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Asl Toscana Centro - Firenze
ANCHE LA DANZA DEL VENTRE PER PARTORIRE IN MODO NATURALE
I movimenti fluidi e circolari fortificano i muscoli e i tendini della regione pelvica, possono attenuare i dolori pre parto e quelli della colonna vertebrale ed aiutano ad ottenere una buona postura
Nei paesi arabi, dov’è nata, la chiamano genericamente “raqs al sharqi”, danza orientale, che ne comprende di vari tipi a seconda dei paesi in cui sono diffuse, dell’occasione in cui vengono eseguite ed anche del fatto che le pratichino uomini o donne. Tra queste “raqs al sharqi”, c’è la celebre danza del ventre, carica di sensualità e grazia, la quale si ritiene possa dare molti benefici a chi è in gravidanza. Con la danza del ventre, infatti, i muscoli addominali si tonificano e i colpi di anca insegnano alle donne a muovere il bacino in modo libero e naturale. I movimenti fluidi e circolari fortificano i muscoli e i tendini della regione pelvica, possono attenuare i dolori pre parto e quelli della colonna vertebrale ed aiutano ad ottenere una buona postura. Attraverso il respiro lento e rilassato, facilitato dalle note basse e dolci tipiche della danza del ventre, si possono alleviare le tensioni e migliorare la circolazione sanguigna con ottimi benefici anche per il bambino. Sempre grazie alla respirazione e all’allenamento muscolare delicato, il bambino potrà nuotare e crescere in uno spazio a sua volta rilassato e “respirare” insieme alla madre con continuità e circolarità.
Per questo Maria Strova, direttrice artistica del Teatro del respiro di Fiano e insegnate di questo ballo orientale terrà una relazione al convegno “L’altro parto: dall’acqua alle medicine complementari” organizzato dall’Azienda sanitaria di Firenze che viene inaugurato domani, giovedì 23 maggio nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio e proseguirà venerdì e sabato all’auditorium di Sant'Apollonia in via S. Gallo 25.
Maria Strova illustrerà anche i benefici emotivi, mentali e spirituali che la danza del ventre può produrre in gravidanza: la lezione di danza crea un momento in cui potersi ritagliare uno spazio per se, fuori dai condizionamenti degli impegni giornalieri, in cui rilassarsi ed entrare in contatto con la propria parte più profonda, lunare, femminile; la danza favorisce l’accettazione graduale del cambiamento del corpo, che si modella armoniosamente; aiuta ad avere fiducia nel proprio istinto e nelle proprie capacità (primordiali) di mettere al mondo una vita; insegna a diventare responsabili di se stesse e a vivere pienamente il cambiamento in atto; induce a liberare le emozioni facendole fluire attraverso l’improvvisazione e la creazione di danze libere.
Il convegno sarà tuttavia l’occasione per fare il punto sul percorso nascita ed in particolare sull’impegno a restituire il parto a una dimensione “fisiologica” affidata completamente alle ostetriche strappandolo ad una dimensione “patologica” di pertinenza solo medica.
Si ripercorreranno dunque tutte quelle esperienze che nel reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale S. Maria Annunziata sono da tempo state messe in pratica.
Lì, nel 2012, si sono fatti 1.604 parti, di cui 11 gemellari e 5 a domicilio, il 77% dei quali spontanei. I cesarei sono stati solo il 18,9%, si è ricorsi all’analgesia peridurale solo nel 12% dei casi. Si partorisce in acqua, accovacciate, su un fianco, sedute o in verticale, comunque nel modo che la donna preferisce e trova più consono per sé. In una struttura che tuttavia è in grado di dare tutta l’assistenza necessaria al momento del bisogno, con tutta la dotazione professionale e tecnologica che mette in sicurezza la partoriente e il nascituro. Quando è indispensabile si passa dalla semplice analgesia all’anestesia necessaria a un taglio cesareo, si provvede al rivolgimento del neonato che si presenta in posizione podalica.
Lo scrupolo con cui si sta accanto a una donna per renderle sereno, lieto e naturale quel momento di gioia è lo stesso con cui si cerca di curarla quando ci sono malattie che costringono alla sala operatoria e alla prestazione chirurgica: 577 interventi di chirurgia ambulatoriale nel corso del 2012 ai quali se ne aggiungono altri 386 in regime di ricovero ordinario (107 per via laparotomica, 118 per via laparoscopica, 114 per via vaginale, 44 per via isteroscopica). In regime di day hospital, presso il Palagi, sono state eseguite 2.320 prestazioni ambulatoriali e 1.414 interventi di chirurgia ginecologica, tra cui 427 interruzioni di gravidanza volontarie o per aborti spontanei.
Ma nei tre giorni del convegno l’occhio di ostetriche e ginecologi è tutto puntato all’“umanizzazione del parto", alla “nascita non violenta”, alla “soggettività della partoriente”. Ecco allora che, oltre a tutte le pratiche di parto naturale – di fianco, accovacciate, in piedi, in acqua – e appunto ai benefici della danza del ventre, si parla anche di psiconeuroendocrinologia nel parto, di sostegno emotivo durante il travaglio, di utilità e rischi nell’uso delle piante medicinali, delle pratiche della medicina tradizionale cinese, dell’approccio dell’omeopatia unicista alla nascita, di memorie olfattive.
Il programma dettagliato del convegno e i profili dei relatori si possono consultare all’indirizzo internet:
http://www.asf.toscana.it/images/stories/eventi/2013altroparto.pdf

22/05/2013 12.23
Asl 10 Firenze


 
 


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