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CALENZANO: TERZA CORSIA AUTOSTRADALE
Ordine del giorno della giunta comunale
Estratto della deliberazione n. 5/cc del 31.1.05
OGGETTO: Ordine del giorno proposto dalla Giunta Comunale in merito al progetto definitivo e allo studio di impatto ambientale per la realizzazione della terza corsia autostradale nel tratto Firenze nord – Barberino.
Sono presenti gli assessori sigg.ri: PAPI Elena, CAPPELLETTI Paolo, CARDELLICCHIO Salvatore, FRANCIONI Simone, BIAGIOLI Alessio, PANTANELLA Paolo, MARTINELLI Alessio.
Il presidente invita il consiglio a trattare l'argomento iscritto al n. 5 dell'o.d.g. dell'odierna seduta sulla base del seguente schema di deliberazione:
IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che:
in data 14 luglio 2004, prot. n. 18191, la Società Autostrade per l’Italia S.p.A. ha trasmesso all’Amministrazione Comunale copia del “Progetto stradale definitivo”, dello “Studio di impatto ambientale” e della “sintesi tecnica” destinata alla consultazione pubblica, relativi al progetto di ampliamento a tre corsie per ogni senso di marcia dell’autostrada Milano – Napoli (A1) nel tratto compreso tra lo svincolo di Barberino di Mugello e lo svincolo di Firenze Nord, per la pronuncia di compatibilità ambientale nell’ambito della procedura di V.I.A. di competenza statale;
in data 27 luglio 2004 lo studio di impatto ambientale ed il progetto definitivo sopra citati sono stati depositati, per sessanta giorni consecutivi, presso l’U.R.P. del Comune di Calenzano per la presentazione delle relative osservazioni;
in data 30 dicembre 2004, prot. n. 35420, la Regione Toscana ha richiesto alle Amministrazioni interessate l’invio del parere di competenza da rendersi ai sensi dell’art. 21 della L.R. 79/98;
Preso atto che con deliberazione n. 10 del 25 gennaio 2005 la Giunta Comunale, in merito al progetto di cui trattasi, ha formulato le seguenti osservazioni:
"Premessa
L'Amministrazione Comunale di Calenzano, nel valutare il progetto definitivo della terza corsia autostradale relativo al territorio di propria competenza, non può non fare riferimento ad un quadro programmatico complessivo, nazionale e regionale, ormai consolidato che mira al potenziamento e alla messa in sicurezza nel tratto autostradale fra Bologna e Firenze, palesemente insufficiente e congestionato, attraverso interventi di adeguamento e ampliamento nell’ambito del corridoio infrastrutturale esistente.
Dopo un confronto durato anni fra Comune, Regione e società concessionaria, per il tracciato nel tratto Firenze nord - Barberino sono state individuate scelte progettuali che delineano un intervento complesso e atipico: è prevista la realizzazione di una nuova carreggiata per il traffico in direzione sud, che si sviluppa per circa la metà del tragitto in galleria che, sottopassando l’autostrada esistente per ben due volte, si pone nei tratti all’aperto in affiancamento sul lato a monte rispetto alle carreggiate esistenti, impiegate entrambe per il traffico in direzione nord.
La posizione di questa Amministrazione si inserisce in continuità e coerenza con quanto sostenuto nell’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Comunale di Calenzano nella seduta del 30/12/2002 e nella lettera del Sindaco a Soc. Autostrade del 15 Gennaio 2003, documenti nei quali veniva espresso un parere sostanzialmente positivo sul tracciato autostradale individuato nel progetto preliminare, ma che rinviava il giudizio su tutti gli altri aspetti ad una valutazione più compiuta in sede di progetto definitivo e di studio di impatto ambientale.
In considerazione dunque del percorso fino ad oggi compiuto, si intende in questa sede puntualizzare una serie di richieste di modifica e di approfondimento che scaturiscono dalla valutazione del progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale da parte del Servizio Gestione del Territorio del Comune di Calenzano, coadiuvato dal nostro consulente, ing. Maurizio Bacci.
A ciò si aggiungono considerazioni di “contesto” sviluppate dall’Amministrazione Comunale, tenendo di conto della storia di questo territorio e dello scenario in cui verrà ad inserirsi la realizzazione dell’intervento.
