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Redazione di Met
Le mostre del 2021 a Palazzo Strozzi
Dal 20 marzo al 25 luglio una grande rassegna racconterà l’arte moderna degli Stati Uniti. Dal 23 settembre al 23 gennaio 2022 sarà protagonista Jeff Koons
Dal 20 marzo al 25 luglio 2021 Palazzo Strozzi presenta American Art 1961-2001, una grande mostra che per la prima volta racconta l’arte moderna negli Stati Uniti tra due momenti storici decisivi, l’inizio della Guerra del Vietnam e l’attacco dell’11 settembre 2001, attraverso una straordinaria selezione di opere di celebri artisti come Jasper Johns, Donald Judd, Barbara Kruger, Robert Mapplethorpe, Kerry James Marshall, Bruce Nauman, Cindy Sherman, Robert Rauschenberg, Kara Walker e Andy Warhol.
A cura di Vincenzo de Bellis (Curator and Associate Director of Programs, Visual Arts, Walker Art Center) e Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi), l’esposizione celebra la grande arte americana in quarant’anni di storia dagli anni Sessanta agli anni Duemila attraverso più di 80 opere di 55 artisti americani tra pittura, fotografia, video, scultura e installazioni in prestito dal Walker Art Center di Minneapolis, uno dei più importanti musei di arte contemporanea del mondo.
Concepita per Palazzo Strozzi come unica sede, l’esposizione racconta la ricca e poliedrica produzione artistica americana, investigando il suo rapporto con le trasformazioni della società contemporanea e contribuendo a definire la ricca e complessa identità americana nel secondo Novecento. Le diverse generazioni di artisti americani sperimentano linguaggi che aprono alla ridefinizione dei confini dell’arte, unendo insieme tecniche e media diversi, e usano il potere dell’arte anche come strumento per affrontare temi come il consumismo e la produzione di massa, il femminismo e l’identità di genere, le questioni razziali e la lotta per i diritti civili.

Jeff Koons è protagonista a Palazzo Strozzi di una nuova grande mostra, la sua più importante esposizione mai realizzata in Italia, in programma dal 23 settembre 2021 al 23 gennaio 2022. Sviluppata in rapporto diretto con l’artista, a cura di Arturo Galansino e Joachim Pissarro, la mostra accoglie a Firenze alcune tra le opere più celebri di questo grande maestro contemporaneo che dalla fine degli anni Settanta a oggi si è imposto come una delle figure più importanti dell’arte globale.
Autore di opere che sono entrate nell’immaginario collettivo grazie alla loro capacità unica di unire cultura alta e popolare, dai colti riferimenti alla storia dell’arte alle citazioni del mondo della pubblicità e del consumismo, Koons trova nell’idea di “lucentezza” (shine) una delle principali caratteristiche della sua arte, dalla reinvenzione postmoderna del readymade alle grandi sculture in metallo perfettamente lucido che simulano giocattoli gonfiabili. Questo concetto va oltre una mera idea di decorazione o abbellimento: diviene la materia stessa dell’arte di Koons, unendo insieme esteriorità ed essenza.
Attraverso un’ampia selezione tra i più celebri dipinti e sculture della sua carriera, la mostra indaga il concetto di shine tra splendore e bagliore, preziosità e banalità, essere e apparire: un gioco di ambiguità che caratterizza il lavoro di Koons nell’utilizzo di materiali e soggetti che mettono in discussione il nostro rapporto con la realtà quotidiana e il concetto stesso di opera d’arte.

Jeff Koons, Rabbit

04/01/2021 13.03
Redazione di Met


 
 


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