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Regione Toscana
Piano Vaccini: non sprecare e non ritardare alcuna dose
La comunicazione dell’assessore alla Sanità Simone Bezzini nella seduta straordinaria del Consiglio regionale della Toscana. “Campagna multicanale per garantire massima efficienza e volumi giornalieri anche di 20mila/25mila somministrazioni al giorno”
Le priorità del Piano regionale seguono quelle definite a livello nazionale, il modello organizzativo messo a punto deve “necessariamente tenere conto della specificità dei singoli ambiti territoriali”, ma il principio di fondo della campagna vaccinale Toscana risponde al principio “non sprecare e non ritardare alcuna dose disponibile”.

Con queste premesse l’assessore alla Sanità, Simone Bezzini, interviene nella seduta straordinaria del Consiglio regionale e indica le linee attuative del Piano che devono tener conto dell’offerta vaccinale (tre quelli disponibili: Pfizer, Moderna e AstraZeneca, con diverse tipologie di conservazione e stoccaggio), dell’organizzazione e del funzionamento dei centri vaccinali nei diversi contesti, la registrazione di tutti i dati relativi alle somministrazioni eseguite, il monitoraggio della sicurezza e dell’efficacia della campagna, la formazione degli operatori a garanzia dell’uniformità delle procedure, le modalità di comunicazione. In particolare per questo ultimo punto, Bezzini rileva la “necessità di una campagna mirata”.

La pianificazione Toscana, dovendo seguire le caratteristiche dei vaccini disponibili, è articolata su due processi di distribuzione e conservazione. Nel modello definito “freeze”, il produttore, sempre sulla base delle coordinate stabilite a livello nazionale, spedisce le dosi direttamente ai punti individuati a livello regionale (in Toscana ci sono 12 Hub locali per stoccaggio, somministrazione o ulteriore distribuzione ad altri punti). Nel modello definito “cold”, il produttore spedisce ad un Hub unico nazionale. I punti locali, sulla base dell’andamento delle disponibilità, richiedono progressivamente il quantitativo di vaccini necessari e custodiscono le dosi secondo le specifiche tecniche fornite. I centri individuati sul nostro territorio per la consegna dei vaccini Moderna e AstraZeneca sono le farmacie ospedaliere di Prato, Livorno e Grosseto, per le tre aziende sanitarie locali. La consegna di Pfizer avviene anche negli hub delle aziende ospedaliere universitarie di Firenze, Siena e Pisa.

Considerata la disponibilità iniziale di un numero di dosi limitato, come previsto dal ministero della Salute, sono state seguite le indicazioni del Piano strategico nazionale relativamente alle prime categorie da vaccinare con il vaccino Pfizer-BioNTech: operatori sanitari e socio-sanitari, personale e ospiti delle Rsa. La copertura si è poi ampliata, sempre sulla base delle indicazioni dettate a livello nazionale e in relazione alla tipologia di vaccini. Sempre nella fase 1 rientrano anche gli anziani ultraottantenni, per i quali è iniziata la vaccinazione sempre con il vaccino Pfizer.

Nella fase 2, che richiede sempre vaccino Pfizer, hanno priorità di accesso le persone estremamente vulnerabili, quelle di età compresa tra 75 e 79 anni, segue la fascia d’età tra i 70 e i 74 e quelle con aumentato rischio clinico se infettate da Covid (a partire da 16 anni fino a 69). L’indice di somministrazione si chiude con le persone di età compresa tra i 55 e i 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico e quelle tra i 18 e 54 anni. Per queste ultime si procede secondo le categorie prioritarie incluse nella fase 3 del Piano nazionale, per le quali è già iniziata la vaccinazione in Toscana con AstraZeneca, come indicato dal Governo. La fase 4 riguarderà tutto il resto della popolazione.

Secondo i dati Istat, i residenti in Toscana nella fascia 60-79 anni sono 873mila 404 e gli ultra80enni sono 320mila 589. La popolazione affetta da una malattia cronica nella fascia di età 16-59 è pari a 274mila 467.

