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Redazione di Met
Al River to River Florence Indian Festival la condizione femminile in India attraverso una tradizione popolare
Abhishek Shah, il regista originario del Gujarat, domenica 8 dicembre presenta il suo film in anteprima italiana
“Racconto la condizione femminile in India attraverso una tradizione popolare”. Lo ha detto Abhishek Shah, il regista originario del Gujarat, per la sua prima volta in Italia, oggi a Firenze durante il 19/mo River to River Florence Indian Festival, l’unico festival in Italia che racconta il volto dell’India oggi, dove domani, domenica 8 dicembre, alle 20.30, presenterà il suo film in anteprima italiana.
Hellaro è una piccola grande rivoluzione femminile, un film che narra una storia universale in cui tutti possono identificarsi. Il film, già vincitore del 66th National Award per Best Feature Film e dello Special Jury Mention for Best Actress, assegnato alle dodici interpreti femminili si concentra sulle donne raccontando una storia molto umana in cui è facile potersi riconoscere. In più - ha raccontato Shah - “questo gruppo di donne è composto da vari personaggi: la vedova, la giovane che non sa ballare, la donna incinta che subisce un aborto. Tutte queste figure creano piccole storie che in qualche modo possono esistere in tanti Paesi del mondo.
"Ho un’amica che nonostante sia istruita non può mettere le sue immagini su Facebook quindi anche se questa storia si svolge nel ’75 e adesso non avrebbe luogo in questo modo, so bene che in altri paesi questa condizione ancora esiste e quindi ho voluto raccontare questo tipo di storia, fatta di autoespressione e talvolta separazione"."Il mio invito – prosegue il cineasta indiano – è comunque quello di venire a vedere il film per riconoscere voi stessi quali sono gli elementi più universali e quali più legati alla cultura indiana".
E poi il regista ha detto: “ciò che più mi ha colpito dell’Italia è come si capisca visibilmente che gli italiani amino il proprio Paese, la propria storia, con le sue tradizioni, i monumenti, le architetture, l’arte. Si sente e si vede questo rispetto e l’amore mentre generalmente in India o altri paesi la gente tende invece ad andarsene via oppure a imitare l’Occidente. L’Italia è un paese bellissimo, forse il più bello che abbia mai visto ma certamente ci sono delle differenze rispetto all’India. Per noi indiani, quello che ci affascina della cultura occidentale è soprattutto l’apertura mentale, c’è più accettazione di storie come quella che vediamo nel film. Le differenze sono molte ma ciò non significa che anche da noi non esistano persone molto aperte mentalmente in questo senso e che non esista bellezza in India. Anche l’India è un paese splendido e con grandi menti ma certamente diverso dal punto di vista dell’apertura mentale”.

07/12/2019 19.14
Redazione di Met


 
 


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