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FIRENZE: 40° DELL'ALLUVIONE, PRESENTATO IN UN CONVEGNO IL PIANO COMUNALE D'EMERGENZA
Il sindaco Domenici ha ricordato il sacrificio di Carlo Maggiorelli, dipendente dell'Acquedotto
"1966: l'alluvione a Firenze. Il passato, il presente". E' il titolo del convegno che si è svolto oggi pomeriggio in Palazzo Vecchio, nell'ambito delle iniziative per ricordare il 40° dell'alluvione. Il convegno era promosso da Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Regione Toscana, Dipartimento di Protezione Civile, Prefettura, Direzione regionale Vigili del Fuoco, Autorità di Bacino fiume Arno.
In apertura dei lavori, un momento di emozione nel ricordo di Carlo Maggiorelli, dipendente dell'acquedotto comunale che la mattina del 4 novembre '66 fu travolto dalle acque mentre era in servizio. Il sindaco Leonardo Domenici ha consegnato una targa sua memoria al figlio Maurizio, anche lui dipendente comunale. "La città di Firenze a Carlo Maggiorelli - è scritto nella targa - con riconoscenza per il suo coraggio e il suo eroico senso del dovere". La breve cerimonia è avvenuta dopo i saluti ufficiali del sindaco, del prefetto Andrea De Martino e del presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi. "Dopo il momento coinvolgente con gli 'angeli del fango' - ha detto il sindaco - siamo ora ad un'altra fase di questa giornata, più specificamente dedicata alle cose fatte e quelle ancora da fare, all'organizzazione della protezione civile, alla riflessione sui problemi legati al rischio idraulico e alla messa in sicurezza dell'Arno, al rapporto fra i diversi apparati dello stato, gli enti locali e il volontariato nel campo della protezione civile. Credo che sia un momento molto importante, soprattutto in chiave di prospettiva. Anche in chiave dell'idea emersa oggi, perché il 4 novembre diventi un occasione annuale a Firenze di incontro europeo del volontariato nella protezione civile".
Nel corso del convegno sono stati aranno presentati, dagli assessori alla protezione civile Eugenio Giani e all'ambiente Claudio Del Lungo, il piano comunale per il rischio idraulico del fiume Arno, il progetto per la salvaguardia del patrimonio culturale e gli interventi di prevenzione del Comune di Firenze. L'assessore provinciale Stefano Giorgetti ha presentato il piano provinciale d'emergenza e l'assessore regionale all'ambiente Marino Artusa il sistema regionale di Protezione Civile.
Il Piano comunale è inquadrato nel contesto più generale della pianificazione nazionale d'emergenza. Cardini del piano sono la prevenzione, la gestione delle emergenze, la gestione interna (personale, associazioni di volontariato) e le previsioni. Quattro le fasi: attenzione, pre-allerta, allerta, allarme. Dal punto di vista operativo, la città è stata divisa in 8 zone, con altrettanti centri di coordinamento, coordinati a loro volta dalla sala operativa della protezione civile del Comune e della Provincia di via dell'Olmatello.
"Adesso in caso di esondazione dell'Arno la città di Firenze non si troverà più in una situazione caotica - ha spiegato l'assessore Giani -. Se dovesse scattare la necessità di evacuare la popolazione, i cittadini potranno seguire le indicazioni contenute nel piano. A oggi il servizio offerto dalla Protezione Civile è sicuramente un esempio sul piano nazionale. Il piano di emergenza è il frutto di un costante lavoro di analisi e mappatura della città, oltre ai punti in cui ci si deve recare in caso di calamità contiene un censimento delle opere d'arte e delle modalità con cui metterle in sicurezza. Inoltre di fondamentale importanza è il ruolo svolto dalla sede operativa della Protezione Civile in via dell'Olmatello che collegata con le altre sale operative in tutta la città e consente un coordinamento in caso di emergenza e evacuazione. Un esempio di tutto questo si è avuto in questi giorni con l'esercitazione 'Arnus 2006' e il Campo Base in piazza Santa Croce".

04/11/2006 16.58
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