“La prima fase distributiva di Pfizer – ricorda Bezzini - è stata dimensionata non sulla base della popolazione generale delle singole regioni, ma sul numero di operatori sanitari e socio sanitari indicati dalle amministrazioni”.

Per attuare il principio di fondo del Piano vaccinale Toscana, “non sprecare e non ritardare alcuna dose disponibile”, si è provveduto a costituire un gruppo di lavoro composto da circa cento professionisti rappresentativi di tutte le professioni e discipline coinvolte nel processo. “Obiettivi del gruppo – dichiara l’assessore – definire le modalità operative per la ricezione e lo stoccaggio delle dosi alla consegna, sporzionamento e preparazione, definizione dei presidi ospedalieri e territoriali, messa a punto di un cronoprogramma di ipotesi vaccinale, definizione dell’arco temporale in cui si completa il primo ciclo vaccinale, sviluppo di un sistema di prenotazione”. “Tutti questi obiettivi sono stati completati”, assicura Bezzini. Il portale regionale Prenota Vaccino ha sfruttato anche l’esperienza maturata, proprio durante il periodo pandemico, con le piattaforme di prenotazione Rientro@scuola (oltre 60mila adesioni del personale scolastico in una settimana), Viaggi@sicuro (oltre 11mila rientri turistici da porti e stazioni in una settimana) e soprattutto Prenot@tampone (con oltre 312mila prenotati ad oggi nelle 24 ore successive)

Nel suo intervento Bezzini ricostruisce anche la “preparazione al secondo tempo della fase vaccinale”. “Gli ultra80enni sono più di 300mila e se aggiungiamo i cittadini tra 60 e 79 anni il totale supera quota 850mila”. Anche per questo, “visti i nuovi volumi di popolazione e di vaccini crescenti, abbiamo aggiunto nuovi canali e luoghi di somministrazione alle strutture ospedaliere. In primo luogo per rispondere al concetto di prossimità di somministrazione, in secondo luogo perché al tempo stesso va garantita per gli ospedali la prosecuzione della loro naturale attività”, spiega l’assessore.

Il gruppo di lavoro costituito ha quindi elaborato una “nuova mappa”, per “garantire la vaccinazione tenendo conto da un lato delle caratteristiche della popolazione, dall’altro per garantire alti volumi di vaccinazione in tempi molto stretti”.

Il nuovo sistema “potrebbe essere utilizzato, completamente e contemporaneamente, quando saranno disponibili tutte le dosi potenzialmente contrattualizzate e destinate alla nostra Regione, cioè dalle 400mila alle 700mila dosi al mese. Diversamente, lo scenario dovrà essere riadattato”.

Per la campagna degli ultraottantenni, avviata il 15 febbraio ed entrata nel vivo il 22 e affidata ai medici di medicina generale, e che quindi mette in gioco “2mila 700 vaccinatori, dei quali circa 2mila 300 hanno già operato sul portale”, è stata costruita una nuova piattaforma ad hoc.

“La Regione – conclude Bezzini – sta costruendo una campagna multicanale per garantire massima efficienza e volumi giornalieri anche di 20mila/25mila somministrazioni al giorno”. “Il Piano – assicura – verrà aggiornato costantemente secondo le indicazioni nazionali e con l’evolversi delle diverse fasi di distribuzione e con l’arrivo di nuove tipologie di vaccino, come ad esempio J&J, previsto per il secondo trimestre del 2021 e caratterizzato da una sola dose per ottenere la piena immunizzazione”.

“Siamo molto contenti che la prima fase della vaccinazione, quella del personale sanitario, sia andata bene – ha affermato Silvia Noferi (M5S) - Sorgono però alcuni dubbi, ad esempio sul reclutamento del personale”. Nella relazione, ha ricordato, si legge che dovrebbero arrivare fino a novecento professionisti, grazie al bando del commissario Arcuri, di cui 155 già in forza. “Dove sono? – ha chiesto - Ed il reclutamento degli specializzandi come è andato? Quanti si sono offerti? Quando si pensa di finire la campagna? E’ stata fatta una previsione?”. A suo parere l'unica questione seria da porsi è quella relativa alla produzione di vaccini in Italia ed ha sottolineato la necessità di dare un’informazione chiara ai cittadini.