Il passaggio dell’Autostrada sul nostro territorio ha costituito negli anni ‘60 il fattore propulsivo e decisivo per lo sviluppo di Calenzano quale importante snodo del sistema economico fiorentino. La facile accessibilità ha favorito prima lo sviluppo delle attività industriali, poi l’insediamento del terziario di servizio legato alla logistica e di una importante area commerciale, garantendo nel tempo elevati livelli occupazionali in funzione di tutta l’area della piana fiorentina.
A fronte di questo vantaggio strategico, tuttavia la Valmarina, luogo di elevato pregio naturalistico e paesaggistico, antropizzato fin dall’antichità, ricco di frazioni e borghi, pievi e castelli, ville e case coloniche, ha pagato un “pedaggio” elevatissimo in termini di qualità ambientale per il passaggio autostradale: le cave di prestito disseminate ovunque (ne sono state contate oltre quaranta), l’escavazione lungo tutto l’alveo del torrente Marina per prelevare il materiale più pregiato, le strade e i manufatti di cantiere non ripristinati, il crescente inquinamento acustico e atmosferico che ha interessato i centri abitati più prossimi all’autostrada ma anche condizionato negativamente tutto il contesto vallivo, l’effetto “traboccamento” del traffico autostradale sulla viabilità locale come conseguenza dei limiti dell’infrastruttura ma anche del congestionamento di un sistema di mobilità distorto sviluppatosi esclusivamente su gomma.
Problematiche irrisolte che hanno generato nella popolazione un risentimento sociale diffuso verso l’autostrada, aggravato dalla sordità storica dimostrata dal concessionario verso qualsiasi anche ragionevole richiesta di installazione di barriere fonoassorbenti, realizzate ovunque ma negate qui dove centri abitati - quali il Colle, Carraia, Le Carpognane e La Chiusa - esistevano ben prima che fosse realizzata l’autostrada. Da tecnici incaricati da società autostrade è stato sottolineato il dato che ben 23 dei 27 punti di rilevazione acustica hanno registrato un superamento medio dei limiti normativi di ben 7 decibel. Per oltre quarant’anni la popolazione ha vissuto in questo contesto di disagio, se non proprio di costante minaccia alla propria salute.
Occorre quindi fare in modo che la realizzazione della terza corsia costituisca l’occasione per rimediare, almeno per quanto possibile, ai danni subiti dalla comunità di Calenzano e dall’ambiente della Valmarina.
Limiti del progetto
E’ proprio sugli aspetti più critici per la salute e per l’ambiente che appaiono evidenti alcune significative carenze dello studio e insufficienti gli interventi proposti dal progetto.
In particolare risultano:
a) una generale carenza di approccio e metodo: nell’analisi e nelle valutazioni, dell’interpretazione del contesto territoriale-ambientale, storico e socio-economico, ovvero una scarsa considerazione e comprensione dei legami e delle vocazioni territoriali fondamentali per la qualità della vita; il progetto non si è calato sufficientemente nell’intreccio locale rimanendo a una scala troppo piccola (e quindi perdendo le specificità) e quindi la valutazione degli impatti risulta insufficiente;
b) praticamente assente un’analisi di possibili scenari progettuali alternativi relativamente ai punti più critici;
c) fortemente carente la valutazione degli effetti attesi con gli interventi di mitigazione rispetto alla situazione attuale;
d) assente un quadro esatto ed attendibile sullo stato odierno dell’inquinamento acustico ed atmosferico;
e) inesistente una valutazione di incidenza sul complesso sistema ambientale della Valmarina e sui Siti di Interesse Comunitario nonché una valutazione adeguata sull’impatto nei confronti della fauna e sulle relative misure di mitigazione;
f) pressoché inesistente valutazione dell’impatto sul sistema socio-economico territoriale e locale, che verrebbe evidentemente fortemente interferito;
g) approssimative le valutazioni in merito alle possibili ripercussioni della realizzazione delle gallerie sul sistema idrogeologico;
h) non adeguatamente approfondite le analisi sulle caratteristiche dei materiali di risulta dallo scavo, di cui è previsto l’impiego per la realizzazione dell’area di servizio Bellosguardo e per il recupero morfologico della cava di Pizzidimonte;
i) non ben precisate le fonti di approvvigionamento del materiale inerte pregiato per calcestruzzi;
j) improntate ad un eccesso di ottimismo le considerazioni in merito alla sostanziale esclusione della viabilità locale (SP8) dalla cantierizzazione;
k) non considerata una analisi dei rischi e delle probabilità di accadimento di situazioni di criticità acuta durante la cantierizzazione (incidenti rilevanti, congestione del traffico per i lavori, eventi atmosferici etc), con le potenziali gravi ricadute sul sistema ambientale e infrastrutturale circostante e l’indicazione dei relativi protocolli d’intervento;
l) scarsamente definite le interferenze delle opere nei confronti delle proprietà e strutture pubbliche e private.
