Istituto Russell Newton
“Le sfumature del Ricordo”. Una mostra di giovani studenti per riflettere sulla storia dei profughi giuliano-dalmati
L'evento, all'Oratorio dei Vanchetoni a Firenze, è il risultato di un progetto di Formazione Scuola Lavoro della classe 4A del Liceo Scientifico Russell-Newton di Scandicci con Palleschi del Museo Sant'Orsola e il presidente Cecconi della Congregazione dei Vanchetoni
All’Oratorio dei Vanchetoni di via Palazzuolo 17 resterà aperta con ingresso gratuito la mostra di testi e grafica creativa “Le sfumature del Ricordo”, sui temi del “Giorno del Ricordo”, già inaugurata il 7 febbraio scorso.
La mostra è risultato di un progetto di Formazione Scuola Lavoro che si è sviluppato nella fattiva e vivace collaborazione tra gli studenti della classe 4 A Liceo Scientifico dell’Istituto “Russell-Newton” di Scandicci, le loro insegnanti professoresse Susanna Bino (Lettere) e Claudia Ciani (Disegno e Storia dell’Arte), il loro Tutor Aziendale dott.ssa Camilla Palleschi del Museo Sant’Orsola e il presidente della Congregazione dei Vanchetoni Stefano Cecconi.
Il progetto nasce dalle riflessioni e dalle emozioni suscitate da una mattinata di trekking urbano a Firenze nel novembre 2025, sulle tracce dei luoghi che accolsero i profughi giuliano-dalmati a Firenze a partire dal 1945.
Si è ripercorsa una storia rimasta a lungo sotto silenzio: la vicenda dei profughi giuliano-dalmati, più di 300.000 persone, che lasciarono la loro terra passata alla Jugoslavia di Tito con il Trattato di Pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947.
Costretti ad abbandonare terra, casa, lavoro, affetti, i profughi hanno affrontato una diaspora che li ha disseminati per tutta l’Italia e, tra molte incertezze, sono approdati in sistemazioni spesso improvvisate e inadeguate. Anche Firenze è stata coinvolta in questa storia: tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e il 1948 vi giunsero almeno 2000 profughi. Gli arrivi si intensificarono intorno al febbraio 1947, soprattutto dalla Venezia Giulia e in particolare da Pola, e proseguirono anche negli anni successivi. Il numero dei profughi a Firenze resta ancora difficile da quantificare con esattezza, come anche i luoghi che li accolsero.
I giovani autori hanno cercato di restituire la complessità dell’accoglienza ai profughi a Firenze attraverso riflessioni e emozioni tradotte in testi e immagini. Ad ogni opera esposta, gli autori hanno associato dei brani da loro ideati, che i visitatori della mostra possono ascoltare inquadrando i QR code presenti sui pannelli.
Chi visita la mostra potrà anche ripercorrere autonomamente il “Trekking urbano del Ricordo”, da cui il progetto ha preso avvio, utilizzando la brochure con la mappa dei luoghi e con brevi testi che li descrivono.
13/02/2026 9.50
Istituto Russell Newton