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Regione Toscana
Consiglio della Regione. Aree interne: progettazione e governance, i nodi dell’accesso alle risorse
Audizione dell’assessore regionale Stefania Saccardi in commissione Aree interne presieduta da Marco Niccolai (Pd)
Il programma di governo e le priorità delle aree interne, le zone montane, periferiche, le aree con maggiori difficoltà di sviluppo e problemi di carattere demografico sono state al centro dell’audizione dell’assessore regionale Stefania Saccardi nella commissione istituzionale per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, presieduta da Marco Niccolai (Pd). Si tratta della “prima di una serie di audizioni con gli assessori regionali, aperta da Stefania Saccardi, che ha una competenza diretta con le deleghe che le sono assegnate sui che interessano questa commissione, ma che riguarderà a breve anche Stefano Ciuoffo e Leonardo Marras”, ha spiegato in apertura il presidente.

Il rischio di marginalizzazione e declino demografico riguarda diverse aree della Toscana ed è oggetto di interventi già in atto da parte della Regione. Saccardi ha fornito un quadro aggiornato, a partire dalla strategia a carattere nazionale prevista dall’accordo di Partenariato Italia, che prevede intorno ai 7,5milioni di euro, al 50 per cento finanziati da risorse nazionali, per l’altra metà da fondi europei (Fesr), per interventi di carattere trasversale, su vari ambiti e materie: infrastrutture, investimenti per accrescere la resilienza, tecnologie, sostegno alla cooperazione di filiera, servizi anche di carattere socio-sanitario”. Specifici bandi regionali destinati alle singole strategie d’area: un quadro che vede ammesse cinque aree, delle quali sono tre quelle al momento finanziate: Casentino-Valtiberina (un milione e 440mila euro); Garfagnana, Lunigiana, Media valle del Serchio, Appennino Pistoiese (3milioni e 100mila euro); Valdarno, Valdisieve, Mugello e Val di Serchio (900mila euro), “quest’ultima stiamo lavorando per realizzare l’accordo di programma quadro”. “Ad oggi, non ci sono le risorse per finanziare le altre due aree ammesse: Amiata grossetano e Castelnuovo Val di Cecina”, ha spiegato ancora l’assessore Saccardi.

Sulle prime due (Casentino e Garfagnana) “saremmo già pronti a erogare risorse, ma una delle criticità delle aree riguarda proprio la capacità dei piccoli Comuni di presentare progettualità. Facciamo fatica ad avere i progetti e a erogare risorse. I piccoli Comuni spesso non hanno gli uffici attrezzati per presentare progetti che spesso, specie quelli per fondi europei, hanno una loro complessità. Su questo stiamo lavorando, per provare a dare una mano sotto il profilo tecnico”.

Il presidente Niccolai ha chiesto informazioni riguardo ai 2,5milioni del fondo per la montagna del 2020 che è stato esaurito a causa del gran numero di risorse , “al momento non rifinanziato – ha spiegato Saccardi -, ma ho già chiesto alla Giunta che queste risorse vengano recuperate”. E sui 500mila euro stanziati per la progettazione, al quale, ha osservato Niccolai, “l’anno scorso hanno partecipato solo due Comuni, segno che è poco conosciuto oppure o viene ritenuto poco utile: la Commissione vuole aprire una riflessione su come supportare lo sforzo progettuale dei piccoli Comuni".

La vicepresidente Luciana Bartolini (Lega) ha prospettato l’ipotesi di dar vita a “un istituto tecnico superiore per la progettazione, preparando dei giovani che possano dare una mano ai Comuni, specie ai più piccoli”. I problemi delle zone montane “sono tanti e sono noti, penso alla gestione dei boschi, alle strade forestali, agli ungulati e ai predatori. Non si può andare avanti con le emergenze, o i nostri agricoltori e allevatori saranno costretti ad abbandonare” .

Il consigliere Mario Puppa (Pd) servono “valutazioni profonde,” se vogliamo far diventare queste aree luoghi della sperimentazione del buon vivere”. A cominciare dalla “gestione delle progettualità. Non sarebbe male, se la Regione si facesse carico di mettere in rete le varie aree per creare una sorta di laboratorio progettuale”. Secondo Cristiano Benucci (Pd), che ha ripercorso le difficoltà che si trovano costantemente ad affrontare i piccoli Comuni di quelle aree, “dobbiamo avviare una riflessione su come attuare la gestione del patrimonio forestale. Bisogna definire una nuova programmazione, un metodo omegeneo e certezza di risorse”.

Il capogruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli, pensa, più che a una nuova struttura progettuale, a “maggiori risorse per aiutare i piccoli Comuni a ricorrere alle professionalità necessarie”. E ricorda che “c’è un fondo regionale che è scarsissimamente utilizzato”. Ceccarelli chiede alla Giunta all’assessore Saccardi e al consigliere speciale del presidente Giani, Tommaso Triberti, “di farsi garanti di politiche trasversali che riguardino le aree interne, sia nell’azione della Regione, sia per quanto riguarda alle risorse esterne che arriveranno dal Recovery Fund” e ricorda che “il passaggio dalle Comunità montane alle Unioni dei Comuni ha generato difficoltà di governance che richiedono oggi una riflessione”.

23/02/2021 12.24
Regione Toscana


 
 


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