Appare infine inadeguato l’approccio progettuale verso gli interventi di mitigazione presentato da Soc. Autostrade, che si limita semplicemente a verificare che le emissioni acustiche ed atmosferiche rientrino negli standard normativi, mentre i reali effetti vanno al di là di fasce e soglie limitate, poiché interessano spesso il complesso del territorio, in senso non solo quantitativo ma anche (e talvolta soprattutto) qualitativo.
L’obiettivo irrinunciabile da perseguire per questa Amministrazione è che l’intervento di adeguamento porti ad un significativo miglioramento rispetto alla situazione attuale, sia per il rumore che per l’aria, sia nel breve che nel lungo raggio. Per quegli elementi che comunque comporteranno un depauperamento ambientale (territorio impiegato e impermeabilizzato, riduzione del patrimonio agricolo e boschivo, soglia incomprimibile di inquinamento atmosferico ed acustico) occorre predisporre un quadro articolato di compensazioni ambientali e sociali finalizzate a bilanciare tali danni e costi insopprimibili.
Sui punti sopra enunciati si ritiene indispensabile che vengano fornite le dovute integrazioni progettuali.
Osservazioni e richieste di modifica progettuale
In aggiunta alle richieste di carattere generale elencate sopra, sulla base dell’esame del progetto si avanzano le seguenti osservazioni e richieste.
1. Tempi di realizzazione dell'opera e interventi di adeguamento della viabilità locale
Da quando è iniziata la cantierizzazione della terza corsia nel tratto fiorentino, la S.P.8 Barberinese almeno 3-4 volte a settimana supplisce all’autostrada ingolfata dalle code. Su una viabilità assolutamente inadeguata si scaricano centinaia, a volte migliaia di automezzi, perlopiù autocarri ed autoarticolati, che escono al casello di Barberino, percorrono le ripide salite e discese delle Croci, attraversano Carraia e la Chiusa e si scaricano sulla viabilità urbana, andando ad aggravare il congestionamento del traffico locale. Finché rimarranno i cantieri in sede autostradale nel tratto Firenze Nord - Firenze Sud, appare improponibile l’inizio dei lavori nel tratto fra Calenzano e Barberino: la prospettiva di una sovrapposizione fra il traffico autostradale e il traffico proveniente dai nuovi cantieri sulla viabilità provinciale e locale porterebbe il sistema della mobilità locale e nazionale al definitivo collasso.
Si richiede pertanto che l'avvio dei lavori dell'opera in oggetto in sede autostradale avvenga allorquando:
• siano completate le opere di adeguamento della viabilità provinciale e locale di cui ai successivi punti n. 2 e 3;
• siano conclusi i lavori della terza corsia nel tratto fiorentino.
2. Adeguamento e messa in sicurezza della Strada Provinciale n. 8 Barberinese
Il progetto non prevede interventi di adeguamento della S.P.8 Barberinese.
Qualsiasi ipotesi di avvio delle opere senza una messa in sicurezza di tale viabilità è assolutamente irricevibile.
In particolare si chiede, sulla base anche delle ipotesi progettuali già messe a punto dall'Amministrazione comunale, la realizzazione dei seguenti interventi:
a) il by pass della frazione di Carraia;
b) la sistemazione del nodo viario in prossimità della frazione di La Chiusa;
c) l’adeguamento dei raggi di curvatura sulle rampe in prossimità del passo di Le Croci;
d) la pista ciclabile da Carraia a Calenzano.
