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Redazione di Met
“JOCONDE. DA MONNA LISA ALLA GIOCONDA NUDA”
Tutte le informazioni sulla mostra al Museo Ideale Leonardo Da Vinci
Fino al 30 settembre 2009 - Orario: tutti i giorni, ore 10-19
Gioconda nuda Munchenglanbach
Dal 14 giugno al 30 settembre il Museo Ideale Leonardo Da Vinci riapre al pubblico dopo
cinque mesi con un’esposizione sorprendente su uno dei più interessanti argomenti della
storia dell’arte: “Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda”, a cura di Agnese Sabato e
Alessandro Vezzosi, con la consulenza di Carlo Pedretti e di altri esperti internazionali.
L’obiettivo di questa mostra-evento è quello di fare il punto sulle origini, la fortuna e i “misteri”
della Gioconda (a partire dalle problematiche della committenza, identità e datazione, e della
bottega leonardesca), con un lavoro che continuerà nel tempo per la catalogazione di tutte le
Gioconde del mondo. Si tratta di un work in progress che, al di là dell’evento espositivo, si propone
di documentare e confrontare tutte le Monne Lisa e le Gioconde del mondo, dal Cinquecento a oggi.
La mostra presenta migliaia di immagini fra opere, reperti, documenti e multimedialità, compresi
dipinti originali del XVI secolo esposti per la prima volta.
L’esposizione si articola in due parti: una storica e una contemporanea.
La prima comprende opere originali sconosciute, per esempio due versioni di “Gioconda nuda”
riferite in antico a Leonardo, una delle quali era appartenuta al cardinale Fesch, zio di Napoleone
Bonaparte e grande collezionista (possedeva anche il “San Girolamo” di Leonardo, oggi nei Musei
Vaticani). O ancora una tavoletta riscoperta nei depositi degli Uffizi e restaurata per l’occasione;
e, dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il “Diario” della visita del cardinale d’Aragona a
Leonardo, nel 1517 ad Amboise con la descrizione della “Gioconda” (o della “Gioconda nuda”?).
Vengono messe a confronto le immagini di varianti della “Gioconda” del Louvre (sparse in tutto il
mondo) e della “Gioconda nuda” (di cui si deve ancora individuare la possibile invenzione e
autografia di Leonardo); documenti sulle biografie e le tracce dei luoghi della Gioconda (venti città
e paesi da Firenze a Parigi, da Greve a Dumenza, da Arezzo a Napoli, da Vinci a Chantilly, da
Lagonegro ad Amboise... tra storia, arte, geografia e mito); la fortuna della “Gioconda” e della
“Gioconda nuda” nelle incisioni tra XVII e XIX secolo e nelle sculture (per esempio un marmo
neoclassico).
La parte contemporanea inizia con il furto del 1911 e procede con protagonisti dell’arte del XX
secolo a partire da Duchamp, con l’Omaggio a Jean Margat (all’artista piuttosto che allo scienziato
e collezionista, nel cinquantenario della storica rivista «Bizarre» con i suoi trattati di
“Giocondologia” e “Giocondoclastia”), e agli artisti attuali, fra pittura e grafica digitale, moda e
design. Si conclude con il più ampio repertorio iconografico digitale in un caleidoscopio
dell’immagine, e con spettacolari esami scientifici eseguiti sull’originale del Louvre da Pascal Cotte
(Lumiere Technology), compresa una spettrografia di 4 metri per 3.
In parallelo, fino a settembre si raccoglieranno le “testimonianze”, ipotesi e interpretazioni, di
storici d’arte e scienziati per un convegno internazionale che si concluderà con un “processo”
teatrale, istruito e messo in scena (a ottobre) da magistrati e avvocati.
CON IL PATROCINIO DI: CAMERA DEI DEPUTATI, REGIONE TOSCANA, PROVINCIA DI FIRENZE, APT FIRENZE,
CIRCONDARIO EMPOLESE VALDELSA, COMUNE DI VINCI, COMUNE DI FIRENZE, VILLE D’AMBOISE, FIDAM,
FONDAZIONE PRIMOLI
La mostra prosegue fino al 30 settembre 2009 - Orario: tutti i giorni, ore 10-19
Informazioni: Tel 0571-56614 / 0571-56296 / Fax 0571-567986 / info@museoleonardo.it

