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Fondazione Orchestra della Toscana
L’ORT in Spagna tra Mendelssohn, Weber e un clarinetto di fuoco
Dopo la tappa di ieri a Valladolid, la tournée spagnola dell’Orchestra della Toscana prosegue stasera a Salamanca con Diego Ceretta e Kevin Spagnolo: un programma che gioca di sponda fra nord e sud d’Europa, fino alla “Italiana” di Mendelssohn
L’Orchestra della Toscana porta in Spagna un programma con una parte l’eleganza “costruita” del Romanticismo tedesco, dall’altra un’Italia immaginata, desiderata, reinventata dagli sguardi degli altri. A guidare questa traiettoria è Diego Ceretta, direttore principale dell’ORT dal 2023, musicista di gesto netto e ascolto finissimo, e presto riconosciuto come una delle bacchette italiane più interessanti del momento.

Accanto a lui, Kevin Spagnolo: un clarinettista che non “sfoggia” il virtuosismo, lo racconta. Vincitore del Concorso di Ginevra nel 2018 – primato che lo ha proiettato immediatamente nel circuito internazionale – unisce naturalezza tecnica e una qualità di fraseggio spesso descritta come vocale, quasi da cantante che prende fiato con lo strumento.

Il concerto di ieri a Valladolid, nella Sala Sinfónica Jesús López Cobos del Centro Cultural Miguel Delibes – grande sala pensata per un suono flessibile e di ampia proiezione (capienza 1.712 posti) – ha attraversato l’energia compatta dell’Ouverture, Scherzo e Finale di Schumann, architettura in corsa dove i contrasti non rompono mai il filo. E poi Schubert, con l’Ouverture in stile italiano: un omaggio sorridente all’opera buffa, un’Italia filtrata dall’ironia viennese. Il punto d’arrivo è la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn, che non descrive l’Italia: la mette in movimento. Ritmi, luce, un entusiasmo trattenuto ma irresistibile, come un taccuino di viaggio trasformato in sinfonia.

Questa sera venerdì 27 febbraio, a Salamanca, al Centro de Artes Escénicas y de la Música (CAEM) – il grande contenitore culturale della città (capienza 1.220 posti) – il concerto cambiarà prospettiva: si apre con l’ouverture Das Märchen von der schönen Melusine di Mendelssohn, fiabesca e scintillante, un’acqua sonora che scorre rapida e piena di riflessi. E il finale affida la parola a Mozart, con la Sinfonia n. 39: equilibrio che non è mai statico, ma vivo, teatrale, pulsante. In mezzo, ancora Weber.

27/02/2026 13.49
Fondazione Orchestra della Toscana


 
 


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