3. Adeguamento e razionalizzazione della maglia viaria locale in ambito urbano.
Per una piena funzionalità della maglia viaria locale, rispetto all'ipotesi progettuale presentata, è necessario prevedere le seguenti modifiche e integrazioni:
a) la realizzazione di una nuova rotatoria su Via Vittorio Emanuele all'altezza dell'hotel Delta Florence e di una viabilità che si colleghi con Via Salvanti mediante la realizzazione di un fornice sotto il raccordo fra autostrada e casello, e che prosegua poi in adiacenza all'autostrada fino al nuovo cavalcavia di collegamento con Via Baldanzese;
b) il superamento del progetto di connessione viaria diretta fra via Monti e Via Giusti e la realizzazione, in luogo della stessa, di un raccordo fra via Monti e via dei Tessitori
c) la ricostruzione del tratto di via dei Tessitori che andrà demolito per l’ampliamento autostradale con immissione nella rotatoria su Via Giusti all’altezza di Via Petrarca prevista dal progetto;
d) l’adeguamento di Via del Colle e il collegamento fra questa e la nuova tangenziale nord est attraverso un nuovo sottopasso autostradale e una rotatoria;
e) il raccordo fra Via del Colle e via delle Vigne all’esterno dell’abitato;
f) la realizzazione di un parcheggio pubblico a servizio della zona industriale di Via Petrarca, nell'area fra Via del Colle e l'Autostrada, per recuperare i posti auto che andranno perduti in seguito alla realizzazione della terza corsia e del raccordo viario fra Via Petrarca e la nuova tangenziale nord est;
g) la realizzazione della nuova tangenziale nord est ad una quota inferiore rispetto a quella prevista al fine di sottoattraversare Via S. Donato mediante il prolungamento della galleria del Colle con un tratto artificiale. Tale configurazione progettuale consente di evitare che la tangenziale si frapponga come una barriera nel centro abitato, isolando la frazione del Colle e l'abitato di Sommaia e di superare la visibilità e quindi l'impatto paesaggistico del quarto "buco" nella collina di S.Donato;
h) la nuova viabilità una volta sbucata nella valle della Marina deve addossarsi il più possibile dal lato del bosco, consentendo l’unificazione delle aree cantiere che ora sono tagliate in due dalla nuova viabilità.
4. Contenimento dell'inquinamento atmosferico in ambito urbano.
Calenzano, insieme alle altri comuni dell'area omogenea fiorentina, è costretto a fare i conti con la problematica della qualità dell'aria, per il frequente superamento dei limiti di concentrazione di inquinanti, quali il PM10, in gran parte dipendenti dal traffico veicolare. Nella nostra situazione, più periferica rispetto a Firenze, un contributo di emissioni di gran lunga determinante è dato dal traffico autostradale. Pertanto qualsiasi intervento del Sindaco a tutela della salute dei cittadini, quali blocchi programmati del traffico, risulta scarsamente efficace.
Con la realizzazione del progetto di ampliamento, che prevede lo sbocco proprio in corrispondenza dell’abitato di una galleria, il centro cittadino di Calenzano e, in particolare, la frazione del Colle e l’abitato del Villaggio S. Giuseppe, si troveranno ancora più esposti alle problematiche di inquinamento atmosferico.
Per ridurre l’impatto e determinare un miglioramento strutturale della qualità dell'aria è indispensabile prevedere:
a) la realizzazione di un idoneo dispositivo di trattamento ed evacuazione dell'aria della galleria, per evitare di scaricare nell’area urbanizzata tutto il carico inquinante accumulato dentro la stessa;
b) la realizzazione, in contesto urbano e in posizione baricentrica rispetto al rapporto sistema urbano-autostrada (loc. Carpognane), di un'area a parco di grandi dimensioni (40 ha) con ampie zone di riforestazione con funzioni di filtro bioclimatico e di riequilibrio ambientale; tale area potrà assumere un ruolo essenziale dal punto di vista della difesa attiva all’inquinamento e consentire il rispetto della L.R. 39 della Regione Toscana che prevede la riforestazione rispetto a trasformazioni di uso del suolo che comportano una perdita di aree boscate;
c) la collocazione di fasce vegetate con funzione, oltre che di schermo visivo e attenuazione acustica, di corridoi ecologico-climatici, interconnessi con i parchi urbani e la vegetazione naturale circostante.
Secondo una recente ricerca della facoltà di agraria dell’Università di Firenze commissionati dalla Provincia per lo studio di impatto sanitario finalizzato alla realizzazione del termovalorizzatore nella piana fiorentina, le funzioni di riequilibrio ambientale e le capacità di assorbimento di specifici inquinanti, quali il PM10, da parte di estese aree soggette a piantagione di particolari tipologie di alberi e arbusti sono tali da produrre un significativo abbattimento dei livelli di inquinamento dovuti a traffico, attività produttive e impianti di riscaldamento e da determinare un miglioramento duraturo della qualità dell’aria nel contesto urbano ove sono inserite.
Al fine di definire nel modo più adeguato le misure di mitigazione in ambito urbano richieste, l’Amministrazione Comunale sta completando la predisposizione di uno specifico progetto di fattibilità.
