Comune di Vicchio
Vicchio: Marcia di Barbiana, sabato 23 maggio la XXV edizione
Tema: “Appello alle donne e agli uomini di buona volontà”
Quando il 7 dicembre 1954 don Lorenzo Milani arrivò a Barbiana non c’erano strade, né acqua né luce. Una minuscola località isolata sulle pendici del monte Giovi, una chiesetta con la canonica, boschi, campi e case sparse di famiglie contadine. In quell’esilio ecclesiastico don Lorenzo trasformò la canonica in una scuola rivoluzionaria per i figli dei contadini e dei poveri. Nella “Scuola di Barbiana” il priore insegnava che “la parola fa eguali”, parola quale strumento fondamentale di emancipazione, uguaglianza e giustizia sociale.
Ancora una volta, sabato 23 maggio, da Vicchio si salirà a piedi fin su a Barbiana per ricordare questa figura significativa del Novecento e i suoi insegnamenti, quella straordinaria esperienza educativa e formativa. La Marcia di Barbiana giunge alla 25esima edizione, il tema che l’accompagna è “Appello alle donne e agli uomini di buona volontà”. A promuoverla l'Istituzione culturale “Centro di Documentazione Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana’, la Fondazione Don Lorenzo Milani, l'Associazione Gruppo Don Lorenzo Milani di Calenzano insieme al Comune di Vicchio, con il patrocinio di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Unione dei Comuni del Mugello. L’appello per la Marcia è stato condiviso e sottoscritto da tutte e tre le realtà milaniane.
“La voce di don Lorenzo Milani - come si legge nell’“Appello alle donne e agli uomini di buona volontà” - è oggi un monito ancora più forte col suo messaggio chiaro e potente. Occorre una reazione responsabile da parte di chi crede nella non violenza e fa dell’educazione alla pace l’essenza stessa della pratica pedagogica”.
Il programma prevede alle ore 9,30 ritrovo al Lago Viola, alle ore 10 la partenza della marcia e arrivo a Barbiana alle ore 11 circa con i saluti istituzionali e gli interventi di: Angela Verdecchia, rappresentante Rete Studenti Medi; Andrea Fiori, sindaco di Montopoli di Sabina; Serena Spinelli legge Rosy Bindi; Emiliano Biadene, priore di Cellole; Meri Nanni, preside dell'I.C. di Scarperia e San Piero; Marco Bini, Consulta dei Giovani di Scarperia e San Piero: Valeria Kozeletzka, Comunità Rondine; Waqar Khalid, rappresentante sindacale dei rider.
A seguire, consegna attestati del bando rivolto alle scuole di ogni ordine e grado “Scuola di Pace e Costituzione, Scuola di Barbiana, Scuola che vorrei” .
Si riporta il testo integrale “Appello alle donne e agli uomini di buona volontà”:
APPELLO ALLE DONNE E AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’
Nelle relazioni internazionali assistiamo sempre più ad una inaccettabile affermazione del primato della forza e della violenza e alla delegittimazione del diritto internazionale, della diplomazia e degli organismi sovranazionali.
Con questa deriva si intreccia un inquinamento culturale e morale che altera l’interiorità degli individui e le relazioni interpersonali.
Il vuoto interiore, la mancanza di certezze, la paura dominante, la ricerca assurda di una sicurezza individuale sono tratti della cultura “occidentale”, i presupposti su cui si reggono violenza diffusa e cultura della guerra.
I risultati sono evidenti: disastri umanitari, corsa al riarmo, militarizzazione delle menti.
La scuola italiana vive enormi difficoltà nell’adempiere al compito di formare coscienze critiche, cioè cittadini che esercitano il ruolo di sovrani loro assegnato dalla Costituzione: la responsabilità costituzionale degli insegnanti e l’autonomia didattica delle scuole sono fortemente messe in discussione e l’opera di tanti coraggiosi insegnanti che continuano, giorno dopo giorno, ad educare ai valori costituzionali rimane isolata.
La voce di don Lorenzo Milani è oggi un monito ancora più forte col suo messaggio chiaro e potente. Occorre una reazione responsabile da parte di chi crede nella non violenza e fa dell’educazione alla pace l’essenza stessa della pratica pedagogica.
Questo è lo spirito di don Milani: la fede nell’uomo possibile, non così com’è ma come può essere. Il primato della coscienza della Lettera ai giudici impone un’opzione per la pace non generica ma netta nell’adozione dei metodi della non violenza, nell’operare attivamente per la risoluzione pacifica dei conflitti, nell’abbandono della falsa deterrenza degli armamenti e rilanciare, dando loro più poteri, gli organismi sovranazionali.
La scelta dei poveri, della scuola per gli ultimi, è in don Milani la consapevolezza che i poveri sono i veri depositari della speranza umana nel futuro. L’attuale mortificante impotenza della cultura “occidentale” e della cultura politica in particolare, a progettare il futuro trova l’antidoto nello sguardo dei ‘nuovi ultimi’ e di coloro che riescono a convertirsi alla loro lezione.
Alla scuola s’impone di ritrovare la sua dignità esercitando un ruolo decisivo nell’elaborare una cultura della pace in alternativa ad un sapere inadeguato ai fini che la coscienza si trova davanti.
La “cultura della pace” comporta lo svelamento delle menzogne, quali l’ineluttabilità della guerra, e l’individuazione del quoziente di violenza che ci circonda a cominciare dalle categorie amico/nemico e patrioti/stranieri. Implica la formazione di cittadini che accettano le leggi ma sono pronti a disobbedirvi pagando di persona, per migliorarle, per cambiarle, che ampliano lo sguardo alle altre culture e ai problemi che affliggono gli altri popoli.
L’educazione alla pace è principio di responsabilità ineludibile che ogni uomo ha verso il prossimo e verso ogni altro essere umano, soprattutto nei confronti dei più bisognosi ed emarginati nella scuola e nei luoghi istituzionali e non istituzionali dell’aggregazione umana.
Questa nostra dichiarazione di pace si fa appello rivolto agli educatori e a tutti perché nessuno si rassegni alla guerra comunque denominata (giusta, inevitabile, democratica, chirurgica) e nessuno si dimetta dalla propria responsabilità umana e civile.
Non c’è altra speranza per l’umanità che farlo tutti insieme!
Con questo carico di impegno sabato 23 maggio 2026, vi chiediamo di partecipare alla Marcia di Barbiana, con partenza alle ore 10:00 dal Lago Viola (Vicchio), dove da 25 anni come sorelle e fratelli si ritrovano coloro che credono che la pace venga prima di tutto.
14/05/2026 17.37
Comune di Vicchio-ufficio stampa