“Siamo in una situazione molto complicata. Non c’è nulla di cui essere soddisfatti. C’è tutto per essere preoccupati – ha rilevato Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) - In Toscana siamo tre milioni e settecentomila persone. Non penso si possa annunciare oggi in maniera trionfalistica che ne abbiamo vaccinati 250mila. E’ un fallimento della politica”. A suo parere è necessario giungere alla sospensione dei brevetti dei vaccini e farli produrre anche dal tessuto produttivo toscano e nazionale. “Come si chiede ai ristoratori di chiudere i ristoranti – ha affermato – dobbiamo sospendere i brevetti e produrre i vaccini necessari”. Nella campagna vaccinale, al netto della prima fascia, non ci devono essere differenziazioni per categoria professionale e sociale. Inoltre si possono utilizzare gli studenti di medicina degli ultimi due anni, in cambio di crediti formativi. “Non c’è una parola nella relazione sull’utilizzo delle 1218 farmacie – ha aggiunto – Questo consiglio ha approvato una mozione all’unanimità. A fine anno rischiamo di non aver vaccinato neppure la metà della popolazione” ha rilevato.

“Non c’è trionfalismo. Ci sono dati e vengono confrontati con quelli di altre Regioni – ha replicato Enrico Sostegni (Pd), presidente della commissione Sanità – Abbiamo attivato i canali che possono permettere di raggiungere tutta la popolazione, appena i vaccini arriveranno. A questo affianchiamo la rete dei medici di medicina generale, che si è messa a disposizione degli ultraottantenni, che hanno più problemi ad accedere alla struttura”. A suo parere non è opportuno che le Regioni facciano saltare il tavolo di coordinamento europeo, che può portare vantaggi anche alla nostra comunità, ma è possibile avviare una produzione propria, ben sapendo che non è un problema di brevetti, ma soprattutto di organizzazione e di tempo.

“E’ l’unica Regione che ha avuto il coraggio di aprire le scuole, fare didattica in presenza e vaccinare tutti gli insegnanti. Non era né dovuto, né scontato - ha sottolineato Stefano Scaramelli (Italia Viva) – Vogliamo che ci sia la massima attenzione per le persone fragili, con disabilità, con malattie croniche o oncologiche, per le quali va organizzato anche l’approvvigionamento. Ci sono criticità, come per gli insegnanti che lavorano in altre Regioni, che devono essere affrontate”. Scaramelli ha chiesto inoltre di sostenere la ricerca sugli anticorpi monoclonali.

“Leggendo il piano, sembra quasi che aspettiamo la manna dal cielo, un qualcosa che non dipende da noi – ha osservato Andrea Ulmi (Lega), vicepresidente della commissione Sanità – I vaccini andiamo a cercarli , o comunque troviamo chi può aiutarci a metterli dentro le fialette. Diamo ai toscani il massimo possibile”.

“Se andiamo avanti di questo passo, ci vorranno tre anni per avere una immunità di gregge - ha affermato Marco Stella (Forza Italia) – In uno stato di emergenza, dove si chiudono ristoranti, attività commerciali, stabilimenti balneari, se le case farmaceutiche non ce la fanno, i loro brevetti devono diventare patrimonio comune”. A suo giudizio occorre fare scelte coerenti: “fra un avvocato ed un autista del trasporto pubblico, è quest’ultimo ad avere la precedenza.

