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Asl Toscana Centro - Firenze
ASL 10 IN CONVEGNO A LONDRA A NARRARE LA SUA ESPERIENZA DI MEDICINA NARRATIVA
L'incontro si tiene dal 19 al 21 giugno al King’s College dal titolo “Un futuro narrativo per le cure sanitarie”
L'esperienza decennale dell’Azienda sanitaria di Firenze nel campo della medicina narrativa sbarca a Londra in un convegno internazionale che si tiene dal 19 al 21 giugno al King’s College dal titolo “Un futuro narrativo per le cure sanitarie”, organizzato dal Centre for the Humanities and Health.

A portare l’esperienza fiorentina di questa pratica messa a punto negli anni 80 alla Harvard Medical School da Arthur Kleinman e Byron Good, due psichiatri e antropologi che hanno messo in luce la distinzione tra malattia in senso biomedico (disease) e l'esperienza soggettiva che la persona ha dello star male (illness), saranno Stefania Polvani, responsabile dei progetti di medicina narrativa della Asl 10 e Armando Sarti, primario del reparto di terapia intensiva all’ospedale di Santa Maria Nuova.

L'Azienda sanitaria di Firenze è stata fra le prime strutture di sanità pubblica in Italia ad avviare, tramite il progetto NAME, questa attenzione al vissuto del paziente ed al suo modo di percepire la malattia come strumento per migliorare le cure, rendere più efficaci le terapie, adeguare l’organizzazione dell’assistenza e dei servizi, offrire a medici, infermieri, operatori sociali e terapisti nuove opportunità professionali e motivazioni personali.

L’obiettivo che l'Azienda sanitaria di Firenze si è dato è stato quello di accorciare le distanze tra disease e illness, e di creare un ponte tra le conoscenze cliniche del medico e il racconto fatto dal paziente del suo approccio all’insorgere dei disturbi e del suo relazionarsi all’ambulatorio o all’ospedale e al personale che vi opera. Un ponte considerato sempre più importante data la continua specializzazione della medicina e il ricorso sempre più ampio alla tecnologia che spesso spostano l’attenzione dalle persone ai soli sintomi.

Allora il racconto della propria storia può diventare una sorta di “manuale” che, se messo in ordine, letto o ascoltato, permette di migliore diagnosi, far emergere linee operative, ragionamenti, perfino raccomandazioni. La lettura di “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani, può essere un suggerimento per comprendere come si possa dar conto di un’esperienza di malattia nella quale si incontrano molti medici, si frequentano ospedali all'avanguardia, si sperimentano le più alte competenze in termini di tecnologie diagnostiche e protocolli di cura, ma resta un margine di incomprensione, una distanza tra malattia e vissuto, tra mente e corpo. Scriveva Terzani: “I miei medici tenevano conto esclusivamente dei fatti e non di quell’inafferrabile ‘altro’ che poteva nascondersi dietro ai fatti, così come i cosiddetti ‘fatti’ apparivano loro. Io ero un corpo, un corpo malato da guarire. E avevo un bel dire: ma io sono mente, sono anche spirito e certo sono un cumulo di storie, esperienze e sentimenti, di pensieri, emozioni che con la mia malattia hanno probabilmente avuto un sacco a che fare!”

Tra le prime In Italia ad aver avviato azioni di medicina narrativa, l’Asl 10, con il sostegno di uno sponsor impegnato nel progetto fin dagli esordi, ha fatto ricerca e formazione dando infine vita al Laboratorio di medicina narrativa che riunisce le strutture di cardiologia, oncologia, terapia intensiva, reumatologia, infermieristica, rischio clinico, comunicazione, relazioni con il pubblico, innovazione e sviluppo dei servizi sanitari, formazione, epidemiologia, educazione alla salute, sponsorizzazioni.

Negli anni sono stati utilizzati diversi strumenti: dalle interviste alle mappe concettuali, dai focus group ai reclami, dalle videoriprese di colloqui, e poi il cinema, la poesia, la pittura, il teatro. È stato stilato il “Decalogo del buon paziente e del buon medico”. Analizzando colloqui videoregistrati sono stati individuati gli aspetti migliorabili nei diversi tipi di approccio relazionale, dal punto di vista verbale, non-verbale e del setting.

Sono state raccolte storie di donne con carcinoma mammario, di soggetti con scompenso cardiaco, di familiari di pazienti con morbo di Alzheimer. Le ricerche sono proseguite in collaborazione con il Centro malattie rare e medicina narrativa dell'Istituto superiore di sanità, l'European Society for Health and Medical Sociology e repubblica.it nella prima ricerca via web che si chiama “Viverla tutta”.

Ora l’esperienza della Asl fiorentina sbarca a Londra per crescere ancora.

18/06/2013 14.44
Asl 10 Firenze


 
 


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