IL TEMA DELLA “GIOCONDA NUDA” FRA NUOVE RICERCHE E RISCOPERTE

Leonardo “inventò” un tema iconografico che per la dinamica della figura, la frontalità dello
sguardo, la posizione delle mani e la concezione spaziale del paesaggio, con colonne ai lati, è in
evidente rapporto con la “Gioconda” del Louvre. Essendo nuda, si può definire “Gioconda nuda” ed
è stata denominata talvolta “Monna Vanna” o considerato il ritratto di una cortigiana o di una
meretrice.
Questo soggetto è stato trascurato in relazione al corpus pittorico di Leonardo ed è rimasto
sconosciuto al grande pubblico. Pone invece molti interrogativi importanti che l’attuale mostra
nel Museo Ideale Leonardo Da Vinci rilancia all’attenzione esponendo due importanti
versioni pittoriche praticamente sconosciute, in antico attribuite anche a Leonardo (e che ora
saranno sottoposte a indagini storico-artistiche e scientifiche), e due antiche incisioni da altri dipinti
(pure tradizionalmente considerati di Leonardo stesso) e documentando varianti riferite alla sua
scuola lombarda (le più prossime al maestro, per le quali si menziona soprattutto l’allievo prediletto
Salai) o fiamminga (rielaborate successivamente, per esempio da Joos van Cleve).
Come per una ricerca mediatica: “chi l’ha vista?”
Leonardo ideò soltanto la “Gioconda nuda”, disegnandola, o la dipinse? Da solo o con la
collaborazione di allievi? Qual è e dove si trova la prima invenzione? In quali versioni il maestro
potrebbe essere intervenuto a fianco degli allievi?
Stanno pervenendo segnalazioni, tutte ancora da verificare, di opere in collezioni sconosciute…
Per esempio, solo una volta, Carlo Pedretti ha pubblicato, nel 1996, la foto in bianco e nero,
ritrovata fra le carte del Soprintendente di Milano, Giorgio Nicodemi, di una “Gioconda nuda” che
tiene in mano un gioiello ovale in cui si riconosce il profilo di Leonardo con la scritta “Leonardo da
Vinci 1501” (data che lascia dei dubbi). Dove si trova questo dipinto? Chi lo sa, chi l’ha visto?
Per il Museo Ideale si tratta ora di continuare la ricerca di tutte le “Gioconde nude” (dalla
Repubblica Ceca alla Spagna, da Inghilterra e Germania fino a Las Vegas…), di approfondire la
conoscenza delle singole opere, effettuandone analisi scientifiche (verificando alterazioni e restauri)
e infine di metterle a confronto.
Per esempio, alcune “Gioconde nude” sono state trasferite da tavola su tela, con probabili
integrazioni e ridipinture. Questo stesso procedimento, caratteristico del XIX secolo, è stato
eseguito per numerose versioni e varianti della “Gioconda” del Louvre, come per esempio quella
che abbiamo ritrovato a Roma presso la Camera dei Deputati e ridenominato la “Gioconda del
Parlamento”; sul retro rivela ora interessanti vicende di collezionismo (raccolta Torlonia…) e di
trasporto su tela (quando si trovava in Francia).

Buon compleanno Monna Lisa
e le ricerche sulla Gioconda nuda

Nuove riscoperte e ulteriori indizi sono scaturiti dalle ricerche sulle Gioconde, in particolare
sulla “Gioconda nuda” dopo l’inaugurazione della mostra “Joconde. Da Monna Lisa alla
Gioconda nuda” nel Museo Ideale Leonardo Da Vinci e dopo le celebrazioni virtuali per
l’anniversario della nascita di Monna Lisa Gherardini.
Altre Gioconde nude, ma del nord Europa
La mostra allestita nel Museo Ideale evidenzia soprattutto la tipologia di “Gioconda nuda” più
vicina a Leonardo, cioè di scuola lombarda. Ne sono al centro i due dipinti originali, un tempo
attribuiti a Leonardo, e le due incisioni: opere esposte per la prima volta insieme e di cui è iniziato
lo studio storico artistico e scientifico a confronto con le altre versioni.
Della stessa tipologia si sta cercando, in particolare, il dipinto che risulterebbe esposto a Las Vegas
negli anni Sessanta.
Stanno emergendo altre varianti finora sconosciute della “Gioconda nuda” (di tipo nordico),
attribuite a pittori fiamminghi influenzati da Leonardo, come Joos van Cleve; per esempio quella
individuata in Germania a Mönchengladbach.
Chi l’ha vista?
Ma non si hanno ancora notizie del dipinto raffigurato nella foto in bianco e nero, pubblicata solo
una volta nel 1996 da Carlo Pedretti, ritrovata fra le carte del Soprintendente di Milano, Giorgio
Nicodemi, senza dati circa la collocazione del quadro. Si tratta di una “Gioconda nuda”, del tipo
nordico, che tiene in mano un gioiello ovale in cui si riconosce il profilo di Leonardo con la scritta
“Leonardo da Vinci 1501” (data che tuttavia lascia dei dubbi). Dove si trova questo dipinto? Chi lo
sa, chi l’ha visto?
L’invenzione è tutta di Leonardo?
Del resto, tutta la problematica della “Gioconda nuda” pone diversi interrogativi a cui la mostra di
Vinci cerca di rispondere. Leonardo ideò soltanto la “Gioconda nuda”, disegnandola, o la dipinse?
Da solo o con la collaborazione di allievi? Qual è e dove si trova la prima invenzione? In quali
versioni il maestro potrebbe essere intervenuto a fianco degli allievi?
È necessario verificare tutte le nuove segnalazioni e riscoperte, ponendole a confronto per arrivare a
ragionevoli ipotesi.
Si deve ancora accertare se il disegno frammentario che si conserva fra le carte leonardiane della
Biblioteca Reale di Windsor (RL 12793) sia in rapporto con la “Gioconda nuda” e autografo di
Leonardo.
Il compleanno di Monna Lisa e i luoghi della Gioconda
Nasce un nuovo appuntamento annuale, celebrativo ma non retorico.
Monna Lisa Gherardini è famosa per essere tradizionalmente identificata con la “Gioconda” del
Louvre. Pochi sanno che questa figlia di Lucrezia del Caccia e di Antonmaria di Noldo Gheradini
(che allora possedeva case e terreni nel Chianti, in particolare nei dintorni di San Donato in Poggio,
in San Lorenzo a Cortine, San Michele a Montecorboli, Santo Stefano a Monteficalle,… da San
Silvestro a La Ripa), era nata a Firenze il 15 giugno 1479, nel popolo di Santa Felicita, quartiere di
Santo Spirito, gonfalone Unicorno, in una casa dei Corbinelli, in Via Maggio (all’angolo con Via
Sguazza, come precisato da Giuseppe Pallanti).
Lo hanno ricordato, a Vinci, il Museo Ideale (nell’ambito della mostra “Joconde. Da Monna Lisa
alla Gioconda nuda”) e, a San Francisco (in California), “Mona Lisa Revealed” con un “Birthday
party” per la presentazione del film prodotto da Caroline Cocciardi che documenta le ricerche
scientifiche sulla “Gioconda” del Louvre dello scienziato francese Pascal Cotte (Lumiere
Technology), ora in mostra a Vinci.
Monna Lisa Gherardini ha ormai 530 anni, ma nel dibattito sull’identità controversa della
“Gioconda” ha una vitalità straordinaria. La mostra di Vinci si concluderà con un processo teatrale
per accertare proprio l’identità, oltre alla committenza e alla datazione, del capolavoro del Louvre.
Sempre cose nuove cercando… e scoprendo
Si arricchisce il repertorio dei luoghi della Gioconda tra storia, arte, geografia e mito, da Firenze a
Parigi, attraverso Lagonegro, Dumenza, Amboise...
Intanto continuano a pervenire segnalazioni di artisti contemporanei e reperti del Leonardismo (da
tutti i continenti, compreso un poema dal Brasile), che arricchiscono la mostra di opere, oggetti e
immagini digitali.
Sempre con l’obiettivo di esporre o almeno documentare tutte le Gioconde, dal Cinquecento a oggi.
(A cura di Alessandro Vezzosi)
􀈃

