Comune di Borgo San Lorenzo
BORGO SAN LORENZO: 2° GUERRA MONDIALE, QUELLE CARTE FALSE CHE SALVARONO VITE
Da Gerusalemme la storia della famiglia Spiegel, l'incontro col sindaco
È stata una carta d’identità fittizia, rilasciata da un addetto all’Anagrafe del Comune di Borgo San Lorenzo, Antonio Gigli, a salvare la vita della famiglia Spiegel in piena 2° Guerra Mondiale. La vicenda riemerge dalle pieghe della storia grazie a Renato Spiegel che ha scritto al sindaco Giovanni Bettarini per riuscire a incontrare e conoscere di persona i discendenti del Gigli. Dopo una lunga e accurata ricerca svolta direttamente da Susanna Messeri della segreteria del sindaco, si è arrivati a riscontri e verifiche che hanno ricostruito la vicenda e di recente Renato Spiegel, la moglie Yaffa e la sorella Dinah, che vivono a Gerusalemme, in Israele, hanno fatto visita in Comune per incontrare il sindaco Bettarini e Susanna Messeri. Grazie alla ricostruzione dei fatti e alla testimonianza diretta di uno dei figli di Antonio Gigli, Paolo, i fratelli Spiegel hanno ottenuto dal Governo italiano il riconoscimento dello status di perseguitati razziali.
Nel dicembre del 1943 una giovane famiglia di ebrei di Trieste - Guido Spiegel con la moglie e i due figli -, si vide costretta ad abbandonare la propria città per sfuggire ai nazifascisti, prendendo il primo treno a disposizione. Nella loro fuga si ritrovano per puro caso a Borgo San Lorenzo; smarriti e stremati dalla fuga, videro come loro unica possibilità quella di rivolgersi al pievano del luogo per chiedere aiuto. Don Ugo Corsini, un parroco coraggioso, diede loro asilo e li mise in contatto con Antonio Gigli. Che mettendo a repentaglio la propria vita, riuscì a procurare dei documenti falsi che permisero alla famiglia Spiegel di scampare alla sicura morte, in quanto ricercati dai nazifascisti. Per la sua ottima conoscenza della lingua tedesca, Guido Spiegel si rese utile alla lotta partigiana e collaborò con le formazioni locali infiltrandosi nel comando centrale tedesco di stazione a Borgo passando messaggi e informazioni. Con la Liberazione la famiglia decise prima di rientrare a Trieste e, dopo qualche anno, di partire per Israele. Presso l’Istituzione “Yad Vashem” a Gerusalemme - istituzione che ricorda l’Olocausto ed onora i “Giusti delle Nazioni” cioè tutti coloro che si opposero alle persecuzioni razziali e, a prezzo di sacrifici ed a proprio rischi, salvarono numerose vite - i fratelli Spiegel hanno attivato una pratica per richiedere che Antonio Gigli e Don Ugo Corsini ottengano il riconoscimento di “Giusti delle Nazioni” e che i loro nomi vengano inseriti negli archivi a perenne memoria della loro nobile azione che salvò dalla deportazione la loro famiglia.
“Ci sono storie, come questa della famiglia Spiegel, che ci ricordano - sottolinea il sindaco di Borgo San Lorenzo Giovanni Bettarini - quanto la libertà e la democrazia siano valori, beni fondamentali e inalienabili, come la follia dell’uomo possa però calpestarli e perpetrare gli orrori dell’Olocausto, e come altri, ne è esempio Antonio Gigli, possano con coraggio e a rischio della propria vita salvare altre vite. E’ una pagina di storia - conclude - che deve essere conosciuta”.
20/06/2012 11.53
Comune di Borgo San Lorenzo