Redazione di Met
"FUMO, L'ULTIMO DELLA CAIANI", LE MEMORIE DELL´EX PARTIGIANO IN UN LIBRO CHE RACCONTA UN´EPOCA
Presentazione sabato 20 aprile alle 17.30 alla Biblioteca delle Oblate
Una storia di guerra e di resistenza, di sofferenza e di incertezza, una storia vera. Fumo, l´ultimo della Caiani (pp. 232, euro 15), libro in uscita a marzo per le edizioni Sarnus, è un racconto in prima persona, nato da una lunga intervista di Pietro Gianassi a Sergio Bini, ex partigiano oggi novantenne. È un libro di memorie che, ricco di excursus storici e note esplicative, oltre che foto, cartine e preziosi documenti dell´epoca, apre una finestra sul nostro passato. L´opera sarà presentata sabato 20 aprile alle 17.30 alla Biblioteca delle Oblate (via dell´Oriuolo, 26) e nel corso dell´incontro interverranno, oltre all´autore e a Claudio Marchini, alcuni testimoni di quell´epoca: Lionella Grassi, Giancarlo Gianassi (padre di Pietro), e lo stesso Sergio Bini.
La storia di Sergio inizia nella Firenze del 1916, quando lavora come garzone in un negozio di stoffe. I proprietari sono ebrei, e con l´avvento delle leggi razziali perde l´impiego. A Castello, col suo nuovo lavoro in un´officina meccanica, si forma alla scuola politica di un operaio anziano. Il giorno decisivo è l´8 settembre 1943, quando Sergio diventa partigiano con il nome di battaglia Fumo. Comandante di distaccamento nella X Brigata Garibaldina d´Assalto Caiani, prenderà parte a diverse battaglie, giungendo sino a Firenze dopo lo scoppio dell´insurrezione. In seguito alla smobilitazione partigiana, si arruolerà nel Gruppo di Combattimento Friuli, finendo la guerra a fianco degli alleati. A raccogliere la sua testimonianza è Pietro Gianassi, che ha conosciuto "Fumo", ci ha parlato a lungo (più che altro ha ascoltato), e ha deciso di imprimere la voce dell´ex partigiano sulla carta.
Nato a Roma nel 1968, Gianassi vive a Livorno, dove è operatore della Polizia di Stato. Appassionato cultore di storia della seconda guerra mondiale, ha svolto accurate ricerche sugli scenari bellici europei, in particolare quello italiano. "Oltre che racconto di guerra", spiega l´autore, "quest´opera è uno spaccato della quotidianità di una società povera, in cui la vita era dura, priva di certezze del domani, dove la morte era compagna quotidiana di viaggio e la vita `costava poco´. È una storia che rende onore non soltanto ai partigiani, ma a tutti coloro che hanno resistito alle violenze dell´occupazione tedesca, fino alla liberazione".
26/02/2013 13.12
Redazione di Met