5. Inquinamento acustico.
Deve essere garantito il rispetto del Piano Comunale di Classificazione Acustica. Oltre agli specifici interventi di tutela degli abitati più prossimi all'autostrada, occorre mettere in atto su tutta la tratta autostradale interventi finalizzati alla riduzione del rumore di fondo che condiziona negativamente il clima acustico di tutta la valle. Secondo alcune testimonianze di cittadini, la realizzazione dell'asfalto drenante invece che costituire un miglioramento ha provocato un sensibile aggravio del disturbo. Occorre promuovere un’attenta verifica sull'efficacia di simili interventi prima di metterli in atto in maniera sistematica; a tal proposito, sarà fondamentale attuare uno stretto coinvolgimento e coordinamento con ARPAT.
6. Sistema idrico e idrogeologico.
Occorre che siano adottate le misure più opportune per evitare il rischio di inquinamento, sia delle acque superficiali che di quelle sotterranee. In particolare si ritiene che debbano essere previsti, in aggiunta al sistema di confinamento e raccolta delle acque di dilavamento del sedime, sistemi filtro adeguatamente inseriti nel contesto ambientale.
Anche rispetto all’assetto idrogeologico e alla difesa del suolo, si richiede che, nelle opere di regimazione, nella sistemazione di scarpate e versanti e nei ripristini ambientali, vengano adottate soluzioni a impatto minimo, ricorrendo a tecniche di ingegneria naturalistica possibilmente non strutturali e tali da impiegare, come materiale costruttivo essenziale, la vegetazione autoctona.
7. Rischi rilevanti.
Si ritiene di grande importanza affrontare preventivamente la problematica dei possibili rischi rilevanti, provocabili da fenomeni eccezionali o situazioni incidentali, che potrebbero verificarsi sia nella fase di cantierizzazione sia nella fase di esercizio dell’opera.
Si richiede quindi che nella fase di VIA tale problematica venga affrontata secondo l’approccio previsto per la trattazione dei rischi rilevanti e in particolare che:
a) venga approfondita adeguatamente tale problematica applicando modelli e valutazioni per stimare tipologia, entità e probabilità di accadimento degli eventi di rischio;
b) vengano previste nel progetto le misure adeguate per minimizzare tali rischi e i conseguenti danni in caso di evento;
c) venga prodotto un piano di prevenzione e intervento, legato al piano di monitoraggio generale di cui al prossimo punto, individuando in particolare le relazioni gestionali di tali eventi con le competenze e le organizzazioni preposte su scala locale.
8. Definizione di un adeguato sistema di monitoraggio.
Chiediamo che sia redatto e quindi realizzato un adeguato piano di monitoraggio da mettersi in esercizio a partire dalla fase progettuale. A tal fine si rende necessario:
a) mettere a punto un quadro progettuale attendibile che, partendo dalla fotografia dello stato attuale, individui le performance di miglioramento attese sulle principali criticità ambientali, sia in fase di realizzazione che in fase di esercizio della infrastruttura;
b) strutturare un piano di monitoraggio per verificare l'attendibilità del quadro progettuale e per porre sotto costante osservazione una pluralità di criticità tematiche e puntuali:
• l'inquinamento acustico, con punti di osservazione non solo nelle immediate vicinanze della infrastruttura ma anche nel contesto vallivo per misurare il rumore di fondo;
• l'inquinamento atmosferico con campagne di rilevamento periodiche e sistematiche nei punti più critici per la salute umana;
• la qualità delle acque di scarico dai cantieri e dalle piattaforme autostradali;
• il livello di incidenza sulle risorse idriche, monitorando i pozzi e le fonti esistenti;
• gli eventuali danni provocati dalle vibrazioni su edifici a rischio durante la fase di cantierizzazione soprattutto delle gallerie;
• le possibili conseguenze sulla fauna nei territori interessati dai cantieri (soprattutto la zona di ripopolamento di Collina);
• le situazioni di rischio dovuti a eventi incidentali.
9. Mitigazione del tracciato attuale.
Gli interventi di mitigazione e di miglioramento paesaggistico-ambientale dovranno essere attuati non solo sulle opere di nuova costruzione ma anche sul tracciato esistente, che verrebbe a costituire la carreggiata nord, essendo esso evidentemente stato a suo tempo concepito senza tener conto dell’inserimento ambientale che risulta notevole.
