Login

MET


Regione Toscana
Qualità dell’aria: necessaria normativa su emissioni odorigene
Le criticità degli impianti a biomassa, riscontrate soprattutto a Grosseto, al centro di due mozioni Pd e Lega approvate dal Consiglio regionale. Giunta chiamata a verificare il rispetto delle prescrizioni autorizzative e a prevedere l’obbligo di monitoraggio
È urgente una normativa regionale che regoli le emissioni odorigene su tutto il territorio della Toscana anche se ci sono zone, è il caso di Grosseto, che soffrono criticità segnalate da molti cittadini, organizzati ormai da anni in comitati per sostenere qualità dell’aria e salute pubblica. Il tema è stato oggetto di una intensa discussione in Consiglio regionale conclusa con l’approvazione di due distinte mozioni, presentate da Partito democratico e Lega.

Le emissioni prodotte in particolare dalle centrali a biomasse – Grosseto ne conta sette, alcune delle quali vicino all’ospedale e a zone a forte attrazione turistica – devono essere affrontate anche valutando un rafforzamento dei criteri autorizzativi, attraverso procedure di gestione che assicurino un limitato impatto odorigeno e, in generale, rassicurino la pubblica opinione sulla reale sostenibilità ambientale di questi impianti. Ne sono convinti Leonardo Marras e Fiammetta Capirossi, firmatari della mozione Pd – poi sottoscritta anche da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) e Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) –, che chiedono alla Giunta di “attivarsi per il rispetto delle prescrizioni rilasciate in sede di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti a biomassa”. In particolare per la “presenza significativa” di queste strutture sul territorio grossetano, ricordata da Marras. Da qui il secondo impegno all’esecutivo regionale: “individuare modalità di esercizio ecosostenibili”, anche attraverso una “normativa più circostanziata in tema di emissioni odorigene” e un “costante monitoraggio”. Il costo del monitoraggio, secondo quanto prevede un emendamento di Fattori e Pecori, deve essere “a carico dei gestori degli impianti”. Secondo i due consiglieri, il problema delle emissioni è reale, annoso e riferito a più zone della Toscana. “Anche Livorno ne è interessata”, ha detto Pecori ricordando l’attività di comitati: “Dove i cittadini si organizzano, le istituzioni hanno fallito”. Per il capogruppo Sì-Toscana a sinistra oltre il problema delle emissioni, occorre affrontare anche il tema della “sostenibilità degli impianti. Quelli a biomassa – ha spiegato – hanno un senso se bruciano, dentro un circolo virtuoso, materiale che arriva dalle zone circostanti”.

“Su questo tema occorre agire al più presto. Sulla salute pubblica non si può scherzare o perdere tempo”, ha dichiarato Marco Casucci (Lega), illustrando la mozione firmata anche dalla capogruppo Elisa Montemagni. Esprimendo soddisfazione per il voto dell’aula su entrambi gli atti, il consigliere ha segnalato la necessità di una migliore gestione degli impianti a biogas, affinché sia “limitato l’impatto odorigeno”. Rendere “compatibili con l’ambiente gli impianti a biogas”, è condizione necessaria e ancor più urgente visto che alcune zone del territorio toscano, si ricorda nella mozione dell’opposizione, anche a seguito dell’erogazione di incentivi comunitari, sono state interessate dalla realizzazione di impianti a biomasse. La Giunta regionale è quindi chiamata a “adeguare gli strumenti di pianificazione e programmazione in materia di qualità dell’aria”.

Sull’urgenza di trattare il tema delle emissioni in aria è intervenuto anche Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle): “Non mettiamo in discussione la tecnologia, ma visto che i problemi sono prevalentemente localizzativi, è giusto avviare una discussione per capire se, in futuro, sia necessaria una Via (Valutazione d’impatto ambientale, ndr) postuma”.

13/06/2019 8.32
Regione Toscana


 
 

Google


Vai al contenuto