“Revocare in via definitiva la sentenza di condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani” è questa la richiesta della Giunta Comunale di Pelago che nei giorni scorsi ha approvato un ordine del giorno sull’argomento.
Sakineh, come ormai tutti sanno, visto che la questione è divenuta di dominio internazionale, è una donna iraniana di 43 anni madre di due figli, nel braccio della morte dal 2006 con una condanna a morte tramite lapidazione per il reato di adulterio. I figli della donna hanno reso di dominio pubblico in tutto il mondo la situazione, tanto che è iniziata una mobilitazione internazionale tesa ad impedire la condanna. “Non avendo sufficienti elementi di giudizio – afferma la Giunta di Pelago - non intendiamo entrare nel merito della questione, non sta a noi stabilire se questa donna abbia commesso il fatto che le viene imputato, se sia colpevole o innocente. C’è però una cosa in questa vicenda che possiamo sostenere, che la pena di morte è in ogni caso contraria ad ogni forma di democrazia e al rispetto della vita umana”.
La Giunta, convinta di esprimere i sentimenti di tutti i cittadini di Pelago ed in continuità storica con il fatto che fu proprio la Toscana la prima nel mondo ad abolire la pena di morte nel 1786 “rivolge un pressante e formale appello alle autorità iraniane, affinché revochino in via definitiva la sentenza di condanna a morte di Sakineh” e “auspica che anche in Iran prevalgano le ragioni che portano all’abolizione della pena di morte”.
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