10. Tutela dei proprietari degli immobili oggetto di demolizione.
L’Amministrazione si prefigge di tutelare le famiglie per le quali è richiesta la demolizione delle abitazioni, studiando una soluzione per la rilocalizzazione delle unità abitative con caratteristiche analoghe a quelle possedute in precedenza, cercando di evitare che siano effettuati più di un trasloco per ciascun nucleo familiare. Ciò presuppone la messa in campo di soluzioni di cui l’Amministrazione, sia pur transitoriamente deve farsi carico. Per garantire un equo indennizzo chiediamo che la stima peritale del valore degli immobili sia fatta in contraddittorio con i tecnici di fiducia delle famiglie.
11. Proposte puntuali di miglioramenti progettuali finalizzati a ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico dell’opera e il disagio per gli insediamenti.
In relazione al progetto presentato, l’Amministrazione richiede ulteriori approfondimenti e l'adozione di specifiche cautele, avanza una serie di richieste di modifica e proposte di miglioramento finalizzate a ridurre l'impatto ambientale, paesaggistico e sociale dell'opera e della cantierizzazione.
Relativamente ad aspetti progettuali più specifici e puntuali, si propone:
a) realizzazione in loc. Le Carpognane, laddove c'è spazio sufficiente, di una duna antirumore vegetata in luogo delle barriere fonoassorbenti artificiali e di spazi a verde pubblico e parcheggio a servizio della residenza dal lato di Via dei Tessitori;
b) demolizione, previa espropriazione, delle 4 unità abitative di Via dei Tessitori più prossime alla sede autostradale, che con l'ampliamento si vedranno realizzare le barriere fonoassorbenti a pochissimi metri dalle finestre di casa, evitando così gravissimi danni e disagi ai cittadini che vi risiedono;
c) riduzione dell'occupazione con la sede autostradale dei piazzali degli insediamenti produttivi di Via Petrarca;
d) verifica della compatibilità idraulica dell'attuale ponte autostradale sul torrente Chiosina e realizzazione, se necessario, degli interventi di messa in sicurezza idraulica a nord della sede autostradale;
e) ricostruzione nei pressi dell’abitato del Colle dell’area a verde pubblico posta all’incrocio fra Via S. Donato, Via Ungaretti e Via del Saccardo, di cui è prevista la demolizione;
f) prolungamento, sulla tratta autostradale esistente, della galleria del Colle anche a nord, in analogia a quanto avviene all'imbocco sud;
g) realizzazione di una variante alla via del Colle sul versante che guarda la valle del torrente Marina, oltrepassando l’autostrada sopra il prolungamento della galleria a nord (di cui al punto precedente) al fine di tombare l'attuale fornice e realizzare lato monte dell'autostrada un riempimento e una duna alberata, prevedendo invece sul lato a valle una sistemazione ambientale complessiva del versante che permetta il recupero delle aree degradate e il mascheramento del muraglione di cemento armato che ha oggi un forte impatto paesaggistico;
h) riconsiderazione della viabilità di cantiere per il trasporto dei materiale di risulta dello scavo della galleria Boscaccio presso la cava di Pizzidimonte, non essendo in alcun modo accettabile la soluzione proposta che taglia nel mezzo, con una pesante cantierizzazione, il parco di Travalle. Si propone in alternativa un raccordo che parta dalla tangenziale ovest all’altezza della rotatoria di via Meucci (prevista dal PRG) e si colleghi, attraverso un nuovo ponte sulla Marinella di Travalle, ad una viabilità di cantiere realizzata ai piedi dell'argine in destra idraulica, per immettersi infine sulla Via di Paganelle;
i) attenta verifica delle condizioni di sicurezza e dei rischi di inquinamento derivati dallo stoccaggio del materiale di risulta dallo scavo delle gallerie, soprattutto nel sito di Pizzidimonte;
j) previsione di un recupero ad uso sociale, previa cessione ai Comuni di Calenzano e Prato, della cava di Pizzidimonte, o di parte di essa, dopo l’intervento di recupero morfologico e ambientale (occorre quindi che venga predisposto e concordato un progetto dettagliato di recupero ambientale);
k) sistemazione a parco e successivo conferimento al Comune dell’area in località Madonna del Facchino utilizzata come cantiere, ad esclusione delle aree con stabile utilizzo agricolo, per le quali deve essere garantito un adeguato ripristino, con eventuale miglioramento colturale da concordare con il conduttore del fondo;
