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Comune di Tavarnelle Val di Pesa
TAVARNELLE VAL DI PESA: LAVATOI, TABERNACOLI E PONTI DEL CHIANTI: ORIGINI, RUOLI E FUNZIONI CONTEMPORANEE. I SINDACI LI PROPONGONO COME ANGOLI DA SCOPRIRE A PIEDI O IN BICICLETTA
Un accurato lavoro di censimento rileva presenza e caratteristiche di oltre 300 manufatti minori presenti nel Chianti. Valorizzazione del patrimonio culturale attraverso la conoscenza e la fruizione del territorio: questi gli obiettivi del progetto cofinanziato attraverso contributi comunitari
Difficile pensare al Chianti senza ricordare un tabernacolo, un lavatoio o un ponte. Nelle aree dei Comuni del Chianti fiorentino e senese sono numerosissimi e legati da peculiarità comuni. Sono detti ‘manufatti minori’ e comprendono tabernacoli, croci votive, cappelle stradali, lavatoi, fontanili, ponti, muri in pietra e fondi stradali. Minori per le dimensioni ma non per il valore e il forte legame con il territorio. Oggi trovare l’80 per cento di essi schedato e censito in un lavoro attento ed omogeneo che ne definisce le dimensioni, lo stato di conservazione, l’origine, il ruolo, l’utilizzo è possibile grazie al progetto “Manufatti Minori del Chianti”, in base alla relazione redatta da Pier Giorgio Laghi. Un’iniziativa che i Comuni del Chianti hanno finanziato attraverso l’Iniziativa Comunitaria Leader. “Il nostro territorio - hanno dichiarato i sindaci dell’Unione comunale del Chianti fiorentino Sestilio Dirindelli, Maurizio Semplici e Massimiliano Pescini – si è arricchito di una nuova e puntuale opera di conoscenza e valorizzazione delle risorse locali che costituiscono il ricco puzzle di testimonianze del passato, di tracce di storia chiantigiana. Grazie a questo lavoro i nostri ospiti e cittadini potranno apprezzare e conoscere meglio il loro territorio, una terra aperta, che parla di sé in modo generoso, compatto e fedele alle proprie radici”.
Il progetto ha mirato a censire ed esaminare caratteristiche e peculiarità storico-architettoniche di oltre 300 manufatti presenti nei Comuni del Chianti fiorentino e senese con l’intento di valorizzare, far conoscere e fruire il patrimonio culturale di questo territorio. “Il primo degli obiettivi - commenta il presidente dell’Unione cpmunale Sestilio Dirindelli - è la conoscenza: è importante che le amministrazioni comunali e i cittadini abbiano la consapevolezza della consistenza delle risorse presenti sul loro territorio, elaborare una schedatura omogenea per ciascun manufatto significa produrre un documento utile per il loro eventuale ripristino, il secondo obiettivo è la ricostruzione dell’identità dei luoghi da operarsi attraverso la riscoperta del vivere aggregato e del senso civico che le nostre comunità dimostrano ancora di possedere. La terza finalità è quella di far fruire ai cittadini una ricchezza minore del loro territorio attraverso la diffusione del materiale della ricerca”.
I manufatti venivano usati come punto di riferimento, a volte di aggregazione e identificavano lo spazio in cui erano insediati. Quelli più antichi risalgono al 1700. Tra i manufatti religiosi, gli elementi più rilevanti numericamente sono i tabernacoli e le cappelle stradali situati in corrispondenza di bivi e incroci tra una viabilità di collegamento e una strada vicinale. Quanto ai materiali usati per la costruzione, i beni censiti presentano differenze sostanziali. Si passa dal laterizio nelle aree di Barberino e Castelnuovo Berradenga al galestro di Gaiole e Castellina, mentre il macigno è presente a Radda Greve e Barberino e l’alberese è il materiale che prevale a San Casciano e Tavarnelle.
Per quanto riguarda i lavatoi è da segnalare quello di Barberino. Si tratta di un manufatto di considerevole qualità storico-architettonica. Ha forma rettangolare, si trova sotto il piano di campagna e ha un lato addossato al terreno da dove scaturisce l’acqua. “Secondo quanto si racconta – dice il sindaco Maurizio Semplici - il lavatoio di Barberino era un luogo di lavoro frequentatissimo dalle donne e un importante punto di incontro per il paese perché faceva parte della quotidianità della vita rurale. Un progetto di restauro a carico di un privato, in accordo con l’amministrazione comunale, riporterà a nuova vita il lavatoio che ha un originario impianto medievale. Il manufatto potrà essere valorizzato anche sul piano turistico come sosta per il visitatore che decide di esplorare il nostro territorio a piedi o in bicicletta”.
"Di questo lavoro di schedatura, disponibile presso i Comuni – aggiunge il sindaco Dirindelli - abbiamo anche realizzato un catalogo che sintetizza lo stato di conservazione, la dimensione, la consistenza dei beni. Nella fase progettuale del documento ci hanno aiutato anche alcuni cittadini fornendo indicazioni sull’utilizzo e sull’aspetto originario. Un contributo importante che evidenzia il forte legame che negli anni si è costituito tra i manufatti e gli abitanti dei nostri luoghi. Si ipotizza infatti, per alcuni di essi, soprattutto quelli di ispirazione religiosa, che lo stato di conservazione più o meno accettabile giunto fino ai nostri giorni derivi da una continua opera di manutenzione e rifacimento di oggetti che facevano parte del vivere quotidiano”.
“Quello che ci auguriamo – conclude il sindaco Massimiliano Pescini – è di incontrare cittadini e turisti magari in viaggio, intenti ad esplorare qualche angolo di paradiso collinare, alla scoperta dei manufatti minori del Chianti, risorse da non disperdere ma da valorizzare anche con il supporto di privati”.
I tabernacoli, le croci e le cappelle votive sono oggetti nati per esprimere un voto, ringraziare di lauti raccolti, commemorare un evento tragico, ricordare un pellegrinaggio in terre lontane o una ricorrenza come l’anno mariano. I tabernacoli, oltre al valore religioso, storico e sociale, servivano a qualificare e a rendere riconoscibile un luogo. Si inseriscono negli incroci stradali specie tra vie pubbliche e strade vicinali. L’elemento ricorrente è l’edicola sacra, cioè un loculo che ospitava icone sacre.

30/04/2013 10.23
Comune di Tavarnelle Val di Pesa


 
 


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