo delle comunità che amministrano. Credo che sia un percorso che vada accompagnato con maggiore consapevolezza da parte nostra. Si tratta di una riforma delle istituzioni locali toscane nel rispetto del dettato Costituzionale, merita un premio tangibile alla lungimiranza di chi ha capito prima degli altri che la fusione risponde ad una necessità ineludibile. Compito delle istituzioni è indicare la strada”.
Nicola Nascosti (Pdl) ha chiesto “l’aumento dei fondi regionali a disposizione per i progetti di fusione rispetto alle gestioni associate dei Comuni”, attraverso una “revisione della legge Nencini”. Quanto alla questione posta dalla consigliera Sgherri, “riguardo al contenzioso di San Piero, vicenda conosciuta, non credo che si pensi alla fusione per recuperare risorse, considerato che la vicenda riguarda una società e le responsabilità potrebbero ricadere sui suoi amministratori. La fusione dei due Comuni è un processo interessante. Siamo in una fase costituente – ha osservato ancora Nascosti – con richieste dei cittadini che permettono anche di superare le difficoltà degli amministratori locali”.
Paolo Marini (Fds-Verdi) ha affermato che “condivido le considerazioni di Antichi riguardo all’importanza delle fusioni”, ha ricordato che “uno studio dell’Irpet ci dice che la soglia che permette risparmi di scala è quella dei ventimila abitanti. Ma la fusione – ha chiarito Marini – deve essere accompagnata da un progetto e non semplicemente dettata dalla necessità di prendere due lire e dall’aspirazione di sindaci che si vogliono riciclare”. Marco Spinelli (Pd), ha evidenziato l’importanza di “dar vita, in ogni caso, a processi di semplificazione. Due elementi sui quali non si può transigere: in molte operazioni di fusione c’è un movimento promosso dagli stessi sindaci e inoltre noi promuoviamo un referendum, perché l’ultima parola spetta ai cittadini. Dobbiamo creare le condizioni affinché i cittadini arrivino preparati, sosteniamo questo percorso. Pensiamo che i processi di fusione vadano valorizzati”. Loris Rossetti (Pd) ha evidenziato l’importanza della “gestione ottimale dei servizi” e la “migliore razionalizzazione del territorio. Non parto dal punto di vista che le fusioni vadano bene comunque, anche se sono favorevole”. Necessario quindi “analizzare caso per caso, individuare criteri di effettivo miglioramento” e verificare “quanti sono, tra i Comuni che si stanno fondendo, quelli con i sindaci al primo mandato e quanti quelli con sindaci al secondo mandato”
L’assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, ha ricostruito il quadro di un “processo ormai in corso”, ha ricordato i referendum già effettuati “i tre che hanno visto prevalere i sì e quello dell’Elba, nel quale è prevalso il no”, ha ricordato che il 16 giugno si terrà il referendum per la fusione tra Castel San Niccolò e Montemignaio, e come in Giunta, solo negli ultimi tempi, sono già state approvate le altre ipotesi di fusione di Comuni, fra cui quelle fra Campiglia Marittima e Suvereto (16mila 500 abitanti), Lari e Casciana Terme (12mila 500 abitanti), Crespina e Lorenzana, Villafranca Lunigiana e Bagnone. “Stanno arrivando altre richieste, si pone la questione del rifinanziamento della nostra norma, che prevede un contributo di 250mila euro per ogni Comune. Come Giunta siamo a disposizione, la legge definisce un quadro che permette di rispondere alle richieste che risultino corrette”.
15/05/2013 18.21
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