l) attenta verifica, prima dell’inizio dei lavori, delle problematiche archeologiche presenti nell’area che va dalla Chiusa al colle di S. Donato, per la probabile presenza di resti dell’acquedotto romano. Si rende necessario effettuare approfondimenti preventivi, in collaborazione con la Soprintendenza, prima dell'installazione del cantiere alla Madonna del Facchino. Prevedere un intervento di valorizzazione dei resti dell’acquedotto romano ancora esistenti, rendendoli accessibili al pubblico secondo un progetto concordato con Soprintentendenza e Amministrazione Comunale;
m) previsione di demolizione, previa espropriazione, delle abitazioni in prossimità della viabilità di cantiere e del raccordo di sicurezza all’imbocco nord della galleria del Boscaccio in loc. La Chiusa, per evitare di recare gravissimi disagi ai cittadini che vi risiedono;
n) realizzazione di barriere fonoassorbenti nel tratto autostradale in prossimità dell’abitato di La Chiusa e insonorizzazione del viadotto per attenuare il rumore dato dal transito sui giunti;
o) realizzazione di un nuovo ponte sul torrente Marinella di Legri nei pressi del viadotto autostradale e di una diversa viabilità di cantiere per evitare il passaggio dei mezzi pesanti dall’abitato della Chiusa e di Davanzello;
p) superamento in loc. Collina del parcheggio esistente al Km 12 e addossamento della nuova carreggiata all'attuale autostrada, per allontanarsi il più possibile dall'abitazione esistente;
q) individuazione di un'alternativa per la viabilità di cantiere all’uso della strada panoramica di Collina;
r) per quanto riguarda la viabilità di collegamento fra l’area del campo base presso la polveriera di Carraia e la S.P. 8, in vece della costruzione di un ponte Bayley nel luogo del precedente ad uso militare, si propone la realizzazione di un nuovo ponte a Sud della zona sportiva, in prossimità dell’innesto del by pass previsto dal PRGC e richiesto da questa amministrazione come opera propedeutica;
s) cessione al comune dell’area ex polveriera di Carraia al termine della funzione di campo base come alloggiamento delle maestranze per usi al servizio dell’area protetta della Calvana;
t) verifica della possibilità di estendere i tratti in galleria artificiale nei pressi dell’abitato di Carraia a sud della galleria Ragnaia sia per la nuova carreggiata che per la vecchia tratta;
u) la soluzione ipotizzata per Corzanello non è accettabile: si rende necessario un abbassamento della quota della nuova carreggiata fino a renderla complanare con quella esistente, verificando la possibilità di realizzarla completamente in galleria. Il raccordo con l’autostrada esistente per lo scambio di carreggiate può essere realizzato più a sud, ad esempio nei pressi del viadotto Cassiana;
v) prolungamento della attuale galleria Le Croci verso nord mediante manufatto artificiale ricoperto con terreno fino almeno alla confluenza dei due piccoli promontori all’altezza del km 4, così da consentire la realizzazione di una duna antirumore per mitigare l’impatto verso l’abitato delle Croci.
Su tutto il tratto:
w) impermeabilizzazione delle nuove gallerie;
x) riqualificazione dei viadotti esistenti con interventi di manutenzione straordinaria;
y) dove possibile, realizzazione di opere di ingegneria naturalistica in luogo di manufatti in materiali non naturali.
12. Opere di compensazione ambientale e sociale.
a) interramento nella sede stradale della viabilità locale di nuova realizzazione o in altre strade comunali degli elettrodotti che dalla stazione di Calenzano muovono verso Nord, attraversando il centro abitato;
b) acquisizione e restauro del parco di Villa Carmine e realizzazione parcheggio;
c) realizzazione di piste ciclabili lungo il torrente Marinella (da La Chiusa fino a Legri) e lungo il torrente Chiosina (dall'autostrada fino a Baroncoli, loc. Tre Ponti);
d) sistemazione ambientale delle casse di laminazione in loc. Montedomini e completamento dell’area sportiva a Carraia;
e) progettazione di un sistema di messaggi e di “finestre” rivolte all’utente autostradale finalizzato alla valorizzazione delle valenze storiche, paesaggistiche e naturalistiche del territorio comunale.
13. Ottemperanza alle prescrizioni.
Si richiede che, da parte del Ministero dell’Ambiente, sia posta una misura per la verifica di ottemperanza nel progetto esecutivo alle prescrizioni definite in sede di procedura VIA e che a tale verifica sia concessa la partecipazione delle amministrazioni locali, ai fini del controllo su questioni di competenza e conoscenza locale.
