Regione Toscana
Irpet, i dati sulla transizione digitale in Toscana. Giani: "L’impegno della Regione"
Si è parlato anche di E-commerce, appalti digitali e partecipazione della Toscana ai programmi europei sul digitale.
Efficacia degli incentivi, competenze digitali, tecnologia e formazione. Questi i temi discussi nell’ambito del seminario organizzato dall’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana (IRPET) che si è svolto oggi a palazzo Strozzi Sacrati, dove si è parlato anche di E-commerce, appalti digitali e partecipazione della Toscana ai programmi europei sul digitale.
“Le risorse investite dalla Regione in questi ultimi anni nel processo di transizione digitale a tutti i livelli e specialmente nel portare connessione veloci ed accessibili a tutti – spiega il presidente Giani – iniziano a produrre risultati tangibili ed incoraggianti, in un quadro complessivo che presenta oggi un visibile sviluppo ed una crescente modernizzazione di una Toscana dove tuttavia ancora esistono criticità ed aree dove la disponibilità ed il livello di penetrazione delle infrastrutture digitali deve essere migliorato. Toscana ancora più diffusa e connessa: è questo uno dei settori di intervento dove l’impegno della governance regionale continuerà ad essere presente”
“La Toscana non parte certo da zero – aggiunge il direttore dell’IRPET Nicola Sciclone - ma il sistema produttivo mostra un certo ritardo nella sua propensione all’innovazione digitale e per colmarlo c'è un rischio di accentuazione nei processi di polarizzazione fra territori, settori e imprese data la presenza di situazioni e scenari economici diversi.”
“Le politiche di digitalizzazione – aggiunge Sciclone - sono strettamente intrecciate alle politiche formative, perché il tema è legato a quello della formazione delle competenze, ed i vantaggi della digitalizzazione si estendono oltre all'ambito strettamente produttivo, come il mercato degli apparti pubblici o il tema della sostenibilità ambientale per un uso più efficiente delle risorse naturali che la digitalizzazione, ad esempio in agricoltura, può consentire. Per un efficace funzionamento delle politiche occorre un mix di interventi che prevedono risorse ed anche servizi di accompagnamento, consulenza, formazione e soprattutto politiche che possono essere efficaci e modellate sulle diverse esigenze che ogni comparto ed ogni settore ha. Una sfida complessiva dove vincere significa non lasciare indietro nessuno e quindi assecondare le esigenze anche dei più fragili”.
Gli studi condotti dall’IRPET presentano un contesto regionale molto articolato e differenziato, dove emergono significative capacità competitive quando le politiche sviluppate dai singoli territori trovano sintonia con le strategie europee, mentre permangono difficoltà dove l’ecosistema generale dell’innovazione risulta ancora fragile e le imprese faticano a collaborare con il sistema pubblico della ricerca.
Infatti solo il 3% delle imprese innovative toscane lavora con le università, il 3% con i Digital Innovation Hub, mentre il 36% preferisce pagare consulenti privati e il 54% sceglie di provvedere in autonomia.
Dall’analisi di IRPET emerge anche un settore in crescita che in dieci anni può vantare +74% di occupati digitali ma nello stesso tempo descrive anche una Toscana dove Il 24% dei laureati toscani in professioni digitali a cinque anni dalla laurea lavora in Lombardia, mentre le imprese della regione che cercano questi profili incontrano difficoltà crescenti e il 68% delle posizioni ad alta competenza digitale risulta di difficile reperimento.
I dati diffusi da IRPET mostrano anche che gli incentivi pubblici sono efficaci se adeguatamente congegnati e integrati con servizi di accompagnamento di elevata qualità: un voucher per la digitalizzazione senza orientamento tecnologico genera 500 euro di produttività a lavoratore; lo stesso voucher abbinato a checkup aziendali, orientamento specializzato e supporto nella scelta dei fornitori vale 94 mila euro.
I processi di digitalizzazione stanno anche migliorando il mercato degli appalti pubblici. Tramite la piattaforma regionale START – operativa dal 2007, ben prima dell’obbligo nazionale del 2024 – è aumentata di 8 punti percentuali la probabilità di aggiudicazione per le piccole e medie imprese (dal 39% al 47%), sono cresciute del 15% le offerte per ogni lotto e i ribassi sono aumentati del 20%.
Sul fronte dei consumi, l’uso delle tecnologie digitali è ormai diffuso e la Toscana si distingue per il peculiare livello di convivenza fra acquisti on line e nella tradizionale modalità dove la presenza di un punto vendita fisico è premiante.
Infatti quasi il 90% della popolazione toscana accede a Internet per acquisti online, prenotazioni, pagamenti, home banking, fruizione di contenuti informativi e di intrattenimento e nello stesso tempo l’accesso virtuale a beni e servizi non sostituisce completamente l’acquisto fisico. Per molte categorie di beni, ed in in particolare gli alimentari, prevale un modello ibrido che integra canali online e tradizionali.
Da tener presente, secondo i dati diffusi da IRPET, la persistenza del digital divide, sempre meno spiegato dalla disponibilità e possibilità di accesso alle infrastrutture ed agli strumenti e sempre più da fattori individuali: età elevata, basso titolo di studio, minori competenze, diffidenza verso gli strumenti online. Questo ha una diretta ricaduta sulle imprese: la domanda digitale cresce dove crescono competenze e fiducia dei consumatori.
Di assoluto rilievo resta il ruolo dell’intervento regionale: la strategia S3 ha mobilitato 274,9 milioni di euro di investimenti, di cui il 41% destinato al digitale (112,9 milioni), con un moltiplicatore di 2,36. Questo significa, in base ai dati IRPET, che ogni euro pubblico ne attiva più di due di investimenti totali. Quindi dove la Toscana combina governance territoriale con priorità strategiche europee (digitale, energia, manifattura avanzata), l’ecosistema funziona e riesce a competere a livello internazionale.
17/04/2026 13.40
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