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Redazione di Met
Sabato 30 novembre, da Firenze a Empoli a Prato "città per la vita contro la pena di morte"
Le iniziative promosse dalla Comunità di Sant'Egidio in collaborazione con Comuni, scuole e comunità religiose. Preghiera alle 20.30 nella chiesa di Santa Maria dei Ricci. E nascono collaborazioni Oltreoceano
Città per la vita contro la pena di morte
"Giornata internazionale delle città per la vita - città contro la pena di morte". Il 30 novembre del 1786 venne abolita, per la prima volta, la pena di morte in uno Stato, il Granducato di Toscana. Da allora molta strada è stata fatta nel cammino che porta all’abolizione della pena capitale nel mondo. Ma tanto si può e si deve fare ancora contro questo strumento altamente inumano oltre che inutile, dato che non funziona come deterrente e riduce gli Stati a meri esecutori di ingiustizia.

La Comunità di Sant’Egidio, che negli ultimi anni ha portato avanti una campagna in tutti i continenti per giungere ad una moratoria universale, ha invitato le comunità religiose, domani, 30 novembre, e nei giorni successivi, a condividere un'intenzione di preghiera perché "si diffonda una cultura di pace e rispetto della vita umana e presto sia abolita la pena di morte in ogni parte del mondo". Hanno aderito, intanto, i benedettini olivetani di San Miniato, le suore Serve di Maria, il movimento dei Focolari, la Chiesa Battista.

A Firenze, alle ore 20.30 nella chiesa di Santa Maria dei Ricci, in via del Corso, si pregherà per i condannati a morte, compresi quelli che sono amici di penna di tanti abitanti del territorio metropolitano fiorentino.

La città di Empoli, in occasione della Festa della Toscana 2019, si è unita alla campagna promossa da Sant'Egidio ‘Cities For Life, Cities Against the Death Penalty'.
L’adesione di Empoli a “Cities for life/Cities against the Death Penalty” è stata stabilita nei giorni scorsi dalla giunta comunale, con un apposito atto di indirizzo.
L’amministrazione comunale si impegna a fare di questa adesione motivo di accresciuta responsabilità, operando in tutti gli ambiti di propria competenza perché siano assicurati spazi di adeguata informazione e sensibilizzazione sulle motivazioni del rifiuto di tale pratica e sul progresso della campagna abolizionista nel mondo. Un’adesione che avviene a meno di un anno dalla Risoluzione delle Nazioni Unite per una Moratoria universale delle esecuzioni capitali. L'adesione alla campagna prevede anche l'inserimento dello stesso logo "Cities for life" nella homepage del sito del Comune.

Grazie ai rapporti fatti crescere dalla Comunità di Sant'Egidio di Firenze, dall'altra parte dell'Oceano, alle 18, a Cincinnati (corrispondenti alle 24 ora italiana) nella parrocchia di St.Monica-St.George veglia di preghiera interreligiosa "Cities Against Death Penalty" promossa dal gruppo Intercommunity Justice and Peace Center di concerto con Sant'Egidio.

Durante l'ultimo anno 2019 - in collaborazione con il gruppo parrocchiale "Compassion" di Perrysburg, Ohio e le suore orsoline in Missouri - è stato possibile diramare a tutti i condannati a morte negli Usa un saluto di pace della Comunità con la proposta di scrivere ad amici di penna. Ad oggi, 89 detenuti hanno preso contatto, per tramite dei recapiti in Usa, con i volontari di Sant'Egidio: scrivono dai death row di 16 Stati e dal carcere federale di Terre Haute, Indiana.

Sabato 30 novembre oltre 2.000 “Città per la Vita” nel mondo illumineranno i loro monumenti per dire di “no” alla pena di morte. Si tratta ormai di un movimento che coinvolge migliaia di persone in tutti i continenti e che è riuscito, attraverso un paziente impegno collettivo e rapporti con i diversi governi, a diminuire il numero dei Paesi mantenitori.

Martedì 3 dicembre, nel pomeriggio, incontro con i detenuti di Sollicciano su pace e non violenza a partire dal "Documento di Fraternità Umana" siglato ad Abu Dhabi dal Papa e dall'Imam di Al-Azhar. Parteciperanno, tra gli altri, l'imam Izzedin Elzir e rappresentanti della Chiesa ortodossa romena e della Soka Gakkai.

Giovedì 5 dicembre, alle ore 9, a Prato, presso l'Auditorium dell'Istituto Gramsci-Keynes (via di Reggiana 106) incontro con gli studenti delle scuole superiori, con proiezione del docufilm "Outside", un dialogo sulla campagna mondiale contro la pena di morte per immaginare insieme una "Città per la vita".

A Roma, intanto, Ministri della Giustizia e rappresentanti di 22 Paesi - sia abolizionisti della pena capitale, de iure o de facto (come Liberia, Marocco, Niger, Repubblica Centrafricana e Zambia) che mantenitori (come Ciad, Indonesia, Somalia, Sud Sudan e Vietnam) si sono riuniti alla Camera per il convegno internazionale 'Per un mondo senza pena di morte', promosso da Sant'Egidio per discutere su come giungere ad una progressiva abolizione della pena capitale e come contrastare anche le esecuzioni extragiudiziali e i linciaggi, provocati spesso dalla diffusione di un linguaggio e di una cultura dell'odio.

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità, ha messo in evidenza che "da alcuni anni osserviamo che le percezioni sulla giustizia sono attraversate da ondate emozionali esattamente come accade alla politica", e "anche il dibattito sulla pena di morte soffre di tali eccessi, e qualcuno ci prova a rievocarla. Succede in Italia, accade in Europa. Certo non siamo alla sua reintroduzione ma è sufficiente questo clima acceso per cambiare il quadro generale nel mondo".
Allo stesso tempo "il terrorismo, le guerre incessanti in alcune zone del mondo e le reti criminali globali, il narcotraffico, riecheggiano una diffusione sempre più ampia delle condanne a morte non ufficiali (extragiudiziali) ma comunemente sempre più accettate". Tuttavia, "molti frutti sono già stati raccolti: i risultati progressivi della campagna per la moratoria vede, a partire dai numeri, un avanzamento progressivo. Ma bisogna insistere: alla fine ci sarà una vittoria della cultura della vita".

Mario Marazziti, coordinatore della campagna mondiale contro la pena di morte di Sant'Egidio, sottolinea dal canto suo come scopo del convegno sia "la ricerca e la promozione di metodi per dare al mondo e alle popolazioni più giustizia e sicurezza in un modo umano, senza mai distruggere la vita delle persone colpevoli". Ora, afferma Marazziti, "un mondo senza esecuzione, senza sacrifici umani, si sta avvicinando: dobbiamo decidere da che parte della storia vogliamo stare. Nel 1975 - ha sottolineato - solo 16 Stati avevano abolito" la pena di morte. "Lo scorso anno la proporzione si è rovesciata: 23 Stati hanno condannato loro cittadini alla pena capitale e 53 soli, su 200, hanno emesso condanne a morte, mentre 30 di essi non l'anno applicata. Giusto un anno fa, ci sono stati 30 sì all'Assemblea generale dell'Onu per una moratoria universale, un progresso di 117 unità in favore del voto finale rispetto ad appena due anni prima".

29/11/2019 10.07
Redazione di Met


 
 

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