14. Tutela della sicurezza del lavoro e della circolazione stradale durante la cantierizzazione.
a) in analogia all'esperienza dell'Alta velocità occorre predisporre un sistema di verifica costante delle condizioni di lavoro e del rispetto delle norme di sicurezza, per evitare che nel dedalo dei subappalti si perda ogni forma di tutela dei lavoratori (questo aspetto sarà poi soggetto a verifiche e valutazioni in particolare da parte di ASL);
b) garantire un sostegno al potenziamento della attività di vigilanza e di controllo del traffico e della viabilità durante il periodo della cantierizzazione;
c) Garantire in accordo con l’ASL un potenziamento dei punti di emergenza territoriale presenti sul territorio comunale.
15. Attivazione di un Osservatorio Ambientale.
Per garantire una corretta realizzazione dell’opera è necessario mettere in campo gli strumenti adeguati a governare una fase così complessa come sarà quella della cantierizzazione della terza corsia. Per questo proponiamo, sulla scorta delle esperienze già maturate in ambito regionale e nazionale sulle grandi opere, di istituire un Osservatorio Ambientale che garantisca il rispetto delle previsioni progettuali e delle prescrizioni nonché l’attuazione del piano di monitoraggio. Si richiede inoltre che a tale osservatorio sia ammessa la partecipazione dell’Amministrazione Comunale.
Su questi punti l'Amministrazione Comunale aprirà un confronto con il Ministero per l’Ambiente e il Territorio, la Regione Toscana e le altre istituzioni locali interessate per contribuire alla definizione di un assetto progettuale finale soddisfacente e condiviso, all'insegna della sostenibilità sociale e ambientale."
Tutto ciò premesso
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CALENZANO
Esprime piena condivisione per le osservazioni, le richieste di modifica e le proposte avanzate dalla Giunta Municipale in merito al progetto di terza corsia autostradale nel tratto Firenze nord - Barberino;
Giudica imprescindibili, ai fini di una condivisione del progetto da parte del nostro Comune, l'accoglimento delle richieste relative agli interventi finalizzati all'adeguamento della viabilità provinciale e locale, alla riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico, al miglioramento dell'inserimento ambientale, paesaggistico e sociale dell'opera in oggetto, nonché in generale alla tutela della sicurezza e della salute dei cittadini;
Impegna il Sindaco e l'Amministrazione Comunale a riferire in Consiglio Comunale e alla cittadinanza, in un percorso partecipato, gli esiti del confronto sul progetto con il Ministero per l'Ambiente e la Tutela del Territorio, la Regione Toscana e la Società Autostrade per l’Italia SpA.
Da mandato al Presidente del Consiglio Comunale di dare massima diffusione del presente O.d.G. fra la cittadinanza e di provvedere all'invio dello stesso
• al Ministero per l'Ambiente e la Tutela del Territorio,
• al Ministero dei Beni Culturali,
• alla Società Autostrade per l’Italia S.p.A.,
• alla Regione Toscana,
• alla Provincia di Firenze,
• alla Provincia di Prato,
• al Comune di Barberino di Mugello,
• al Comune di Prato,
• ai comuni della Provincia di Firenze
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Segue la discussione con gli interventi, riportati nella trascrizione dei nastri registrati nella seduta, dei sigg.ri:
Assessore Papi, Alberti, Pinelli, Pineti, Fantini, Boretti, Martinelli Pier Luigi, assessore Papi, Settimelli, Squilloni.
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Nel corso della discussione dell'argomento sono entrati in sala i signori Settimelli e Alberti.
Al momento della votazione sono presenti, pertanto, n. 17 componenti il Consiglio.
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Al termine della discussione, l’ordine del giorno posto in votazione risulta approvato, nel testo proposto e sopra riportato, a seguito di votazione svoltasi per scrutinio palese che ha dato il seguente risultato, controllato dagli scrutatori e proclamato dal presidente:
PRESENTI n. 17 VOTANTI n. 13
ASTENUTI: Settimelli, Alberti, Fantini e Mangano. (n. 4)
VOTI FAVOREVOLI n. 13
VOTI CONTRARI n. ===
Non chiedendo altri la parola;
IL CONSIGLIO COMUNALE
prende atto e passa all'o.d.g.
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05/02/2005 9.05
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