“Contro l’assessore Bezzini sono state pronunciate in quest’Aula parole non giuste, la Regione ha compiuto uno sforzo immane e in sanità fare delle scelte è sempre veramente molto difficile”. Così la consigliera Donatella Spadi (Pd) respinge gli attacchi alla comunicazione dell’assessore regionale alla sanità. I fatti, spiega la consigliera, dicono che “la Toscana è giunta quasi a completare la fase 1”, che tra i molti risultati raggiunti, “sono stati messi in campo i medici di medicina generale. Creare un sistema software, ad esempio, è molto facile a dirsi e molto difficile da realizzare”. La consigliera ritiene “condivisibile l’idea di pensare alla produzione in Toscana, anche solo di fasi della preparazione di un vaccino”.


L’operato dell’assessore è al centro dell’attenzione anche del capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli: “All’opposizione è stato chiesto un atteggiamento di responsabilità, ma questo vale anche per l’assessorato. Avrei voluto conoscere – attacca Torselli - i dati che l’assessore irresponsabilmente fornisce ogni giorno alla stampa, creando incertezza nei territori” e cita su tutti Pistoia. “Avrei voluto sentire anche due parole su quello che è successo venerdì scorso, riguardo agli sms che sono circolati tra gli avvocati: dobbiamo pensare che una categoria può accedere prima di altre alla vaccinazione grazie ai buoni uffici di qualcuno in Regione?”.


Il terreno sul quale si è scelto di contrastare “il lavoro poderoso rappresentato da Bezzini, così come dal presidente Giani e che oggi l’assessore ha illustrato all’Aula”, sostiene la consigliera Federica Fratoni (Pd) “è quello della propaganda”. Chi vorrà, suggerisce, “potrà trovare in queste pagine informazioni assolutamente strategiche, anche per il lavoro che dobbiamo fare noi nei territori. Il mio invito è ad evitare strumentalizzazioni”.


Anche il capogruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli, evidenzia i risultati già raggiunti e le capacità dimostrate dalla Toscana: “Siamo entrati nella seconda e, speriamo, risolutiva fase, quella della vaccinazione, che la nostra Regione sta portando avanti con grande determinazione ed efficacia”. Ora, dice il capogruppo, “occorrono nervi saldi, serve muoversi con cautela, all’interno delle strategie nazionali ed europee. Sarebbe rischioso cercare di uscirne e tentare altre strade per l’approvvigionamento dei vaccini. Bisogna fare di tutto per avere maggiore produzione, ma i risultati non si misurano in termini di veemenza” conclude.


“Ci aspettavamo una comunicazione più attinente al momento che stiamo vivendo”, dichiara il portavoce dell’opposizione, Marco Landi (Lega). “Ad esempio, vorremmo sapere dall’assessore quando la Regione attiverà le prenotazioni per gli under 65, che ora sappiamo possono essere vaccinati con AstraZeneca. Oppure spiegazioni riguardo a un dato che ci dice, secondo i report governativi, come la Toscana sia in ritardo nella vaccinazione degli over 80: solo lo 0,3 per cento, penultima dopo il Molise, a fronte del quasi 9 per cento del Veneto e del 10 per cento dell’Emilia-Romagna”. O, ancora, “perché la Regione ha deciso di anteporre certe categorie ad altre? Forse sono stati compiuti errori di valutazione, non si è tenuta nella dovuta considerazione le effettive fasce di rischio. Di questo passo, disabili, malati cronici e altre categorie saranno vaccinate in estate”. E infine, il portavoce chiede “maggior credito e attenzione alle iniziative dell’opposizione, che meritano di essere tenute in considerazione e riconosciute”.

La consigliera Elisa Tozzi (Lega) rileva che “la carenza di vaccini è il fallimento della politica dell’Unione europea e l’Italia sconta questa gestione dilettantistica”. Adesso, prosegue, “bisognerà battere i pugni a Bruxelles”. Dalla Giunta, dice ancora Tozzi “vorremmo ora una road map, senza allarmismo. E invece manca un po’ la sostanza, mentre la pandemia continua a correre e serve una mobilitazione senza precedenti, prevenzione nei territori, organizzazione logistica”.

23/02/2021 18.58
Regione Toscana


 
 


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