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Regione Toscana
RISCHIO IDRAULICO: MODIFICATA LEGGE ‘ANTIALLUVIONE’
Con 24 voti a favore, 16 astensioni e 5 contrari, tra cui FdS/Verdi, passa il testo per la riformulazione di due articoli di legge. Soluzione dei problemi interpretativi, sblocco dell’ingessatura del sistema, trasparenza e omogeneità: questi i principi del nuovo dispositivo. Dibattito acceso sul termovalorizzatore di Selvapiana (Fi)
Il testo che applica “principi di omogeneità, chiarezza e trasparenza” e che modifica la cosiddetta legge “antialluvione” incassa il via libera del Consiglio regionale della Toscana. La legge è stata votata con appello nominale per un inconveniente tecnico alla procedura elettronica ed è passata con i voti favorevoli di Pd e Idv, l’astensione di PdL, Udc e della consigliera Staccioli (gruppo Misto), e il voto contrario di FdS/Verdi e del consigliere Romanelli (Misto). Si è dunque registrata una divisione nella maggioranza, con il voto contrario della Federazione della Sinistra e del consigliere del Gruppo Misto, Mauro Romanelli, sul dispositivo varato all’indomani dei tragici fatti accaduti in Lunigiana.
Il testo, illustrato dal presidente della commissione Ambiente Vincenzo Ceccarelli (Pd), modifica gli articoli 141 e 142 della legge regionale 66/2011 (Legge Finanziaria per l’anno 2012) in materia di governo del territorio e difesa del rischio idraulico. “È una legge pragmatica, di adeguamento, che conferma il carattere emergenziale della norma da cui discende ma, prudenzialmente, evita un ingessamento eccessivo” ha rilevato Ceccarelli.
I “problemi interpretativi emersi in fase di prima applicazione” sono infatti alla base delle modifiche apportate e “garantiscono una corretta e uniforme attuazione su tutto il territorio” a riprova, ha osservato il presidente della commissione riferendosi alle polemiche sull’ampliamento del termovalorizzatore di Selvapiana nel Comune di Rufina (Fi), che “non si tratta di un provvedimento ad hoc. La legge rispetta le caratteristiche che ogni norma deve avere: è generale e astratta”. Tuttavia da Ceccarelli è arrivato un invito alla Giunta per una “ricognizione su quali e quanti interventi pubblici, o di interesse pubblico, saranno sbloccati con le modifiche votate”. “Vedrete – ha detto il presidente riferendosi all’opposizione – che non saranno tanti e certamente non solo uno”.
Il carattere “dubbio della legge” che “non scioglie l’incertezza” attorno all’impianto di Selvapiana, unito al dispiacere per un “provvedimento che doveva essere per tutto il territorio” è stato alla base del voto di astensione del PdL. “Corriamo ai ripari rispetto ad un provvedimento che, collegandolo alla Finanziaria, ha tolto ogni possibilità di dibattito. Tanto a noi che ai colleghi della maggioranza” ha rilevato il vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Agresti (PdL). “L’errore fatto allora dal presidente Rossi è clamoroso. Mettiamo la toppa ad un problema serio che, invece, avrebbe bisogno di una legge quadro”.
Duro l’intervento del capogruppo Fds/Verdi Monica Sgherri: “Facciamo marcia indietro rispetto agli impegni assunti all’indomani della tragedia in Lunigiana e che appoggiammo con convinzione”. “Il presidente Rossi assicurò che mai più si sarebbe costruito in aree a rischio idraulico. Affermazione che ci convinse anche ad accettare l’inserimento improprio in Finanziaria”, ha continuato Sgherri che anzi considera le modifiche una “apertura sostanziale, eccessiva e generalizzata. Un ritorno al passato”. “L’articolo 2, di fatto, riammette gli interventi proprio in aree ad elevata pericolosità, rendendo possibili mutamenti di destinazione, costruzione di nuovi edifici rurali, interventi di piani attuativi di iniziativa pubblica e pubblico-privata per i quali è sufficiente un mero accordo preliminare”. E sulla questione “impianti” il capogruppo ha espresso pochi dubbi: “Non condividiamo il dettato del comma b per la riammissione di inceneritori o l’ampliamento e adeguamento di quelli esistenti”.
