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Regione Toscana
Consiglio della Regione. Sanità: indennità di Pronto soccorso, in commissione regionale audizione delle organizzazioni sindacali
Nella seduta di questo pomeriggio sentiti Nursind, Cisl Fp, Fials, Nursing Up e Cgil e Uil Fpl Toscana
La commissione Sanità, presieduta da Matteo Biffoni (Pd) ha tenuto nel pomeriggio di ieri (mercoledì 22 aprile) le audizioni delle organizzazioni sindacali Nursind, Cisl Fp, Fials, Nursing Up. L’audizione era stata richiesta dalle stesse sigle sindacali, in merito alla diffida a firma congiunta che hanno inviato all’assessorato regionale per il diritto alla salute, sull’adozione della delibera della Giunta regionale 245 del 02/03/2026. Successivamente, sono state sentite anche Cgil Toscana e Uil Fpl Toscana, che avevano a loro volta richiesto l’audizione in commissione per fornire un contributo sui temi della sanità toscana, compreso quello delle indennità di Pronto soccorso spettanti al personale sanitario.

“Questa commissione sta cercando di approfondire un tema che ha visto anche la manifestazione che si è svolta davanti a questo palazzo. Intendiamo farci un’idea ben precisa, il tema del giusto riconoscimento al personale che lavora in Pronto soccorso ci accomuna tutti”, ha detto il presidente Matteo Biffoni.

La questione, che è stata anche oggetto di una risposta dell’assessora Monia Monni a un’interrogazione di Forza Italia in Consiglio regionale, riguarda le indennità erogate al personale di Pronto soccorso per le annualità 2023-24. “Le risorse stanziate a livello nazionale sono state corrisposte dalla Regione Toscana non applicando il coefficiente del 7,77 per cento indicato dal nuovo nazionale contratto che le nostre organizzazioni (al contrario di Cgil e Uil, ndr) hanno firmato”, ha spiegato Andrea Nerini, segretario generale della Cisl Toscana funzione pubblica. “Con l’assessorato abbiamo avuto un’ora di confronto e niente più. In altre Regione quel coefficiente è stato applicato ed è stato specificato tutto. Per la Toscana, stiamo parlando di differenze che vanno da 2milioni nel 2023, a 3milioni nel 2024, fino a 5milioni per il 2026”. Secondo Giampaolo Giannoni (Nursind) “abbiamo chiesto alla Regione, già a novembre, di aprire il confronto, c’era attesa, dopo la disposizione del Governo, per questo segnale di valorizzazione del personale”. Si tratta di un “aspetto fondamentale che riguarda le relazioni sindacali”, ha osservato Massimo Ferrucci (segretario regionale Fials). “La scelta di applicare il coefficiente del 6,30 si basa sul Fondo sanitario nazionale, ma l’interpretazione a nostro giudizio non è corretta”.

Il consigliere Andrea Vannucci (Partito democratico) ha fatto riferimento in proposito a “una nota del Ministero della salute, che nel giugno scorso esplicita il riferimento al Fondo sanitario nazionale. Credo anche – ha aggiunto – che la Toscana sconti una ripartizione che va per quota di accesso”. Secondo il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (Fratelli d’Italia), “La Regione Toscana sta andando contromano, mentre le altre Regioni applicano il coefficiente più alto, senza che questo sia stato loro contestato. Che lo faccia a torto o a ragione, sarebbe auspicabile una scelta al rialzo, per riconoscere il massimo possibile ai lavoratori del Pronto soccorso, così come è accaduto in altre Regioni”. Per il vicepresidente della commissione Enrico Tucci (FdI), “è evidente che le relazioni sindacali con l’assessorato sono risultate inesistenti e devono essere riportate a un livello di correttezza, anche formale. Il criterio da preferire per il calcolo delle indennità è prendere a riferimento il contratto nazionale. Il Pronto soccorso è l’argine che impedisce che gli ospedali siano travolti”, ha concluso.

Il consigliere Diego Petrucci (FdI) ha affermato che “a mio parere il corto circuito in Toscana è dovuto al fatto che la Cgil non è tra i firmatari del nuovo contratto. Faremo le barricate su questo tema, il Governo ha sbloccato le risorse dopo che per anni ci siamo scontrati sul tetto di spesa per la sanità, la Toscana potrebbe in ogni caso corrispondere la differenza integrando le somme con fondi propri. È quanto chiederemo alla regione”. La consigliera Serena Spinelli (Pd) ha voluto ribadire che “nessuna forza politica qui sottovaluta l’impatto del lavoro in Pronto soccorso” e ha fatto presente che la Toscana “potrebbe risultare penalizzata sul Fondo nazionale per la presenza di un maggior numero di operatori pubblici in Sanità”. Per Lorenzo Falchi, capogruppo di Alleanza verdi e sinistra, “c’è un’esigenza di approfondimento sulle politiche del personale e sulla sua valorizzazione: qui si gioca la partita della trasformazione del sistema sanitario”. Secondo l’altro vicepresidente della commissione, Federico Eligi (Casa riformista), “dovrebbe partire con la seduta di oggi un percorso che metta insieme i bisogni del personale e della comunità. Siamo di fronte a una nuova sfida che la Regione ha davanti, con un modello diverso incentrato sulla sanità territoriale, con le Case di comunità”.

Alessandro Giorgetti (segretario generale della funzione pubblica Cgil Toscana) ha spiegato le ragioni che hanno portato alla scelta di non firmare il contratto nazionale (“l’aumento per i lavoratori della sanità è stato di 50 euro”) e quanto alla questione delle indennità di Pronto soccorso “tutte le risorse assegnate alla Toscana devono arrivare più velocemente possibile alle lavoratrici e ai lavoratori. Ad oggi per il 2023 e il 2024 ne è arrivato soltanto un pezzo, l’altro pezzo deve arrivare attraverso la contrattazione aziendale, c’è poi da mettere a terra tutte le risorse per l’anno 2025 e quanto al 2026 ci deve essere ancora la ripartizione tra le Regioni”.

Per Pietro Casciani segretario Uil Fpl Toscana, “non abbiamo firmato il contratto nazionale perché ci porta verso la Sanità privata” e quanto alla questione delle indennità di Pronto soccorso “è uno degli elementi che porta a creare differenza”.

23/04/2026 10.25
Regione Toscana


 
 


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