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Città Metropolitana di Firenze
Caccia, pesca, ungulati. Funzioni della Polizia provinciale della Città Metropolitana di Firenze
Definite da due protocolli con Upi e Regione Toscana e approvati all'unanimità, dopo l'illustrazione del delegato Cucini, dal Consiglio della Metrocittà
Funzioni di vigilanza della Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Firenze in ordine alle materie trasferite alla Regione e di rafforzamento in quelle di caccia e pesca sono oggetto di due rispettivi protocolli d'intesa tra Metrocittà e Upi e dell'ente con con Regione Toscana e Upi. Gli accordi, illustrati al Consiglio metropolitano dal consigliere delegato Giacomo Cucini, sono stati approvati all'unanimità.
Sostanzialmente si puntualizza l’utilizzo di un programma informatico per la gestione delle procedure relative al contenimento della fauna selvatica in agricoltura, si disciplina l’esercizio delle funzioni di vigilanza in materia di caccia e pesca e il corrispettivo annuo che la Regione riconosce alla Metrocittà per il loro svolgimento.
Si prevede dunque l’estensione dell'utilizzo di un programma informatico, già utilizzato dalla Città metropolitana di Firenze, a tutte le altre province. Questo programma, in collegamento diretto con Artea, prevede che gli agricoltori di tutto il territorio regionale possano chiamare il centralino della Metrocittà, per attivare procedure di controllo e contenimento della fauna selvatica. Grazie al programma gli interventi sono presi in carico, segnalati alla competente Polizia provinciale ed eseguiti in un massimo di 36 ore (48 in fase di prima applicazione) alla richiesta di attivazione da parte dell’agricoltore, nel rispetto di procedure definite con deliberazione della Giunta regionale.
Nel corso del Consiglio le forza politiche hanno sottolineato i problemi che sostiene la Polizia provinciale. "Le competenze assegnate - ha detto Cucini - sono gravose per il numero di agenti di cui la Polizia provinciale dispone. Sono state attivate procedure di mobilità e implementazione del personale".
Per il capogruppo del Centrodestra Alessandro Scipioni "è impossibile il rapporto tra unità lavorative e territorio. C'è il problema della gestione di un corpo che presenta carenze endemiche di personale e che paga le conseguenze della legge Delrio".
Enrico Carpini, capogruppo di Territori Beni Comuni ha rimarcato come la situazione sia "peggiorata, anche sotto il profilo del turn over. All'interno del Documento unico di programmazione si registra la difficoltà della Città Metropolitana nel mettere in campo tutte sue le capacità assunzionali che ha".
Carpini ha successivamente diramato una nota nella quale si sottolinea "l’impegno profuso anche nella passata consiliatura dal nostro gruppo, in collaborazione col gruppo regionale Si Toscana a Sinistra", che è "ripagato: viene recepito l’impegno della Regione a riconoscere alla nostra Polizia un maggiore finanziamento, anche per la vigilanza ambientale, materia peraltro riattribuita alla Città Metropolitana dalla Corte Costituzionale. I 544.000 euro complessivi di contributo regionale devono ora essere messi a frutto. La tutela dell’ambiente, il controllo della fauna selvatica con particolare riferimento agli ungulati, dell’attività venatoria e della viabilità sono compiti troppo importanti perché la carenza di personale e le diatribe regolamentari con le associazioni venatorie sul tema dei volontari, limitino l’efficacia della nostra azione".

06/12/2019 10.51
Città Metropolitana di Firenze


 
 


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