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Pergola, Niccolini, Mila Pieralli
Pergola: Andrei Konchalovsky dirige Geppy e Lorenzo Gleijeses in "Amadeus" di Peter Shaffer, la storia di una feroce gelosia
Dal 10 al 15 dicembre
Amadeus è un’opera scritta da Peter Shaffer nel 1978. Il titolo è legato all’abitudine di Mozart di usare Amadeus come nome d’arte. D’altronde, non è altro che la latinizzazione di Theophilus, uno dei nomi di battesimo del compositore. L’ispirazione è Mozart e Salieri, microdramma tra le Piccole tragedie di Aleksandr Sergeevic Puškin, messo in musica da Nikolaj Rimskij-Korsakov.

Dopo aver conosciuto, fin dall­a prima londinese, il maggior successo del­la sua carriera, Shaffer ha continuato a riscrivere il testo di Amadeus, che fu profondamente modificato per l’edizione americana diretta, come quella inglese, da Peter Hall, e poi per l­a successiva ripresa londinese del 1981. È del 1984 il trionfo internazionale dell’omonimo film di Miloš Forman (8 Oscar, 4 Golden Globe, 4 Bafta e 3 David di Donatello), tanto che nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al 53° posto dell­a c­lassifica dei migliori 100 film statunitensi.

Ora la leggenda romantica secondo cui Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro, genio innato, sia stato vittima del geloso Antonio Salieri, arriva al Teatro della Pergola da martedì 10 a domenica 15 dicembre, con Geppy Gleijeses nel ruolo di Salieri e il figlio Lorenzo in quello di Mozart, diretti da Andrei Konchalovsky, regista di cinema e teatro, versatile ed eccentrico. Una produzione Gitiesse Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses, in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana, con il contributo di Regione Lazio.

“Shaffer ha fatto del musicista italiano – raccontano i due attori – non tanto un rivale del giovane salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto piuttosto un moralista che possiede lo sterile talento del critico. Salieri ha infatti promesso a Dio una vita intemerata in cambio dell’eccellenza musicale, ma il suo mondo crolla davanti alla scoperta dei doni che sono stati concessi a una creatura in apparenza turpe e lasciva, doni della cui portata egli è il solo a rendersi conto. Il suo gesto vuole essere, pertanto, una sorta di grandiosa vendetta privata contro Dio che si è preso beffa di lui, ma neanche compiendola riuscirà a passare alla Storia”.

Salieri ammira il genio ed il respiro immortale delle “partiture senza nemmeno una correzione” di Mozart, ma coglie l’occasione dell’insuccesso del rivale per infliggergli un lungo calvario esistenziale, fisico e morale, fino a provocarne la morte. Salieri non è visto come un uomo perfido, ma disperato. Mozart, dal canto suo, è ingenuo e rigido nelle sue convinzioni e prigioniero del proprio genio.

La traduzione è di Masolino D’Amico. In scena con Roberta Lucca (Costanze Weber), Giulio Farnese (Imperatore Giuseppe II), Giuseppe Bisogno (Conte Johann Von Strack) Gianluca Ferrato (Conte Franz Orsini-Rosenberg), Anita Pititto (Barone Gottfried van Swieten) Brunella De Feudis (Valletto e cuoco Salieri), Brunella De Feudis (Kappelmeister Giuseppe Bonno), Elisabetta Mirra (Katerina Cavalieri), Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Dario Vandelli (Venticelli). Lo scenografo realizzatore è Roberto Crea, i costumi sono di Luigi Perego, i movimenti coreografici di Ramune Chodorkaite, l’artigiano della luce è Luigi Ascione.

“Amadeus utilizza le vicende intrecciate di Mozart e Antonio Salieri – spiegano Geppy e Lorenzo Gleijeses – per assumere un respiro molto più ampio, in cui il grande affresco d’epoca si unisce a una riflessione dal valore universale sulla natura del talento. C’è una tensione che attraverso lo spettacolo, una tensione che Salieri rimarca più e più volte, figlia dell’estasi e del tormento. L’estasi provata al cospetto della perfezione di Mozart, una perfezione talmente assoluta da risultare incomprensibile, e il tormento di non poterne neppure sfiorare il segreto”.

Il segreto di una musica che Salieri definisce, con commosso stupore, “la voce di Dio”. E quella musica è una componente integrante di Amadeus: ogni sinfonia, ogni aria d’opera, fino alla Messa da Requiem, fungono da elementi narrativi veri e propri, necessari a far penetrare lo spettatore nell’universo emotivo dei personaggi.

“Il personaggio di Mozart – concludono i due Gleijeses – risulta essere frutto di uno scherzo della natura. Quello di Salieri, ieri come oggi, ha purtroppo valenza universale”.

Al Teatro della Pergola, da martedì 10 a domenica 15 dicembre, Andrei Konchalovsky dirige Geppy e Lorenzo Gleijeses in Amadeus di Peter Shaffer. È la storia di una feroce gelosia. Una sorta di grandiosa vendetta privata contro un uomo prigioniero del proprio genio.

“Ambientato alla fine del Settecento, il dramma – affermano i due attori, padre e figlio nella vita – racconta il presunto tentativo, senza fondamento storico, del compositore Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart”.

Il testo di Peter Shaffer, portato al trionfo nel 1984 dal film omonimo di Miloš Forman, viene ora interpretato da Geppy e Lorenzo Gleijeses nei ruoli, rispettivamente, di Salieri e Mozart. Con Giulio Farnese, Gianluca Ferrato e Roberta Lucca, Giuseppe Bisogno, Anita Pititto, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Brunella De Feudis, Dario Vandelli.

Una produzione Gitiesse Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses, in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana, con il contributo di Regione Lazio.



Biglietti

Intero

Platea 37€ - Palco 29€ - Galleria 21€

Ridotto Over 60

Platea 33€ - Palco 26€ - Galleria 18€

Ridotto Under 26

Platea 22€ - Palco 18€ - Galleria 13€

Biglietteria


Via della Pergola 30, Firenze

055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com.

Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30.

Circuito BoxOffice Toscana e online su www.ticketone.it/amadeus-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages/tickets&fun=artist&action=tickets&erid=2510744

06/12/2019 13.23
Pergola, Niccolini, Mila Pieralli, Era


 
 


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