Museo Ideale Leonardo Da Vinci

È il primo museo che tratta la complessità e molteplicità di Leonardo artista,
scienziato, inventore e designer anche in rapporto alla sua biografia, ai suoi territori
e alla sua attualità.
La collezione comprende originali antichi (dipinti della bottega e scuola di
Leonardo) strumenti e reperti del suo tempo e della sua terra natale (come il
“Ritrecine di Leonardo”), rare incisioni (compresi due “Nodi” del 1505-7 incisi da
Dürer su disegno di Leonardo); modelli ricostruiti ad arte dai suoi progetti;
meraviglie del Leonardismo (fino a due autografi di Duchamp)...
Inaugurato nel 1993 negli spazi evocativi della Galleria sotterranea e dell’Antica
Cantina del Castello di Vinci (definiti “Museo” già da Garibaldi nel 1868), è una
meta indispensabile per chi vuole conoscere Leonardo, anche perché presenta
continuamente nuove interpretazioni e acquisizioni, come un laboratorio di ricerche
e riscoperte.
Con il “Labirinto dei Vinci” (1.500 piante di salice purpureo, in antico “vinci”), il
“Sentiero di alberi e fiori diversi” (che inizia con l’alloro del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e continua con il melograno del Presidente
Giorgio Napolitano e altri simboli scelti da protagonisti della cultura contemporanea)
è cominciata la realizzazione del “Giardino di Leonardo e dell’Utopia” come sezione
a cielo aperto del Museo Ideale e parco tematico del “Centro di arte-natura-scienza
per la Toscana di Leonardo”.Recentemente è stato inoltre realizzato il “Nodo
infinito”, un “nodo vinciano” di rose che interpreta quelli dell’Achademia Leonardi
Vinci e della Gioconda di Leonardo.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha definito il Museo Ideale e il
Giardino di Leonardo: “un’esperienza unica in Europa che onora il genio di
Leonardo in uno spazio dove arte, natura e scienza si fondono con forti significati
poetici, simbolici ed estetici e sottolineano l’universalità e la molteplicità delle
attività e degli interessi di Leonardo, come invito alla pace e al dialogo fra culture
diverse”.
Il Museo cura eventi culturali e mostre itineranti in Italia e all’estero. Per Carlo
Pedretti, il più qualificato studioso di Leonardo, il Museo Ideale rappresenta “un
faro sul passato, una finestra sul futuro”.
Dal 14 giugno al 30 settembre 2009 ha luogo la mostra-evento:
“Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda”.

Una delle Gioconde nude leonardesche in mostra a Vinci

Derivazione Gioconda nuda con profilo di Leonardo

25/06/2009 11.08
Redazione di Met