Ferma la posizione del capogruppo Idv Marta Gazzarri: “A chi ci accusa di sostenere una legge ad hoc, rispondo che mai l’Italia dei Valori ha votato o voterà un provvedimento per pochi”. La legge riguarda “970km2 di territorio. Mi rifiuto di pensare che il provvedimento sia stato fatto per un singolo intervento”, ha ribadito evidenziando come il testo abbia subito “modifiche e aggiornamenti importanti in commissione”. “La revisione che abbiamo fatto risponde ad esigenze mosse direttamente dal territorio e su cui, sono certa, dovremmo ritornare” ha concluso Gazzarri che ha insistito anche per una “mappatura delle differenziazioni territoriali” delle zone ad alto rischio, le cosiddette P4.
“In una situazione come quella attuale, di profonda crisi economica e difficoltà delle famiglie e della società tutta, continuare a parlare per slogan non è più accettabile”. Così il consigliere del PdL Paolo Marcheschi. “Il presidente Rossi, all’indomani della legge post Lunigiana, parlò di svolta nel governo del territorio”. “Oggi assistiamo a un’evidente retromarcia, a dimostrazione che l’esecutivo può dire e fare tutto e il contrario di tutto”. Citando le dichiarazioni rilasciate dal governatore lo scorso marzo nelle quali si ribadiva che “non cambierò idea finché sarò presidente, non sarà più possibile costruire dove i nostri nonni non avrebbero costruito”, il consigliere, in merito all’impianto di Selvapiana, ha chiarito: "È nota la posizione del PdL sulla questione termovalorizzatori. Non siamo contrari in assoluto, siamo contrari all’impianto di Rufina a cui è stato concesso, evidentemente dalle forze politiche di centrosinistra che da sempre governano la Toscana, un’autorizzazione impropria”.
In linea con il collega, anche il consigliere Nicola Nascosti (Pdl) che ha invitato la maggioranza a “votare gli emendamenti proposti dal mio gruppo e che potrebbero risolvere l’equivoco Selvapiana”. Emendamenti rigettati dall’Aula a maggioranza. Sulla modifica che chiedeva di “cassare la lettera b dell’art. 2” (ossia per nuove infrastrutture, ampliamento o adeguamento di quelle esistenti), Udc, Lega, FdS/Verdi e i consiglieri del Gruppo Misto Romanelli e Staccioli hanno votato a favore. Si è astenuto, invece, il Gruppo Idv. “Poteva essere, almeno sotto certi aspetti, una buona legge – ha concluso Nascosti – invece si rimanda ad un errore fatto non considerando le necessità del territorio”.
Il consigliere Udc Marco Carraresi, premettendo che la rilevazione chiesta dal presidente Ceccarelli “dovrebbe essere fatta prima di approvare la legge e magari anche dopo”, ha insistito sull’emendamento della PdL definendolo di “buon senso”. “Può sgombrare il campo da ogni dubbio perché si inserisce perfettamente nella questione impianti in aree P4”.
Con “dispiacere perché non sono tra coloro che indicano la legge post alluvione come una legge pasticcio”, il consigliere di maggioranza Mauro Romanelli ha dichiarato il suo voto contrario. “Mi associo ai rilievi fatti da Sgherri - ha detto – per un testo che sancisce un passo indietro”. Il consigliere ha però riservato “apprezzamenti” ed espresso un voto favorevole per l’emendamento a firma Ceccarelli, Venturi, Bugli, Ferrucci e riferito alla “produzione e trasporto di energia da fonti rinnovabili” (art. 2, comma 2, lettera b, ndr).

16/05/2012 19.18
Regione Toscana


 
 


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